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Brasile - Jardim, l’ottimismo della volontà!

15/09/2011 - 5.39:   Secondo l’istituto demografico brasiliano, IBGE, a Jardim (Mato Grosso do Sul), dove abbiamo uno dei due progetti “brasiliani”, vivono 22.542 cittadini e molti di loro sono stati coinvolti, direttamente o indirettamente, nelle attività dell’Associazione. Infatti, da quando è nato, era il 1999, nel progetto di ABC sono transitati 207 giovani, con le loro famiglie e ad essi si aggiungono le persone che, nel tempo, hanno collaborato al progetto come volontari o retribuite. Insomma, più o meno il10% dell’intera popolazione ci conosce ed è stata aiutata nel corso di quest’ultimo decennio.

Dieci anni di lavoro, ma soprattutto i cambiamenti della società brasiliana - pensioni e “bolsa familia”, sussidi del municipio e statali - hanno attenuato l’enorme difficoltà di vivere di questa gente e migliorato, in generale, le condizioni di vita in questa cittadina fondata nel 1953 e distante circa 200 chilometri dalla capitale dello stato Campogrande. A Jardim, 259 metri di altitudine, fa caldo, ma la notte no. Anzi, fa proprio freddo! Tanto freddo che in più occasioni è stato necessario comprare un bel numero di coperte da distribuire alle famiglie degli affidati. Il ricordo riporta ad episodi significativi dei primi anni del progetto quando, proprio all’inizio, chiedemmo ai bambini affidati cosa sarebbe stato bello per loro avere in regalo: tra le tante cose, spesso curiose, un piccolo disse chiaramente: “una coperta, perché la notte ho tanto freddo!”, un altro: “una casa perché nella mia, quando piove, entra tanta acqua”. Si comprarono allora coperte per tutti e fu deciso di intervenire costruendo e ristrutturando molte abitazioni per quasi 50 affidati dando loro la possibilità di vivere decorosamente.

Dodici anni fa la maggior parte delle abitazioni dei bambini aiutati da “ABC” non avevano i servizi igienici essenziali e verificammo, con un censimento, che una soltanto era in cemento e le altre erano costruite con tavole di legno (di scarto) o di taquara, delle grosse tavole ricavate da bambú tagliati a metá. I tetti, invece, erano fatti con i materiali più diversi: eternit, tegole, paglia, plastica. I pavimenti erano quasi tutti in terra battuta e molte delle “abitazioni” sorgevano in terreni bassi e si allagavano quando pioveva. Fu proprio sulla base di questi dati che definimmo allora una sorta di graduatoria partendo dalle condizioni abitative generali, la salute dei genitori e dei bambini, il reddito e il numero dei figli per intervenire con giustizia ed equlibrio. In pochi anni furono ristrutturate piú di 15 abitazioni, dotandole di bagni decenti o di un’altra stanza, tre furono costruite completamente e altre due, in legno, acquistate e date in concessione ad altrettante famiglie. Moltissimi anche i microinterventi sanitari: dalla visite mediche alle analisi, dai viaggi-salute nella capitale per trovare gli specialisti all’acquisto dei farmaci indispensabili, degli occhiali, delle scarpe ortopediche. Insomma, una cosa bella e buona!

Ma a Jardim il nostro lavoro non è stato mai facile, soprattutto perché i referenti locali sono cambiati spesso, così come le responsabili laiche del progetto. Infatti, il missionario Bruno Brugnolaro venne inviato a Brusque a dirigere il seminario locale, il suo successore, Lino Zamperoni, dopo tre anni andò in pensione, padre Bento, brasiliano, morì poco dopo il suo arrivo ed anche padre Riccardo Lusuegro fu colpito da un male inesorabile. Ora, a Jardim, è tornato padre Bruno Brugnolaro che conosciamo da moltissimi anni e con il quale abbiamo lavorato proficuamente nel passato.

Questa è la “piccola storia” di un progetto e noi, come sempre, guardiamo con fiducia al futuro anche se sappiamo per esperienza che non è mai facile aiutare! Per ricaricarci ricorriamo poi, ogni tanto, a delle idee o a delle frasi, frammenti di memoria, che sostengono il nostro lavoro. Tra esse ce n’è una, non ricordiamo di chi fosse, che richiama “il pessimismo della ragione e l’ottimismo della volontà”. Insomma, per farla breve e senza complicarci troppo il cuore e la testa, è giusto e opportuno andare sempre e comunque avanti!


   
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