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Guinea Bissau - Scaveremo cinque nuovi pozzi a Mansoa!

27/09/2011 - 5.12:   Lo scorso marzo in Guinea Bissau, a Mansoa, l’incontro con la “sindaca” della città era stato, più o meno consapevolmente, una promessa da parte nostra. In quei giorni verificammo, visitandone una quindicina, che effettivamente tutti i pozzi tradizionali erano già secchi e con davanti ancora 2-3 mesi di stagione secca da affrontare in attesa delle prime piogge di giugno. Ma la primo pioggia, eravamo lì, è arrivata invece il 12 luglio e di una certa consistenza nei primi giorni di agosto. Insomma, sembrerebbe che il responsabile del Servizio meteorologico nazionale della Guinea Bissau avesse ragione, quando a gennaio disse che il periodo delle piogge si stava restringendo sempre di più. Nel passato duravano da giugno ad ottobre, adesso l’inizio è slittato in avanti ma non altrettanto la fine. Dunque non quattro mesi di pioggia bensì tre, se va bene!

La diminuzione delle piogge vuol dire che il suolo non potrà restituire nei pozzi, tradizionali e no, l’acqua assorbita e che, di conseguenza, per la prossima stagione secca ci saranno meno risorse idriche a disposizione per bere, per le faccende domestiche e per gli orti. In Guinea Bissau non esistono acquedotti e ancor meno in Mansoa. Ci sono due grandi serbatoi costruiti qualche anno fa da un progetto dell’Unicef ma sono vuoti perché le pompe necessarie per far salire l’acqua così in alto non funzionano e se anche funzionassero non ci sarebbero i soldi per comprare il gasolio necessario a farle girare. E poi, particolare non indifferente, dove andare a prendere l’acqua da pompare ai 15 metri di altezza nei due grandi serbatoi destinati a servire tre dei numerosi bairros della cittadina? L’unica massa d’acqua disponibile è quella del Rio Mansoa, ma è salmastra visto che arriva direttamente dall’Atlantico con la marea. Insomma, sembrerebbe che l’unica speranza, in una città di 25.000 abitanti come Mansoa, sia riposta nei pozzi di “ABC”. Una bella responsabilità! Non ci sottraiamo ad essa e quindi durante l’ultimo viaggio fatto abbiamo garantito all’amministratrice locale che “ABC” scaverà, nella stagione di lavoro 2011-2012, cinque nuovi pozzi a Mansoa. Sarà naturalmente lei a scegliere i bairros più carenti e a organizzare e sensibilizzare la popolazione.

Secondo un accordo che abbiamo recentemente definito e deciso di far firmare alle parti contraenti, ovvero noi, la popolazione e i “pozzaioli”, gli abitanti dovranno pagare 225.000 cfa (circa 350 euro), fornire la sabbia e la ghiaia necessarie, i manovali che dovranno collaborare con i nostri tecnici per tirar via dal fondo pietre e terra scavate e “ospitare” la squadra di tecnici fornendo loro vitto e alloggio. Fino alla passata stagione di lavoro la parte di denaro che la popolazione doveva versare era di 100.000 cfa, da quest’anno di 225.000, 75.000 dei quali da restituire a fine costruzione se l’andamento del lavoro non avrà avuto impedimenti. Infatti, nel passato, in molti casi la popolazione, dopo l’entusiasmo iniziale, finiva di collaborare ed eravamo costretti a pagare qualcuno per sostenere il lavoro con conseguente aumento dei costi.

E’ bene precisare che il costo totale dell’escavazione di un pozzo si aggira sui 2.000 euro. Di più o di meno a seconda della profondità e che ABC, oltre ai “pozzaioli” fornisce il cemento e il ferro necessari alla costruzione del manufatto. E’ anche interessante sapere che se dieci anni fa incontravamo l’acqua a 15-20 metri, adesso la si trova intorno a 20-25 metri, anche se il pozzo più profondo che abbiamo costruito è di 30. Questi dati ci riportano direttamente al discorso della diminuzione della durata e dell’intensità delle piogge. I cambiamenti climatici sono arrivati da quelle parti e se si continua a distruggere la foresta per piantare alberi di cajù, coltivare il riso a secco “pam-pam” e per fare il carbone la stagione delle piogge si ridurrà ulteriormente e arriverà il deserto sempre più vicino.


   
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