Contattaci
"A, B, C, solidarietà e pace"
ONLUS
Via Padre G. Petrilli 30
00132 Roma
info@abconlus.it www.abconlus.it
Tel. 0622152249
3461048370

Contattaci con SkypeSkype

Newsletter
Iscriviti per avere informazioni
sulle iniziative di
"A, B, C, solidarietà e pace"



Inserisci la tua e-mail
 




Abc Solidarietà e Pace

 
Italia - Quello che ci aspetta! Lavorando come buoni padri di famiglia

31/01/2011 - 10.22:   Siamo all’inizio del 2011 e, sebbene con un poco in ritardo, parliamo dei buoni propositi di inizio anno e, nel nostro caso, degli impegni futuri di “ABC”, a breve e a medio termine. A breve è il 2011, a medio fino al 2015. Perché siamo così precisi? Semplicemente perché, rispolverando l’”ideologia” dei “piani quinquennali”, vorremmo tentare di definire il lavoro che in cinque anni, il tempo minimo necessario per fare qualcosa di serio e non solo fumo, cercheremo di realizzare. Lo facciamo anche perché a dicembre 2010 sul nostro conto sono stati accreditati 200.000 euro del legato testamentario di un’amica dell’Associazione, Luciana N. Nelle nostre “News”, nello stesso mese, abbiamo dato la notizia con un titolo sommesso che vogliamo ripetere per ringraziarla: “Bella la notizia, non l’antefatto!”. Per non creare equivoci vorremmo però subito rilevare che questo non vuol certo dire che “ABC” è diventata improvvisamente ricca e non ha più bisogno dell’aiuto dei suoi amici, tutt’altro! Questo denaro, insieme a quello di quanti ci hanno sostenuto per tanti anni e continueranno a farlo, ci consentirà di migliorare e pianificare i nostri progetti, intervenendo di più dove è necessario e prefigurando realizzazioni che sappiamo di poter sostenere finanziariamente.

Andiamo nel concreto analizzando quel che vorremmo fare.

Guinea Bissau

- Ogni volta che parliamo di questo Paese dell’Africa Occidentale ci si stringe il cuore. Infatti, esso continua ad essere la “maglia nera”, da tutti i punti di vista, dell’Africa e, quindi, di questo nostro pianeta. Da quelle parti siamo presenti in maniera diversa che altrove. Infatti, non ci affidiamo a referenti, siano essi missionari, vescovi, laici, sindacalisti o direttori didattici, come avviene in Brasile, Haiti, Bosnia e Serbia, siamo noi lì sul territorio e lavoriamo, con e per l’associazione gemella “A, B, C, solidariedade e paz – Guiné Bissau”, per riuscire a creare vero “autosviluppo”. In verità molto lentamente, ma ci stiamo riuscendo. Non per vanità, più semplicemente per raccontare i risultati, possiamo dire che il miglioramento della realtà locale è passato attraverso la costruzione della scuola di Cubonge, le quattro scuole sostenute con l’autogestione (che vuol dire pagare il salario degli insegnanti, i loro corsi di aggiornamento, il materiale didattico, la manutenzione), i 66 pozzi scavati, le decine di orti avviati a produzione, il lavoro innovativo della produzione orticola durante la stagione delle piogge, l’officina che sarà ospitata nel nuovo hangar costruito da ottobre 2010 a gennaio 2011, ecc. Dal 1999 al 2010 nel progetto abbiamo investito 541.823 euro e, se teniamo conto che a Mansoa abbiamo un patrimonio (il terreno, gli hangar, il trattore, il fuoristrada, strumenti e attrezzi, ecc.), iscritto a Bilancio, che si aggira sui 75.000 euro, si intuisce che i costi sono stati esigui se rapportati ai risultati conseguiti. Ma a questi risultati occorre aggiungerne un altro, forse il più importante: l’aver stabilito un rapporto di fiducia con i guineani e sapere di poter contare ora su persone che hanno acquisito, in questi anni, competenze preziose per la crescita personale, professionale, umana e finanziaria, possibilità nuove messe a disposizione della comunità di Mansoa e del Paese. Ma di cosa avremo bisogno a Mansoa? Di molte cose. Nel futuro ci sono l’acquisizione di altri mezzi produttivi (lavoro, terra e capitale), un furgone che sarà necessario per il trasporto dei prodotti orticoli sui mercati locali, l’acquisto, appunto, di un’altra parte della risaia dove attualmente risiedono i due hangar di “ABC”, terreno delimitato dalla strada verso Bissau e dall’altra interna prospiciente l’ingresso della nostra sede; l’escavazione di un pozzo artesiano sul terreno di ABC a Mansoa per garantire il rifornimento di acqua e l’irrigazione dei vivai; sostenere le spese per il personale che speriamo di veder crescere nella misura in cui crescerà la capacità dei nostri amici locali di aumentare la produzione ed estendere i loro interventi su un numero sempre maggiore di villaggi; l’escavazione di invasi per la raccolta dell’acqua i quali, insieme ai nostri pozzi e alla sperimentazione (serre con teli d’ombra e irrigazione goccia a goccia durante la stagione secca), sono l’unica possibilità di far crescere l’orticoltura locale. Poi abbiamo in mente di confermare la collaborazione con le suore dell’Immacolata per sostenere la scuola che, con lo sviluppo dell’agricoltura, è la sola speranza di far sopravvivere la Guinea Bissau; diversificare i nostri interventi sostenendo anche qualche microprogetto di missionari amici che conosciamo da molti anni ed anche trasformare le strutture di ABC in Bairro da Praça in un riferimento per qualche associazione locale priva di mezzi. Da noi possono trovare possibilità tenico-logistiche, dalla corrente ai computer, dalle scrivanie alle stampanti. Proprio per questo, un passo in questa direzione lo faremo non appena generatori e batterie entreranno in funzione mettendo un paio di lampade esterne e qualche panca per consentire agli studenti volenterosi di studiare la sera. Infatti, quasi nessuno a Mansoa ha l’elettricità e la vita, di fatto, finisce all’imbrunire.

Haiti

- Dopo il terremoto del gennaio 2010 siamo stati sicuramente i primi (il mattino successivo al terremoto) ad intervenire con un sostanzioso invio di fondi a Port-au-Prince. Nei mesi successivi la generosità dei soci e dei non soci ci consentì poi di aiutare ancor di più Maurizio Barcaro ad uscire dalle difficoltà psicologiche, umane e finanziarie, dallo choc post-terremoto, dandogli immediatamente la possibilità di ricostruire e rinforzare la scuola “Sibert” della quale ci occupiamo. Sempre in quei mesi riuscimmo, con la preziosa mediazione dell’associazione MAIS, a dirottare verso Maurizio e la sua scuola il sostanzioso aiuto dell’associazione dei dipendenti della Banca d’Italia “Obiettivo solidarietà” (67.500 euro). E adesso? Contiamo presto di valutare le necessità locali e nei nostri pensieri c’è, realisticamente, la volontà di far crescere, con Maurizio, la scuola professionale. Sappiamo, per la nostra esperienza diretta in Guinea Bissau, quanto sia arduo, in realtà difficili come quella di Haiti, trovare le competenze necessarie di un artigiano qualsiasi, dall’elettricista al meccanico, dall’idraulico al tecnico informatico, dal sarto al saldatore. Dunque cercheremo di sollecitare, qualora ce ne fosse bisogno, Maurizio in questa direzione sostenendolo finanziariamente. Mantenendo però sempre un occhio sui cordoni della borsa come si conviene a dei buoni padri di famiglia.

- Brasile

- A Jardim e Paritins, le località dove siamo presenti con due progetti, vorremmo rafforzare la “cesta basica” (prodotti alimentari) distribuita tutti i mesi ai ragazzi inseriti nel progetto e contiamo di riprendere, per le famiglie che ne hanno più bisogno, la ristrutturazione o costruzione delle abitazioni. Sia a Jardim che a Parintins conosciamo situazioni abitative orrende, insopportabili per famiglie numerose, esposte più di altre alla disgregazione. Infatti, da quelle parti, la mancanza assoluta di mezzi disgrega la famiglia, la frantuma e i genitori spingono i figli a lavorare per integrare un'economia ai limiti della sopravvivenza. Questa condizione umana favorisce anche rapporti di coppia provvisori, promiscuità, miseria morale. Le condizioni di vita sono dure: nessuna possibilità di lavoro, condizioni igienico-sanitarie pessime, elevatissima mortalità scolastica, diffusissimi handicap fisici e mentali. Le cause? Le cause sono promiscuità e cattiva alimentazione, soprattutto dei bambini; abitazioni fatiscenti e piccole dove si vive in 10-15 persone, senza bagno, con scarsa areazione. Si dorme dove si cucina, tutti insieme, con il fuoco di carbone o legna, in mezzo al fumo, al suo odore acre. Le case dei più poveri sono senza gabinetto e senza acqua. Sono fatte con tavole residui di lavorazione, rami lunghi che vanno da parete a parete o bambù spaccati a metà ed usati come assi. La copertura è di paglia o altro vegetale con sopra un telo di plastica nera. Altre case hanno il tetto con tegole raccolte qua e là o eternit. Il pavimento, invece, è sempre in terra battuta e, quando piove, le "case", che sorgono quasi tutte nei terreni più bassi, vengono invase dall'acqua.
Questa situazione abitativa richiede dunque la realizzazione di un intervento pianificato di risanamento delle abitazioni più fatiscenti e di adeguamento delle infrastrutture.
Presto, inoltre, a Jardim, inizieranno dei corsi per i giovani che, analogamente a quanto già avviene nel Centro di accoglienza di Parintins, daranno a molti bambini e ragazzi l’opportunità di utilizzare bene il loro tempo e di stare lontani dalla strada.

Bosnia e Serbia

- Due sono le cose che vorremmo fare: aggiungere una ventina di nuovi Sostegni a Distanza ai 218 in corso e aiutare l’associazione di Kragujevac “Malati di sclerosi multipla”. Nel primo caso si tratterebbe di erogare venti borse di studio per i prossimi cinque anni ad altrettanti giovani serbi, mentre nel secondo, definiremo presto un paio di microprogetti per andare incontro alle esigenze di questo gruppo di persone coraggiose che si confrontano tutti i giorni con una malattia fortemente invalidante.


   
© 2006 Associazione A,B,C, solidarietà e pace - Onlus