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Guinea Bissau - Colpo di Stato, verso un Consiglio Nazionale di Transizione

16/04/2012 - 9.22:   I partiti politici dell’opposizione nella Guinea Bissau hanno deciso oggi (15 aprile, ndr.) di creare un Consiglio Nazionale di Transizione che sceglierà un Presidente e un primo ministro di transizione fino alla realizzazione delle elezioni.

Ieri, dopo una riunione, iniziata il mattino e finita a tarda notte, il portavoce dei partiti, Feranando Vaz (dell’Unione Patriottica Guineense - UPG - formazione politica d’opposizione senza rappresentanza nel Parlamento schieratosi contro la missione MISSANG), ha detto che oggi sarà discussa una Carta di Transizione nella quale verrà definito il numero di persone che il Consiglio avrà, la durata della transizione e chi saranno il Presidente e il Primo ministro.

“La creazione del Consiglio Nazionale di Transizione implica la dissoluzione del Parlamento”, ha ammesso Fernando Vaz.

Nella riunione, alla quale non ha partecipato “il PAICG di Carlo Gomes Junior” (la parte del PAIGC che sostiene il Presidente del consiglio arrestato, ndr.), ma altri elementi del partito stesso, è stato deciso di creare altre due commissioni, una Commissione di Gestione della situazioni di emergenza, per mantenere, ad esempio, il rifornimento di acqua e luce, e una Commissione per la Diplomazia.

Sarà quest’ultima Commissione che oggi, insieme con i militari, si incontrerà con la missione della CEDEAO (la Comunità economica dei paesi dell’Africa Occidentale) che è giunta a Bissau per discutere la situazione.

Fernando Vaz ha anche criticato le minacce di sanzioni contro militari e politici, avanzate nella riunione di sabato della CPLP (Comunità dei Paesi di Lingua Portoghese) ed ha affermato che quando fu assassinato un Presidente eletto (João “Nino” Vieira, ndr.) “quei Paesi condannarono senza fare nulla”.

“Oggi comprendiamo perfettamente il motivo di questa posizione vendicativa: quando si discute all’interno e si cerca una soluzione, dall’estero si propone la guerra contro la Guinea Bissau, si propone un atteggiamento violento contro la Guinea Bissau. Crediamo nei guineensi e siamo qui alla ricerca di una via pacifica, una soluzione che porti a risolvere il problema del colpo di stato”, ha ancora detto Fernando Vaz.

Il portavoce ha anche commentato l’eventuale invio di forze militari dal Portogalo per proteggere, nel caso fosse necessario, i cittadini portoghesi. Ha detto che la Guinea Bissau è un Paese sovrano e che i portoghesi possono entrare soltanto se “autorizzati”.

Fernando Vaz ha infine ammesso che la soluzione trovata “non è costituzionale”: “c’erano due proposte, ma ha vinto quella che ha scelto la via non costituzionale” con 16 voti contro e sette. La soluzione non è stata accettata da alcuni partiti che hanno deciso di abbandonare la riunione. Il portavoce ha aggiunto ancora che non ha informazioni circa l’arresto del Presidente della Repubblica ad interim (succeduto momentaneamente a Malam Bacai Sanh morto lo scorso gennaio) e del Primo ministro.


   
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