Contattaci
"A, B, C, solidarietà e pace"
ONLUS
Via Padre G. Petrilli 30
00132 Roma
info@abconlus.it www.abconlus.it
Tel. 0622152249
3461048370

Contattaci con SkypeSkype

Newsletter
Iscriviti per avere informazioni
sulle iniziative di
"A, B, C, solidarietà e pace"



Inserisci la tua e-mail
 




Abc Solidarietà e Pace

 
Guinea Bissau - In lotta continua con la natura!

14/08/2011 - 17.44:   Proprio quando ti sembra che le cose possano andare meglio ecco i Monsoni, stavolta più violenti del solito. Siamo nell’hangar di ABC a Mansoa, una sera di fine luglio. Improvvisamente con un boato arrivano i venti, ricchi dell’umidità accumulata lungo il tragitto sul mare. L’hangar sembra dover volare via da un momento all’altro. E mentre la pioggia si abbatte allagando tutto, i tetti di tante case e scuole, fatti con “chapas” di zinco e di paglia, volano via. A Infandre, anche la nostra serra, che ripara 400 piante di peperoni dalla pioggia eccessiva, è abbattuta impietosamente. I suoi grossi tubi di ferro zincato vengono piegati e ci ritroviamo a dover ricominciare un lavoro ben avviato.

Dobbiamo trovare strategie nuove per competere con la natura. Abbiamo sempre detto che i problemi, da quelle parti, non mancano. Troppa acqua durante la stagione delle piogge e troppa poca nella stagione secca. Adesso possiamo aggiungere: troppo vento e troppo forte, specialmente quando la stagione delle piogge ritarda. Infatti, l’inizio delle piogge sta slittando sempre più in avanti. Nel passato cominciavano a maggio-giugno, adesso a luglio. Quest’anno, ai primi di agosto, la pioggia era ancora scarsa. Il responsabile del servizio meteorologico nazionale della Guinea Bissau dice che i mesi di pioggia sono diminuiti e che, nei prossimi anni, saranno soltanto due o tre. Se a tutto ciò aggiungiamo che si continua a bruciare la foresta per farne carbone, piantare alberi di cajù e coltivare un poco di riso pam-pam, o “sequeiro”, è il dramma.

Noi, per ora, ricorriamo alla nostra capacità di autoripararci. Cerchiamo e sperimentiamo nuove strategie di lavoro. Il vento ha distrutto la serra? Dobbiamo tentare di far fuggire il vento da sotto la serra senza costringerlo a distruggere tutto. La plastica non la possiamo bucare, ma possiamo interrompere la continuità del telo di plastica inserendo delle parti di telo d’ombra, e cucendole insieme, per far trovare al vento una “via di fuga” meno distruttiva. Entrerà però troppa acqua? Lo verificheremo. Potremmo usare un doppio telo di plastica, ad esempio! D’altra parte questa è la sola nostra forza: l’elasticità di adattarci alle circostanze imposte dalla natura e “inventare” alternative. Cerchiamo anche di accumulare l’acqua che arriva dal cielo raccogliendola dal telo di plastica e incanalandola nella piccola cisterna costruita in mezzo alle serre. Sicuramente qualche esperto sorriderà dei nostri interventi poco professionali, ma se qualcuno ha delle buone idee, ma pratiche, sa dove trovarci.

Noi continuiamo a cercare comunque un’orticoltura-modello moderna, adeguata cioè al mercato, con costi di avviamento contenuti e quindi esportabile nei villaggi, che non si limiti ad un solo raccolto durante la stagione secca. Ma, come dicevamo, i nemici sono tanti: la penuria d’acqua nella stagione secca, la difficoltà ad attingerla dai pozzi , la pioggia eccessiva, il problema di “preservarla” per i mesi di non pioggia, il vento, i “gafanhotos” (cavallette), le tradizioni locali che non prevedono la possibilità di coltivare tutto l’anno gli orti, anche perché le donne sono impegnate in mille altre cose e gli uomini, per ora, sono in pochi a dedicarsi a questa agricoltura “minore”.

Le idee ci sono e anche i mezzi, sebbene limitati: dobbiamo continuare con l’orticoltura “riparata” dalle serre durante la stagione delle piogge, accumulare l’acqua piovana scavando invasi impermeabilizzati, costruire serbatoi in cemento per riempirli dell’acqua dei pozzi con le motopompe, usare nelle serre il telo d’ombra al posto della plastica durante la stagione secca per diminuire l’insolazione e l’evaporazione dell’acqua, avviare da subito l’irrigazione goccia a goccia usando anche l’acqua salmastra che si può trovare molto più facilmente dell’acqua dolce.

Sarebbe poi bene ricordare a tutti i nostri amici guineensi che Bissau, la capitale, sta diventando un grande mercato per i prodotti orticoli e tutti sono disposti a pagare qualcosa in più per avere nel proprio piatto un po’ d’insalata o qualche pomodoro durante i mesi che vanno da maggio a novembre.


   
© 2006 Associazione A,B,C, solidarietà e pace - Onlus