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Brasile - Lettera agli amici di “ABC” da dom Giuliano Frigeni, vescovo di Parintins

04/04/2012 - 9.41:   Carissimi amici del nostro Centro Educativo Nossa Senhora das Graças (CENSG) di Parintins, qui nel mezzo dell’Amazzonia.

Si avvicina la Pasqua e per comunicarvi la gioia di questo avvenimento che ha scosso a quell’epoca l’opinione dei ben pensanti e oggi lascia la maggior parte indifferenti a questo annuncio che Cristo é risorto vi racconto con dati alla mano che i nostri bimbi e le nostre famiglie bisognose stanno crescendo non solo in numero ma anche nella fede e nella responsabilitá civile e nella condivisione dei problemi comuni.

Quando attraverso il vostro sostegno (iniziato 10 anni fa) abbiamo cominciato l’avventura di questo CENSG avevamo solo 200 bambini: oggi sono piú di 600! Non vi scrivo questo per farvi fare dei sacrifici piú grandi di quelli che giá state facendo da tanti anni, ma, per farvi partecipi della gioia che sentiamo noi nel vedere che oltre all’aumento numerico c’é in atto una “propaganda” positiva nel quartiere perché c’é sempre piú gente che chiede di poter iscrivere i figli o i loro nipoti alle nostre attivitá che pur non essendo obbligatorie attirano l’interesse dei ragazzi e dei loro genitori perché sono iniziative belle e utili: teatro, disegno, scultura, serigrafia, ricamo, taglio e cucito, judó, calcio, scuola di informatica, etc. etc. Tutto a costo zero, anche se a volte chiediamo una piccola collaborazione economica ( da 1 a 5 € per la divisa o per una festa straordinaria) per rendere le famiglie non totalmente dipendenti da voi, da noi o dal governo.

Qualcuno puó pensare che la responsabilitá educativa é propria dei genitori e noi gli permettiamo di scaricarla quasi tutta su di noi, quando cercano di “piazzare” i loro figli al Centro! Ma vi posso garantire che la “propaganda” che attrae sempre di piú questi adulti avviene per osmosi attraverso i nostri propri ragazzi e i loro genitori.

Il fatto nuovo di cui vi voglio parlare é l’invasione ( in Italia si direbbe “occupazione illegale”) di un grande terreno di proprietá di un ricco signore di uno Stato vicino e confinante con lo stato dell’Amazzonia, il Pará, precisamente della cittá di Santarém. Tutte le famose favelas del Brasile nascono e sono nate dalle occupazioni illegali.

Ma per noi questa invasione ha un sapore diverso: innanzitutto, come vescovo di Parintins, ho chiesto alla gente di non insistere nell’illegalitá, perché piú di otto anni fa io e il Sindaco di quell’epoca avevamo promesso al ricco proprietario che non avremmo piú invaso le sue terre. Cosí il Sindaco attuale della nostra cittá di Parintins é stato “costretto” a indennizzare questo proprietario e a organizzare l’occupazione a partire dalle famiglie piú bisognose.

Ebbene anche alcuni nostri adolescenti, che oggi sono adulti con piú di vent’anni e alcuni/e che giá hanno, oltre che moglie o marito, uno o piú figli, (che giá stanno con noi nel nostro Centro perché hanno giá raggiunto i tre anni), hanno ottenuto legalmente un terreno come tanti altri adulti.

Continuando poi nella lotta, insieme a tutti, per un quartiere piú umanamente vivibile, dopo soli due anni, abbiamo ottenuto: l’asfalto ( piú dell’80 % del quartiere) , i tralicci della corrente elettrica e l’energia, (prima c’erano solo dei pericolosi allacciamenti abusivi) e si stanno scavando alcuni pozzi per avere acqua potabile per tutti. Tra l’altro il terreno che noi avevamo scelto ( “occupato”) due anni fa, in un punto strategicamente alto, non allagabile, per costruirvi la chiesa cattolica e accanto alla chiesa uno spazio per una scuola elementare e un centro per la sanitá, lo abbiamo ceduto alla compagnia che scava i pozzi e costruisce l’aquedotto perché ci hanno detto che era il luogo piú opportuno per questo servizio.

All ‘inizio di gennaio di quest’anno 2012, il signor sindaco della cittá e altre autoritá ci hanno invitato, in un grande palazzetto dello sport, a una festa dove abbiamo consegnato a 1.470 famiglie il titolo definitivo di proprietá dei terreni occupati. Per noi é stato emozionante vedere questi nostri giovani ex alunni e altre nostre famiglie dove convivevano in una sola casetta piú di 15 o 20 persone, ricevere questo documento che legalizzava l’occupazione avvenuta due anni fa e dove uno o piú figli erano andati ad abitare.

Credo che sia un fatto eccezionale, che in soli due anni si sia fatto di un terreno occupato un territorio di persone responsabili e servite con l’essenziale per una convivenza civile: casa (di paglia, legno o mattoni, ognuno secondo le sue possibilitá), acqua , luce, asfalto (perché siamo in una cittá dove la pioggia distrugge qualunque strada fatta di terra fangosa!). Il sindaco ha detto a tutti che, se noi non avessimo continuamente “stuzzicato” lui e le altre autoritá, la gente non avrebbero ricevuto cosí in fretta la legalizzazione di questi terreni, non solo, ma con quasi tutte le infrastrutture essenziali pronte.

Qui in Parintins ci sono state molte di queste occupazioni illegali in questi ultimi trenta cinque anni e molti quartieri hanno ottenuto il titolo della terra occupata solo dopo decenni e quasi sempre durante il tempo della campagna elettorale: il sindaco attuale non puó essere rieletto quando ci saranno le elezioni quest’anno!

Tra i vari “ragazzi-adulti” uno dei piú commoventi é quello di uno dei 15 figli di una nostra famiglia ( Printes) che oltre ad avere ottenuto il terreno si é costruito una casa ed ha aperto subito una bottega, ricavata dalla metá della casa che dá sulla strada, ( é un piccolo ma dignitoso punto di vendita di alimenti e oggetti vari) con scritto in lettere cubitali il proprio cognome: quello dei “Printes”.

La pasqua di quest’anno sará speciale anche per il nostro vecchio missionario italiano di 81 anni, padre Giovanni Andena, che lavora qui in Amazzonia da piú di 50 anni, che aveva giá costruito cinque chiesette nel quartiere Itauna, negli ultimi 15 anni, e che sta per portare a termine la “CASA PER TUTTI”, cioé la Chiesa, in questo “Bairro da União” ( quartiere dell’unitá) in un terreno che abbiamo chiesto e ottenuto dal Comune in cambio di quello che avevamo ceduto volentieri per il bene di tutti, cattolici, evangelici e di altre religioni, per costruirvi la cisterna dell’aquedotto.

Tutto questo “movimento” di popolo é avvenuto sotto i nostri occhi e il Centro é servito anche da “punto di riferimento” per decine di universitari incaricati dall’assistente sociale del Comune e orientati dai professori dell’Universitá Statale per fare un censimento scientifico e oggettivo di questo nuovo quartiere e in meno di un anno avevamo in mano la situazione reale di quante famiglie, di dove provenivano, di quanti figli avevano, di chi aveva giá una casa o di chi era “ospite” in casa di genitori o suoceri, o di chi non riusciva piú a pagarsi l’affitto.

Vi ringraziamo quindi perché ci avete permesso di essere utili anche a migliaia di altre famiglie che attraverso la nostra presenza, dovuta ai bambini che voi aiutate e al rapporto vissuto con le loro famiglie, si sono coinvolti fino in fondo ed abbiamo cosí condiviso un po’ della loro storia e abbiamo potuto aiutare questo “popolo” senza casa ma non senza volto, anche perché tanti volti giá ci erano molto familiari.

Buona Paqua a tutti.

Mons. Giuliano Frigeni


   
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