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Serbia / Bosnia - Tutti a dieta!

18/10/2011 - 14.45:   Il segretario generale della Jedinstvena Sindikalna Organizacija ZASTAVA, Rajko Blagojevic, in un’intervista, spiega come un lavoratore serbo, anche se è così “fortunato” da ricevere il suo salario nella data prevista, “non riesce a saldare i suoi debiti mensili”, ovvero le bollette della luce, del gas e le spese per mangiare e vestire. Rajko rileva come attualmente in Serbia siano soltanto 301.450 i lavoratori inseriti nel sistema produttivo, mentre la maggior parte dei dipendenti appartengono alla categoria dei servizi o ricevono il loro stipendio dallo Stato (polizia, esercito, sanità pubblica, scuola, ecc.). “Se teniamo presente che in Serbia - sostiene - ci sono ufficialmente 1.770.000 lavoratori e 2.356.000 disoccupati e pensionati, allora è chiaro che il sistema non è più sostenibile ed è prossimo al collasso”. Ad esempio, negli altri Paesi europei, mediamente sviluppati, la percentuale dei lavoratori in produzione è pari a 38 44%, mentre in Serbia è del solo 17%.

Parlando poi dei salari Rajko Balgjevic ha evidenziato che in Serbia “il salario medio è di 39.100 dinari (circa 390 euro)” e che quasi la metà dei lavoratori “lo percepisce con un ritardo che va dai 3 ai 12 mesi”. Quel che è peggio è che, preoccupato com’è di perdere il posto di lavoro, “il lavoratore serbo non protesta e accetta tutto”. Accetta anche, senza protestare, che in un anno il prezzo del pane sia aumentato del 17%, quello del latte del 7, dello zucchero del 45, mentre il costo delle bollette del telefono sia raddoppiato, quello della corrente aumentato del 13,9%, del gas del 20%. Tutti, si stanno sottoponendo, necessariamente, ad una dieta forzata in quanto “le spese per il vitto dei serbi sono diminuite del 20%”, ma se questo agevola la diminuzione delle patologie legate ad un’alimentazione troppo grassa e generosa di carne (un sogno ormai) sono aumentate le malattie legate ai disturbi psichici ed anche, grazie alla guerra e all’inquinamento, quelle oncologiche.


   
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