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Bosnia / Serbia – Grazie per aver reso più facile la mia adolescenza!

20/01/2011 - 5.01:   “Grazie per aver reso più facile la mia adolescenza”. Queste le parole con le quali Milan, un giovane di Kragujevac, ha voluto ringraziare l’amica italiana, Laura, che dopo averlo aiutato per anni con una borsa di studio ha sostenuto finanziariamente tutta la durata del suo corso di laurea in ingegneria. Nel 2003, sull’aiuto ricevuto da Milan scrivemmo un piccolo articolo che vogliamo riproporre quasi integralmente collegandolo al positivo epilogo: il conseguimento della laurea e la sua promessa di aiutare a sua volta qualcun altro, come è stato aiutato lui, non appena gli sarà possibile!

Nel 2003 scrivevamo:

“Il 19 aprile 1999 la “Zastava”, industria nazionale e locale dell’automobile, veniva bombardata e distrutta dagli aerei della Nato. La vita di molti abitanti della città serba cambiò radicalmente. Anche quella della famiglia Pavlovic. Dusanka e Radomir Pavlovic, lei operaia e lui ingegnere della fabbrica dove veniva costruita la “mitica” Jugo, esportata in tutti i Balcani e in Grecia, si ritrovarono senza lavoro, senza un dinaro, con un figlio, Milan, da crescere e mantenere agli studi! Bel problema! Le avversità, dice qualcuno, temprano il carattere! Forse è vero, ma meno male che anche circostanze positive possono aiutare praticamente e psicologicamente! La casualità, o fortuna, coinvolse la famiglia Pavlovic in uno dei tanti progetti di affido a distanza che la solidarietà internazionale (ed anche il senso di colpa del mondo occidentale) avviò in quei giorni terribili. La famiglia Pavlovic capitò con ‘A, B, C, solidarietà e pace’, altri con la CGIL Lombardia, molti con i sindacati tedeschi, altri ancora trovarono sollievo grazie agli aiuti arrivati con i gemellaggi definiti tra alcuni comuni italiani e la città serba ‘ferita’. Milan trovò così una ‘madrina’ italiana e Dusanka e Radomir una coraggiosa amica: Laura. Lo scorso aprile, purtroppo, Radomir è morto di un tumore. La discrezione ci consiglia, a questo punto, di fermarci e di lasciar parlare la protagonista, perché Laura, quest’estate, è andata a Kragujevac dove ha potuto conoscere, dopo tante lettere scritte e ricevute, Milan e Dusanka.

Vediamo di sintetizzare con qualche parola-chiave, per uscire dai soliti schemi, l’esperienza di Laura che sta aiutando Milan e la sua mamma e che ha preso a cuore il futuro di questo giovane serio e riservato.

DECORO è quello che la nostra amica ha trovato in questa famiglia. Le tracce di un limitato ‘benessere’ passato si scorgono tra le cose di una povertà nuova: una macchina fotografica, Dusanka che sa guidare l‘automobile, le parole del giovane che ricorda con affetto il papà ingegnere, la presenza del telefono.

RISERVATEZZA - DIGNITA' prerogative di questa gente: in loro non c’è platealità, pretesa, arrogante aspettativa. Sono grati per l’aiuto ricevuto e dimostrano questa propensione con pudicizia, quasi con tenerezza.

MODESTIA è una qualità rara che si esalta nei particolari. Milan, blandito per la sua capacità di comprendere e parlare inglese, non esita a riconoscere i meriti della scuola e del suo insegnante. Lui c’entra poco!

FORZA quella che serve a chi deve fare i conti con una quotidianità difficile, soprattutto in città. E’ la campagna, come in moltissimi altri casi, che sostiene questa famiglia. E’ infatti dalla vicina Dragobracia, dov’è nata Dusanka e dove tutta la famiglia ha vissuto per molti anni, che arriva l’integrazione alimentare indispensabile per sopravvivere a Kragujevac.

SPERANZA è quella che anima i giovani e che sembra, invece, avere abbandonato i vecchi. I giovani hanno davanti tutta la vita, i vecchi no. Hanno i loro ricordi e la loro saggezza. Ma giovani e vecchi sembrano spesso rimpiangere i tempi di Tito, quando il Paese era nella storia contemporanea e si schierava con i deboli e gli oppressi”.

Le storie vere a lieto fine sono rare, ma preziose e meritano di essere raccontate!


   
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