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Haiti - Port-au-Prince, sono passati più di due anni dal terremoto

14/05/2012 - 5.38:   Alle 16,53 di martedì 12 gennaio 2010 Haiti fu sconvolta da un terremoto magnitudo 7 con epicentro ad una quindicina di chilometri da Port-au-Prince. Leggendo i dati ufficiali forniti dai vari ministeri locali ripresi dall’OCHA, il dipartimento delle Nazioni Unite che si occupa di coordinare gli aiuti all’isola distrutta dal terremoto. Potremmo dire che le cose, a distanza di due anni, non sono cambiate molto. Infatti, non si riesce ancora a sapere il numero esatto dei morti e c’è chi parla di 200.000 e chi di 250.000, mentre molti corpi hanno trovato sepoltura sotto le macerie che sono ancora lì, rimosse soltanto in parte. I numeri sui quali si è un poco più precisi sono quelli delle abitazioni distrutte o lesionate (188.383, secondo il governo) e delle persone che vivono nelle miserabili tendopoli (ancora circa mezzo milione). Si sa qualcosa anche del denaro raccolto, mentre si sa poco di quanto ne sia stato utilizzato, di come e dei risultati conseguiti. Quasi tutti gli aiuti sono serviti non a ricostruire, piuttosto a “medicalizzare” una situazione tragica. Non c’è stata molta pianificazione, neanche tra le ONG, più o meno grandi, che sono state presenti o che lo sono tuttora sul territorio dove si incontra di tutto: c’è chi progetta di far superare psicologicamente il dramma del terremoto alla popolazione e chi si occupa, più concretamente, di farla mangiare e bere; chi velleitariamente vorrebbe convincere il governo haitiano ad essere buono e bravo e chi lavora negli ospedali e nelle infermerie locali; chi è lì per fare turismo estremo o darsi lustro con bei servizi fotografici, documentari, libri-diario più o meno patetici e narcisistici e chi ricostruisce le scuole e ne sostiene il funzionamento. L’impressione generale è che la tragica opportunità concessa dal terremoto di ricostruire il tessuto sociale, civile ed economico del Paese non verrà colta da nessuno.

Intanto, Maurizio Barcaro, che aiutiamo nella gestione della scuola "Institution Mixte la Providence de Sibert" di Port-au-Prince, scrive: “La scuola funziona bene e alla fine dello scorso anno scolastico sono stati 170 gli studenti che hanno superato l’esame di stato. Si tratta di una percentuale altissima da queste parti, l’85%. In pochi si fanno bocciare, ma possono ripetere l’anno anche due volte perché siamo perfettamente consapevoli di come loro e le famiglie vivano nelle baraccopoli vicine alla nostra scuola”.

Ricordiamo che la scuola "Institution Mixte la Providence de Sibert" è frequentata da 1.930 ragazzi. Per la precisione 1.300 della scuola primaria, 430 della secondaria (il liceo) e 200 che seguono dei corsi professionali. E’ una piccola-grande città dello studio e della serenità che aiuta giovani e vecchi e che ogni giorno dà da mangiare a circa 1.000 persone. Occorre ricordare poi che nessuno paga per frequentare la scuola.


   
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