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Guinea Bissau - Accordo fatto, epitaffio di uno Stato

21/04/2012 - 5.56:   Mentre il nostro container è per mare diretto a Bissau, sperando che arrivi e che i nostri amici locali possano prendere tutto il materiale spedito, i partiti di opposizione della Guinea Bissau, quasi nessuno dei quali rappresentato nel Parlamento, hanno sottoscritto un accordo con il Comando Militare. Nell'accordo, tra l'altro, si stabilisce la creazione di un Consiglio Nazionale di Transizione che durerà in carica due anni per occuparsi della gestione del Paese fino alle prossime elezioni presidenziali e legislative del 2014.

A leggere il testo digitalizzato e pubblicato sul sito di “Didinho” (http://www.didinho.org/), un giornalista guineense residente in Portogallo, vengono i brividi. Del lungo documento riportiamo soltanto due articoli:

“Artigo 5”
a) o Comando Militar declara exinta a Assembleia Nacional Popular (il Comando Militare dichiara estinta l’Assemblea Nazionale Popolare, il Parlamento, ndr.);
b) o Comando Militar declara a destituição do Presidente da Repùblica Interino e do Governo (il Comando Militare dichiara la destituzione del Presidente ad interim e del Governo)”.

“Artigo 7”
Os Partidos Politico, signatàrios acordaram em manter a Chefia Militar vigente (I partiti politici firmatari sono d’accordo nel mantenere la dirigenza militare attuale).

Vengono i brividi a leggerlo,dicevamo, perché sembra di leggere l'epitaffio di uno Stato ormai morto!

Adesso tutto è chiaro: Antonio Indjai, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, che in questi giorni si era defilato, sembrerebbe essere l’uomo che, insieme a qualche politico, presumibilmente quelli che hanno sottoscritto l’accordo, ha deciso tutto, probabilmente ispirato da quel che sta capitando nel Mali.

E ora? Noi non siamo degli analisti geopolitici e non sappiamo quindi esprimere una valutazione attendibile, possiamo però dire, con poca perspicacia, che per vedere come andranno le cose occorrerà aspettare la decisione degli organismi internazionali. Per ora sembrerebbero intenzionati ad inviare una forza di pace, ma il Comando Militare guineense ha già annunciato che “qualsiasi forza di sicurezza” sarà considerata “invasora”. E se gli organismi internazionali non interverranno? La situazione è difficile e non possiamo dimenticare che il PAIGC, al quale appartenevano Presidente della Repubblica e Presidente del Consiglio esautorati e che ha la maggioranza dei voti del popolo guineense, è il partito che ha conquistato l’indipendenza dal Portogallo. Non è poi irrilevante osservare che non tutti quelli che parteciparono alla lotta di liberazione (1963-1974) sono nell’Esercito attuale e molti di loro sono ancora vivi e vegeti!


   
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