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Guinea Bissau - Incontro con le donne. A ciascuno il suo dolore!

31/03/2011 - 18.20:   Scusate! E’ un periodaccio! Nel passato qualche contrattempo c’era sempre stato, ma mai come quest’anno il lavoro di sostegno tecnico all’orticoltura nei villaggi era stato così trascurato. Potremmo inventare chissà cosa, ma preferiamo dire la verità.

Abbiamo verificato questa colpa in occasione dell’incontro che abbiamo organizzato nel nostro nuovo hangar lo scorso 8 marzo. Alla riunione, cominciata alle 10, hanno partecipato 18 donne in rappresentanza di sette villaggi e una decina di moranse (ogni villaggio è diviso in più moranse).

La partecipazione è stata più bassa rispetto ad altre occasioni analogo del passato e questo dato ci ha fatto subito intuire una difficoltà oggettiva di comunicazione da parte nostra e una pericolosa sfiducia indotta, appunto, dalla scarsa assistenza di ABC. Le ragioni di questa nostra mancanza sono diverse, dalla costruzione dell’hangar, ai malanni del responsabile, ma tutto ciò, comunque, non giustifica la cosa.

E’ per questo che proprio all’inizio della riunione, consapevoli di questa manifesta irresponsabilità, abbiamo chiesto scusa e pregato le donne di continuare ad avere fiducia nel nostro lavoro promettendo che nel futuro tutto ciò non capiterà più. La realtà è che, come in tutto il mondo, ci vuole molto lavoro per costruire qualcosa e poco a distruggere l’impegno di anni! Questo è quello che abbiamo detto a tutti gli amici di “ABC Guinea Bissau”.

A questo punto, lasciando stare le chiacchiere che servono a poco e basandoci sui dati forniti dalle donne stesse nelle schede da loro compilate, possiamo dire che su 18 donne 14 hanno detto che tra i problemi riscontrati nell’orticoltura di quest’anno c’è stata una limitata assistenza di ABC. Molte hanno lamentato numerosi danni causati dalle malattie e dai parassiti delle piante e, due o tre, hanno manifestato l’esigenza di avere un pozzo, mentre in un caso hanno spiegato di essere state costrette a spostare l’orto in quanto il proprietario del terreno le aveva “sfrattate”. Quasi tutte hanno dichiarato disponibilità a lavorare nell’orticoltura durante la stagione della pioggia subordinando questa disponibilità agli altri impegni produttivi (lavoro nella risaia e nella raccolta del cajù) e tutte, nonostante le difficoltà, hanno detto che quest’attività produttiva è molto importante perché dà loro la possibilità di guadagnare qualcosa da usare per l’educazione dei figli, per la famiglia in genere e per l’acquisto dei vestiti.

Per attenuare la nostra delusione ripeschiamo una bella frase di Amilcare Cabral, Padre della Patria: “Precisamente porque tenho pressa é que vou devagar” (“Proprio perché ho fretta vado piano”) e l’applichiamo alle difficoltà che a volte incontriamo. La realtà è difficile, le persone sono difficili, il clima è difficile, non c’è niente di semplice!

Ma le idee ci sono, anche la volontà e la fermezza necessarie a concretizzarle. Dunque andiamo avanti e continuiamo a produrre sempre più pomodori durante la stagione della pioggia e cominciamo a diversificare l’orticoltura durante la stagione secca e… a ciascuno il suo dolore!


   
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