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Bosnia / Serbia - La scuola, il dopoguerra avrà mai fine?

06/06/2011 - 5.30:   La Federazione di Bosnia-Erzegovina comincia nel maggio 1994 con gli Accordi di Washington quando i territori controllati dai Croati e dai Bosniaci furono suddivisi in 10 cantoni autonomi nel tentativo di impedire i soprusi di un gruppo etnico sull'altro. Nel 1995 gli eserciti bosniaci e croati della Federazione sconfissero le forze della Repubblica della Bosnia occidentale che fu annessa alla federazione. Nello stesso anno, con gli Accordi di Dayton, la Federazione di Bosnia-Erzegovina fu definita come una delle due entità della Bosnia-Erzegovina con il 51% del territorio, mentre l'altra entità fu la Republika Srpska con il 49% del territorio. Nel 2000, poi, si formò il Distretto di Brčko come entità autonoma all'interno della Bosnia-Erzegovina con porzioni di territorio di entrambe le entità allora esistenti. Compresi gli abitanti, ovviamente!

Nel 2000 “ABC” approdò in Bosnia-Erzegovina e da allora lavora dando il suo contributo alla pace con i famosi “ponti di pace” per tentare di costruire un modo diverso di vedere la realtà, semplice, fatto di buonsenso e con la convinzione che è sempre meglio fare che parlare. Adesso, nel 2011, saranno dodici anni che abbiamo a che fare positivamente con i serbi, con la loro coraggiosa forza e con la loro grande ingenuità, con questo popolo attaccato alle tradizioni più di tanti altri e capace di richiamare, a volte a sproposito, il mitico e retorico motto: “moriremo tutti, ma non ci arrenderemo”. Quest’estremo impeto portò la quasi totalità della nobiltà serba, la gioventù migliore, a morire sul campo di Kosovo Polje, nel 1389, nel tentativo di fermare l’avanzata turca nel cuore dell’Europa. Un popolo, quello serbo, sempre in attesa che gli venga riconosciuto universalmente questo grande sacrificio storico, ma l’ingratitudine esisteva e esisterà sempre e la delusione si trascina ancora ai giorni nostri lasciando strascichi di rabbia e di apparente arroganza.

Ma come studieranno la storia contemporanea, ovvero la guerra 1992-95, nelle scuole in Bosnia-Erzegovina? Nella maggior parte delle scuole non si studia proprio, mentre nella Republika Srpska fa parte dei programmi ma è un poco, come dire…, faziosa e non si tenta alcun approccio critico! Nella Republika Srpska, appunto, la parte serba della Bosnia, che meglio conosciamo, le materie nazionali, circa il 30% dei programmi di studio, si differenziano nei contenuti. Ma non sono soltanto i serbi a differenziare i loro programmi, lo fanno anche i croati e i bosnacchi (discendenti dei serbi e dei croati convertitisi all’Islam durante l’occupazione ottomana della Bosnia). Insomma, ognuno per la sua strada, con la sua storia, la sua geografia, la sua cultura… E, oltretutto, ognuno dei dieci cantoni in cui è divisa la Bosnia-Erzegovina ha il suo ministro dell’educazione e a questi dieci se ne aggiungono altri due, quello del Distretto di Brčko è l’altro della Republika Srpska.

Un dato: in molte scuole, quando comincia la lezione di storia, gli alunni vengono divisi per entità e questo non ci sembra proprio il modo migliore di favorire l’integrazione. Avrà mai fine questo dopoguerra?


   
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