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Brasile - Jardim, chiuso il progetto

30/12/2011 - 5.26:   Pochi giorni fa abbiamo chiuso il progetto che ABC aveva nella cittadina di Jardim, nel Mato Grosso do Sul, in Brasile.

Nel 2006 chiudemmo un altro progetto, quello di Guia Lopes da Laguna, sempre in Brasile e sempre nel Mato Grosso do Sul, perché il nostro referente locale, Edivaldo, un prete brasiliano, era troppo impegnato per poterci informare e consentirci così di controllare il suo lavoro e comunicarlo ai soci. Adesso chiudiamo Jardim, sebbene per motivi diversi. Non è certo piacevole arrendersi di fronte alle cose, ma ci sembra perverso mantenere in via un progetto quando sappiamo che ha perso la spinta iniziale e che non riesce ad incidere sulla realtà locale. Non possiamo lasciarlo”vivacchiare” per non perdere qualche amico sostenitore e per lavorare di meno. Se c’è qualcosa che non va si tenta di correggerla e se non ci si riesce, si chiude. Ci sembra più serio! E poi, tutto ciò fa parte, come abbiamo avuto modo di dire qualche tempo fa, della nostra “decrescita felice”, ovvero spendere di meno e fare sempre meglio il nostro lavoro.

Questa la lettera inviata a tutti gli amici sostenitori del progetto:

“Cari amiche e amici sostenitori del progetto nella città di Jardim in Brasile,

dobbiamo chiudere il progetto di Affido a Distanza che sostenete. Non è possibile andare avanti e vi diciamo perché:

a Jardim il nostro lavoro non è stato mai facile, soprattutto perché i referenti locali sono cambiati spesso, così come le responsabili laiche del progetto. Infatti, il missionario Bruno Brugnolaro venne inviato a Brusque nel 2005 e il suo successore, Lino Zamperoni, dopo tre anni andò in pensione. Arrivò poi padre Bento, brasiliano, che morì poco dopo il suo arrivo ed anche il suo sostituto, padre Riccardo Lusuegro, fu colpito da un male inesorabile. Arriviamo così al 2011 quando, a maggio, torna a Jardim padre Bruno Brugnolaro che trova, all’interno della parrocchia, una situazione molto difficile;

a fine agosto 2011 inviamo una e-mail a padre Bruno facendo riferimento alla contabilità del primo semestre 2011 speditaci da Joana (l’ultima responsabile laica delle cinque che si sono avvicendate in questi anni): “le uscite - scrivemmo - danno un’idea precisa e negativa di quel che è diventato un progetto di sostegno e di solidarietà internazionale realizzato a favore dei bambini e delle loro famiglie: le spese sostenute per le ceste basiche (i prodotti alimentari distribuiti tutti i mesi, ndr.) ammontano a 7.008,50 reais (1 euro = 2,4 reais); le spese bancarie a 824,32 reais; i reais spesi per la salute e la promozione umana sono stati soltanto 1.056,77; quelli per il “rimborso” delle spese alla parrocchia sono stati in totale 4.524; le spese per i rimborsi spese (alla responsabile laica e alle 5 signore che seguono i bambini) in tutto ammontano a 9.247,58 reais; 200 i reais spesi per la gasolina necessaria alle visite delle famiglie. Insomma, le spese generali superano di oltre 5.000 reais quelle sostenute per aiutare realmente i bambini e le loro famiglie”. Dobbiamo precisare che a questi dati si aggiunge una scarsa, se non assente, capacità d’iniziativa ed anche, rispetto ai primi anni dell’intervento, un maggiore attenzione delle istituzioni locali della cittadina matogrossense nei confronti dei più deboli ed emarginati;

alla nostra lettera, dopo un po’ di tempo, Bruno rispose: “Quanto al progetto non ho visto nessuna vita. Ho chiesto alla Joana perché non si é messa a realizzare qualcosa di più sociale per le famiglie aiutate dal progetto e lei mi disse: ‘Non vogliono fare niente. Vogliono solo ricevere il beneficio (cesta di prodotti alimentari, ndr.) a fine mese e basta’. Il gruppo (il Consiglio pastorale, ndr.) che si é riunito per giudicare il progetto é arrivato alla conclusione che stando così le cose dobbiamo essere chiari e dire un basta. Per questo nell'ultima riunione si é deciso di chiudere il progetto alla fine di novembre, chiaro sottoponendo la nostra decisione alla vostra. Io non posso lavorare cosí, da solo… per cui ho bisogno di ascoltare quelli che mi stanno intorno…”.

Cari amiche e amici, speriamo apprezziate le nostre franchezza e trasparenza. Si tratta di una decisione sofferta, anche perché è molto più facile aprire un progetto che chiuderlo. Confidiamo però nella vostra comprensione e nella disponibilità a proseguire a sostenere altri bambini, magari inseriti negli interventi che realizziamo a Parintins (sempre in Brasile), in Guinea Bissau, Burkina Faso, Haiti, Serbia o Bosnia. Le quote di Sostegno a Distanza che avete versato verranno “girate” sugli eventuali nuovi affidi, oppure, se sarete d’accordo, finiranno nel Fondo utilizzato per i nostri microinterventi. Quanto ai piccoli e alle famiglie che erano nel progetto di Jardim padre Bruno ci ha garantito che comunque interverrà per aiutare chi ne avrà bisogno. E “ABC” starà, in ogni caso, al suo fianco.

Dopo aver riflettuto a lungo su cosa fare e come, su come comunicarvi questa cosa, alla fine abbiamo deciso di dire, anche se un poco bruscamente, la verità tempestivamente assumendoci la nostra parte di responsabilità!

Abbiamo scritto così questa lettera per dare a tutti il tempo e la possibilità di riflettere su cosa fare: proseguire ad aiutare un altro bambino in un progetto diverso, oppure lasciare quest’esperienza di solidarietà. Chi vorrà, e gliene saremmo grati, potrà segnalarci il suo intendimento telefonando (3461048370) o scrivendo una lettera (ABC, Via padre Giuseppe Petrilli 30 - 00132 Roma) oppure una e-mail (info@abconlus.it). A febbraio contatteremo poi gli altri amici per conoscere quel che vogliono fare. Scusateci. Sempre e comunque grazie”.



   
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