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Italia - Verso il nuovo sito di “ABC”, “Le cose che non sai”

09/10/2012 - 8.33:   Una questione di genere”, così avremmo voluto intitolare la mostra che stiamo preparando per il nuovo sito di “ABC”. Abbiamo poi pensato ad un titolo più imaginifico, “Le cose che non sai”, capace di stimolare sentimenti e riflessioni, a scapito magari del discorso politico che resta implicito. Ma di cosa parlerà questa mostra? Racconterà la vita di cinque donne, una per ognuno dei Paesi dove l’associazione ha i suoi progetti. Sono donne sconosciute, ma importanti! Lo sono come ogni altra persona che fa parte, sempre e comunque, della storia minore dell’umanità. E, visto che noi “lavoriamo” con i deboli e gli ultimi, abbiamo esercitato, non senza autoironia e levità, il mestiere di “storico”, ma di una Storia vista dal basso, con gli occhi di chi, secondo gli stereotipi dominanti, conta poca. E queste donne, invece, meritano d’essere ricordate, anche se siamo convinti che quasi sempre l’anonimato, in un mondo dove tutti vogliono apparire, farsi conoscere e farsi ricordare, sia una splendida originalità.

Ognuno è padrone del proprio tempo, è vero, ma queste donne con le loro storie lo condividono con gli altri raccontando la vita, le fatiche quotidiane, i dolori e le gioie, casualità tristi e felici. Sono donne che, sebbene diverse, sconosciute e distanti tra loro, appaiono paradossalmente vicine. Esse sono anche la testimonianza indiretta di una drammatica attualità: la “femminilizzazione della povertà”. Motivi culturali, economici e sociali hanno infatti fatto aumentare il numero dei nuclei familiari con a capo donne che, avendo possibilità di guadagno minori di quelle dell’uomo, diventano sempre più povere. E con loro i figli.

Nel sito, a fianco della rassegna “Le cose che non sai”, ci saranno altre tre mostre, due “vecchie”, anche se “riorganizzate” come “Isole di umanità” e “La foresta che respira” (completamente aggiornata, anche nelle immagini), la prima sugli Indios dell’Amazzonia e l’altra sui Bijagós della Guinea Bissau, e un’altra del tutto nuova: “Bei tempi per la gente cattiva” dal titolo ispirato a un detto bosniaco. In quest’ultima presenteremo 40 immagini originali della guerra del Vietnam, vecchia guerra (e vecchie foto destinate al macero), ma sempre attuale. Perché le guerre sono tutte uguali con i soliti perdenti: le vittime, quelli che non ci sono più e che non potranno gioire per la vittoria o dolersi per la sconfitta, mentre chi resta presto dimentica e commemora, avvenimenti e defunti. E con il rito esorcizza la morte e festeggia cinicamente, forse inconsapevolmente, la sua sopravvivenza.

Noi reagiamo alle nostre difficoltà attuali, che sono poi quelle di molti, lavorando e, come promesso perlomeno da tre anni, stiamo ristrutturando e aggiornando il nostro sito. Quando lo metteremo in linea? Ancora non lo sappiamo, forse nei primi mesi del 2013. Possiamo soltanto aggiungere che tutto verrà fatto a costo zero e che la scelta “editoriale” dell’impostazione del nostro spazio web sarà quella abituale dell’accessibilità: vale a dire chiarezza, sinteticità, semplicità tecnica, molte immagini e filmati. Anche l’home page sarà organizzata in maniera diversa, mentre l’impronta grafica resterà la stessa. Speriamo di non fare una figuraggia!


   
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