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Abc Solidarietà e Pace

 
Guinea Bisau - Lavorare come un nero!

19/11/2012 - 15.05:   Nei villaggi di Cuboi e ‘Ncom ci sono adesso due “descascadoras”, ovvero due pilatrici di riso, cedute dalla Caritas Guinea Bissau ad “A, B, C, solidariedade e paz - Guiné Bissau” sulla base di un accordo che impegna anche noi a sostenere il lavoro delle donne dei villaggi. Insomma, un bell’aiuto per qualcosa che avremmo fatto comunque, ma che adesso possiamo implementare in quanto i guadagni derivanti da quest’attività andranno “reinvestiti” nella recinzione degli orti avviati a produzione. Molte donne potranno ora risparmiarsi un lavoro ingrato: pilare il riso. La mattina, infatti, quando si passa per i villaggi, si può ascoltare il rumore dei colpi dei grossi pestelli nei mortai (pilon) pieni di riso per liberare i chicchi di riso della pula. Spesso sono due o tre donne a fare questo lavoro e allora pilon e pestelli diventano dei veri e propri strumenti musicali a percussione. Ma è una grande fatica, la prima di una lunga giornata di lavoro.

Non è facile organizzare il lavoro delle pilatrici e noi, in questa prima fase, abbiamo un poco assecondato le abitudini locali: ogni cento chilogrammi di riso che le donne portano a pilare 10 ne restano come pagamento e di questi dieci due vanno, appunto, agli operatori della macchina e otto ad “Abc GB” che dovrà reinvestire il denaro guadagnato dalla vendita del riso nella recinzione con rete metallica degli orti avviati a produzione dalle donne. In questa fase, dopo la prima fase di inserimento delle macchine, stiamo tentando di risolvere un piccolo-grande problema: evitare che il lavoro sfugga ad ogni controllo, ovvero che qualcuno si freghi il riso. Per questo sono cominciate le registrazioni delle quantità lavorate, controlli sui consumi del gasolio e dell’olio motore, verifiche varie. Così, pian piano, speriamo di arrivare ad un rendimento accettabile delle due macchine che, oltre a rappresentare un grande sollievo per le fatiche delle donne, sono anche un buon sostegno finanziario per gli operatori e per “ABC GB”.

Parliamo spesso non bene degli uomini guineensi, esaltando il ruolo delle donne, ma, per correttezza, dobbiamo fare ammenda parziale e osservare che il detto: “ammazzarsi di lavoro come un nero” nasce, a nostro parere, proprio dall’osservazione del lavoro svolto dagli uomini nelle risaie. Un lavoro duro, massacrante, fatto tutto a mano usando con grande abilità il “radi” una pala fatta con un lungo bastone di palissandro in fondo al quale viene fissata una lamina, il piatto. Con il radi si sollevano grandi zolle di terra, pesantissime perché intrise d’acqua, per voltare il suolo o formare gli argini delle camere della risaia.

A questo punto vale la pena raccontare una cosa premettendo che, a volte, non sempre fare del bene porta il meglio. É quanto avvenuto in Guinea Bissau a partire dal 1981 quando giunsero aiuti sotto forma di derrate alimentari e di finanziamenti a fondo perduto. Anche il riso arrivò abbondante e gratuito e così il suo prezzo di mercato crollò. I contadini allora pensarono giustamente che non era il caso di continuare in un lavoro faticoso e poco remunerativo e abbandonarono le risaie.

Oggi c'è un'inversione di tendenza: si è capito, ed era ora, che non si può dipendere dagli altri e che è necessario ricominciare a produrre riso se si vuole mangiare tutti i giorni. Anche “ABC”, qualche anno fa, ha dato il suo contributo a questo lavoro con la costruzione di tre “bumbe” nella risaia di ‘Ncom recuperando alla produzione molti ettari di terreno e speriamo che presto, in sintonia con i tempi locali, possa riprendere quest’attività, anche a rischio di “lavorare come neri”!


   
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