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Haiti - Port-au-Prince, alla scuola “Sibert” è cominciato l’anno scolastico

01/10/2012 - 4.24:   Maurizio, da Port-au-Prince, scrive: “Da dopo il terribile terremoto del 2010, la natura ha dato un paio d’anni di sospiro a questo Paese spesso tormentato anche da calamità naturali. Non pioveva ormai da circa 6 mesi e già si cominciava a parlare di siccità quando Isaac (il primo ciclone della stagione) ha deciso di farsi una passeggiata sulla nostra bella isola. Forti venti e tanta acqua nel sud di Haiti e nella capitale. Bilancio ufficiale 6 morti, fiumi in piena, inondazioni e fango nelle casette e nelle tendopoli, danni alla rete elettrica, alberi sradicati, animali morti. La cosa sorprendente è che questa volta c’è stata una risposta delle autorità locali che hanno allestito dei ripari provvisori nella capitale per circa 20.000 famiglie, che a distanza di oltre due anni dal sisma del gennaio 2010 ancora vivono nelle tendopoli, fornendo loro un kit con del cibo e altro. C’è stata anche una copertura televisiva non-stop per tutta la durata del ciclone, e cioè dalle 11 circa di sera del 24 Settembre fino alle 7 del giorno dopo. Insomma, cosa mai vista in 18 anni di permanenza in Haiti!

Diciamo che avere un ciclone ‘sulla testa’ è sempre una cosa tragica, ma stavolta Isaac è passato lentamente ed ha fatto molti danni, ma non è stato devastante e drammaticamente tragico come altri cicloni degli anni passati. Ho trovato buffo, nei giorni successivi alla tempesta tropicale, certi articoli su internet o sui siti di alcune grandi ONG, che queste Organizzazioni presenti in Haiti facessero raccolta di fondi per la gente colpita dal ciclone Isaac! Boh! Francamente, mi viene da dire con un po’ di cinismo che per molti le calamità naturali siano una manna per giustificare la loro presenza.

Nella nostra zona la ‘riviere grise’ (fiume grigio) ha inondato ovunque in un raggio di un paio chilometri e per la prima volta anche da noi l’acqua (circa 30-40 cm) ha invaso i depositi ed e quasi entrata nelle casette degli anziani ma niente di troppo grave. Nel giro di 6-7 ore l’acqua era già defluita verso il mare e il nostro unico ‘disagio’ è stato quello di ripulire depositi e cortile dalla fanghiglia. Comunque la sorpresa e stata la risposta delle autorita locali che per la prima volta sono intervenute sul campo con efficacia.

Sembra che questo Presidente ex-cantante, Michel Martelly, sia un tipo bene e stia rapidamente conquistando anche coloro che lo accettarono con scetticismo al momento della sua elezione. In effetti nel giro di un anno ha implementato diverse iniziative nel campo dell’educazione, della sanità, delle infrastrutture e altro. È un tipo pieno di energie e lo si vede dappertutto, perfino a giocare a pallone con tanto di primo ministro, ministri e qualche senatore per raccogliere fondi (e simpatie). Ha davanti più di tre anni di mandato e vediamo come andrà. Sicuramente si tratta di una fresca brezza per la classe politica in Haiti e per la popolazione che ormai lo adora.

Malgrado tutto, anche quest’anno l’apertura delle scuole è slittata da Settembre a Ottobre. La causa principale sembra essere il fatto che i risultati degli esami di stato siano arrivati in ritardo.... Anzi, mancano tuttora i risultati degli esami ‘terminali’, di maturità. Anche noi dobbiamo seguire queste normative, ma abbiamo aperto la nostra - e vostra - scuola il 17 settembre mascherando il tutto come un ‘campo estivo’.

Nel mese di Luglio siamo riusciti finalmente a preparare il terreno sul quale sarà allestito lo spazio sportivo con campi di calcetto, basket e pallavolo. Sono stati necessari 35 camion di terra per alzarne il livello, poi abbiamo costruito il muro di cinta, messo un cancellone, costruito un piccolo locale che sarà la “cafeteria”, il bar della scuola giusto per intenderci, e poi abbiamo piantato diversi alberi lungo il perimetro interno in maniera che fra qualche anno ci sia una bella ombra e fresco nel cortile.

Ovviamente abbiamo approfittato della pausa estiva per ripitturare la scuola, riparare i banchi danneggiati, fare diversi lavori di manutenzione, acquistare libri per il nuovo anno, distribuire la stoffa delle uniformi, fare nuove iscrizioni e rinnovare le liste, senza dimenticare che c’e stato anche un corso di recupero per circa 130 bambini che avevano bisogno di un po’ di lavoro in più. Il corso di alfabetizzazione per adulti, invece, cominciato lo scorso giugno, è rimasto aperto nei mesi estivi e dei 130 iscritti dell’inizio più di 90 frequentano regolarmente. Non c’e male considerando che era la prima esperienza di questo tipo.

A Maggio e deceduto St Charles Seveksan, uno dei primi anziani ospiti da noi 12 anni fa. Un tipo sempre allegro e molto furbo. Era anche molto irascibile e gli piaceva prendere in giro gli altri vecchi. Una grossa perdita per tutti noi. Se n’è andato nella notte, improvvisamente, senza darci nemmeno il tempo di ‘salutarlo’. Abbiamo ora 29 anziani alla missione, due ragazzi fanno le pulizie piu ‘pesanti’ al mattino e pomeriggio e poi ci sono 2 donne che riamangono con loro tutta la giornata per i vari bisogni. Le casette sono semplici e spaziose, pulite, c’è un ventilatore in ogni camera che ospita 3 anziani, una zanzariera per ciascuno, hanno un letto decente per dormire, cibo e cure mediche quando necessario. Sono puliti, assistiti e curati. Gli alberi nel cortile provvedono a mantenerli freschi ed hanno anche un gazebo montato nel cortile sotto il quale alcuni si siedono a giocare a carte, a domino o semplicemente a parlare. La loro presenza e senza dubbio importante per tutti, anche per i bambini delle scuole.

Allora! Siamo pronti per affrontare un nuovo anno. La scuola è pulita, pitturata e attrezzata, così come i locali dei corsi professionali, gli ambulatori e tutto quel che è necessario per la mensa dei bambini. Ormai, fra tutti i programmi scolastici sosteniamo circa 2000 fra bambini e giovani e di riflesso anche le loro famiglie. Sono tanti, credo, e contano sulla nostra presenza e sostegno, ma non vi nascondo però che sono, come tutti, un po’ preoccupato per la crisi che attanaglia il mondo. Riceviamo quasi interamente gli aiuti necessari per tenere aperta la scuola dall’Italia ed è logico pensare che tanta brava gente generosa se continua così non avrà più la possibilità di aiutare gli altri come prima. A maggior ragione devo ringraziare tutti gli amici che continuano a farlo!

Grazie. Maurizio Barcaro, dalla scuola "Institution Mixte la Providence de Sibert".


   
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