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Bosnia / Serbia – La grande disillusione!

10/01/2011 - 10.48:   C’era una volta l’uomo. L’uomo, quello che non si ripete, quello del valore unico nella storia dell’umanità e, come tale, da rispettare e preservare, nella sua vita e nella sua dignità. Ma questi concetti universali, incontrovertibili e rinvenibili in tutte le raccolte dei diritti e dei princípi, dalla nostra Costituzione alla Carta dei fondamentali valori umani, per non parlare delle Religioni, sono elusi sempre di più in questi tempi sordidi! Un esempio? Potremmo parlare dell’attualità italiana, ma, visto che ci occupiamo di solidarietà internazionale, preferiamo parlare di quel che sta avvenendo in un Paese a noi vicino, la Serbia, anche perché i protagonisti sono gli stessi: il settore auto, la FAS (Fiat Auto Serbia) e i metalmeccanici (serbi e non italiani).

Che capita? Per capire meglio riportiamo, semplicemente, una sintesi dell’intervista telefonica di Delic Radoslav, segretario generale del sindacato dei lavoratori del gruppo Zastava Jedinstvena Sindakalna Organizcija, fatta pochi giorni fa dal nostro amico Gilberto Vlaic, dell’Associazione “Non bombe ma solo caramelle”.

L’antefatto: al 31 dicembre 2010 i lavoratori della Fiat Auto Serbia (FAS) erano 1.120 e quelli della Zastava Auto, di proprietà pubblica, 1.592.

Il prologo e l’epilogo: il 5 gennaio 2011 il Governo serbo “decide” di chiudere Zastava Auto e, dopo un serrato confronto con il sindacato, “decide” il destino di 1.537 metalmeccanici, mentre 55 ancora non sanno come moriranno.

Vediamo nel dettaglio il “macello sociale”: 123 lavoratori vengono “sistemati” subito. Come? 53 lavoratori passano a Fiat Auto Serbia, 60 (direttori vari e impiegati di alto livello) passano a ZASTAVA AD, che è la Direzione Generale che controlla le attività industriali ancora esistenti del gruppo Zastava non ancora privatizzate, e 10 vanno subito in pensione. Altri 65 lavoratori andranno in pensione tra due anni e, nel frattempo, entreranno nelle liste dell’Agenzia Nazionale per l’Impiego con il seguente trattamento economico: 9 mensilità del loro salario netto attuale come indennità di licenziamento, 60% del salario medio netto serbo (circa 20.000 dinari/mese – 1 € uguale 106,5 dinari, faranno cioè la fame) fino alla pensione, mentre i loro contributi sanitari e pensionistici fino alla pensione saranno a carico del Governo. Ci sono poi 249 lavoratori, ai quali mancano cinque anni per andare in pensione, che riceveranno 6 salari lordi come indennità di licenziamento (si pagheranno però loro le tasse) per un importo di circa 2.500 euro a lavoratore, entreranno quindi nelle liste dell’Agenzia Nazionale per l’Impiego e riceveranno un sussidio di circa 250 euro al mese (da quest’importo dovranno però detrarre circa 60 euro di contributi che si dovranno pagare da soli). Altri 97 metalmeccanici dovrebbero andare in pensione tra sei anni che usufruiranno lo stesso trattamento dei precedenti 249, mentre per l’anno fuori dei cinque, il sindacato ha ottenuto che gli venga pagato il salario lordo (sul quale si pagheranno i contributi). Ci sono poi altri 65 dipendenti, invalidi del lavoro, che passeranno all’azienda Zastava INPRO che produce piccoli rimorchi per auto.

Fatti i conti, restano 938 lavoratori che non rientrano in nessuna delle categorie sopra elencate. Questi 938 riceveranno 300 euro di liquidazione per anno lavorato come indennità di licenziamento ed entreranno nelle liste dell’Agenzia Nazionale per l’Impiego. Riceveranno un sussidio di 22.000 dinari/mese per un anno e 19.000 dinari/mese per un successivo secondo anno, indipendentemente da anzianità e qualifica. In questi due anni i contributi sanitari e pensionistici saranno pagati dal Governo e dopo si attaccheranno al cavolo!

Si attaccheranno forse ancora al cavolo anche quando, se così sarà, la Fiat Auto Serbia dovesse arrivare ad avere, come previsto, circa 2.500 dipendenti alla fine del 2012. Infatti, non essendoci alcun obbligo contrattuale rispetto alla riassunzione di lavoratori ex Zastava in mobilità tutto può capitare.

A questo punto sorge spontanea una domanda: come faranno a vivere tutte le famiglie degli operai se teniamo conto che, secondo l’autorevole giornale serbo “Novosti”, una famiglia di tre persone avrebbe bisogno per vivere dignitosamente di 100.000 dinari al mese? Ci viene in mente che, ad esempio, potrebbero mangiarsi la Carta dei princípi universali dell’uomo o, magari, qualche Costituzione nazionale, o, ancora, qualche libro sacro!


   
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