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Abc Solidarietà e Pace

 
Haiti - Avanti nonostante tutto e tutti! (2)

17/06/2011 - 5.34:   Alla missione tutto va abbastanza bene. Finalmente, nei mesi immediatamente dopo Natale, abbiamo ultimato gli ultimi progetti di costruzione. La scuola ora ha dei nuovi gabinetti, delle mense per entrambe le scuole, una piccola chiesetta, un luogo di preghiera per tutti: “Non di solo pane vive l’uomo…”. E così, oltre all’educazione e al cibo, vogliamo dare ai nostri alunni anche un po’ di cibo spirituale per nutrire la loro anima.

Nonostante tutte le difficoltà, interne e, soprattutto, esterne, le scuole hanno funzionato a pieno ritmo dall’inizio dell’anno. Giusto per dare qualche numero: nell’anno scolastico 2010-2011 abbiamo avuto 1.288 bambini nelle scuole primarie e 435 nella scuola secondaria, 40 ragazze per il corso di cucito, 30 giovani per la falegnameria e, ultimamente, un corso di prova nella nuova sala informatica con 30 giovani, per un totale di 1.823 tra giovani e bambini. Purtroppo, per l’accavallarsi di tante cose, non siamo riusciti ad attivare pienamente come avremmo voluto gli ambulatori e i nuovi corsi professionali, ma la pausa estiva ci darà la possibilità e il tempo di mettere a punto i dettagli necessari al buon funzionamento di questi nuovi progetti a partire dal prossimo anno scolastico.

Dal canto mio, io so che sto peccando di rendimento in questi ultimi mesi. Per rendimento intendo dire la capacità di tenere informati un po’ più frequentemente quanti ci aiutano per far capire loro, con foto e lettere, quanto succede alla missione e come sta funzionando la scuola. Vi prego di scusarmi, ma dal terremoto ad oggi ho avuto un periodo eccezzionalmente intenso, in tutti i sensi. Soltanto da poco tempo, da quando cioè abbiamo terminato i vari lavori di costruzione e riparazione, si riesce a respirare un poco. Ora devo solo ri-trovare il giusto equilibrio fra lavoro fisico di organizzazione della missione e lavoro di promozione, informazione e rendicontazione.

Senza alcuna vanità voglio darvi la percezione del lavoro realizzato, grazie a tutti voi, a distanza di un anno e mezzo dal terribile sisma del 12 gennaio 2010. In breve: siamo riusciti a ricostruire e/o riparare le varie strutture della missione, ingrandito la scuola con la biblioteca, 4 aule, mensa, chiesetta e due locali in più per i corsi professionali, aumentato il numero dei bambini nelle scuole primarie e migliorato enormemente la situazione per gli anziani che hanno ora casette molto più spaziose e organizzate. Il tutto grazie anche a voi, cari amici di “A, B, C, solidarietà e pace” che da subito dopo il terremoto siete stati i primi a portare soccorso alla missione e ci siete rimasti accanto da allora anche con più determinazione e pazienza.

Chiediamo pazienza soprattutto agli amici che seguono gli alunni e che, a volte, sono costretti a cambiare il loro affidato perché non frequenta più la scuola. Putroppo qui la vita vita per le famiglie è imprevedibile, si vive alla giornata e basta poco per decidere di “traslocare” in un’altra baracca: magari si trova un lavoretto, anche se non sicuro e malpagato, o un affitto meno caro, o una lite con il vicino, o… E tutta la famiglia si trasferisce e i bambini non vanno più a scuola.

All’uscita di scuola, l’altro giorno, c’erano dei bambini che andando via si sono fermati in un campetto davanti alla missione per prendere dei pezzi di cartone da portare a casa. Li useranno come giaciglio. Questa cosa mi ha colpito ed ho pensato alla vita difficile e inumana che vivono fuori delle mura della scuola. Ho pensato alle enormi difficoltà che incontrano ogni giorno alle quali noi, purtroppo, non possiamo dare risposte. Però sono convinto che la nostra scuola, comunque, rappresenti veramente una piccola oasi di pace per loro, un rifugio, fisico e mentale, dove passare parte della giornata protetti, curati, seguiti e amati. Ma penso anche ai nostri anziani che ora hanno la possibilità di vivere il tramonto della loro vita con decoro e serenità. I loro sorrisi sono il silenzioso “grazie” per quello che facciamo tutti noi insieme. Un “grazie” che io “giro” a tutti voi e che spero di comunicarvi attraverso le foto e le lettere che invio.

Un abbraccio e grazie a tutti voi. Maurizio Barcaro


   
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