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Abc Solidarietà e Pace

 
Italia - 5 per mille, alla ricerca del “denaro perduto”!

02/07/2011 - 17.18:   Nell’ultima finanziaria, tra le tante cose, ce n’è una che riguarda direttamente il no-profit: dal 2012 sarà possibile destinare il cinque per mille dell’IRPEF ai beni culturali. Noi non ce l’abbiamo con la cultura, ci mancherebbe altro. Ma constatiamo che il 5 per mille sta diventando sempre di più un tappabuchi. Laddove lo Stato “perde colpi” arriva il 5 per mille. Quest’anno i beni culturali hanno avuto problemi? Non preoccupatevi , dicono, visto che il ministero competente non ha i soldi inseriamo i “beni culturali” a fianco degli enti di volontariato, delle ONLUS, delle associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionale, regionali e provinciali, delle associazioni riconosciute, delle fondazioni riconosciute, degli enti di ricerca scientifica e dell’università, degli enti della ricerca sanitaria, del sostegno delle attività sociali svolge dai Comuni di residenza dei contribuenti, del sostegno alle associazioni sportive dilettantistiche riconosciute ai fini sportivi dal Coni e che svolgono una rilevante attività di interesse sociale.

E va bene così! Ma il prossimo anno sarà interessante capire cosa avranno inteso con “beni culturali”, anche perché già ora tra le associazioni che svolgono attività di promozione sociale ci sono quelle che si occupano proprio di “tutela, promozione e valorizzazione delle cose d'interesse artistico e storico di cui alla legge 1 giugno 1939, n. 1089, ivi comprese le biblioteche e i beni di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409”.

Vediamo dove vogliono arrivare, diceva “Antonio” mentre prendeva gli schiaffi!

Intanto, la lotta per dividersi le scelte dei contribuenti tra i poco meno di 50.000 enti che si sono iscritti per questo è quasi finita, almeno quest’anno. Chi vincerà? Vincerà chi avrà avuto più fondi da spendere in promozione e chi avrà avuto il più forte impatto emotivo, reale o indotto dai mass-media! In questo campo la razionalità e la buona comunicazione c’entrano poco. E’ forse razionale che aumentino le associazioni di volontariato e diminuiscano i veri volontari, mentre aumentano i sottopagati e i contratti anomali nel Terzo Settore? E’ chiaro: lo Stato vuole ricorrere al settore no-profit, al quale, sempre secondo quest’ultima finanziaria, andrebbero destinati, “in via prioritaria”, i finanziamenti per le iniziative e gli interventi sociali, se efficaci e convenienti dal punto di vista economico, ovviamente.

Ma perché questi signori non si rivolgono ad un’agenzia interinale? Oppure, visto che abbiamo tanto bisogno di soldi potremmo trasformarci noi in moderne “Agenzie per il lavoro” basate sul “volontariato”.  


   
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