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Guinea Bissau - Pozzi: per uno bastano 1.300 euro

26/11/2012 - 15.00:   Non si sa mai! Se qualcuno fosse interessato ad aiutarci realizzando con noi un microprogetto gli diamo la possibilità di costruire un pozzo con 1.300 euro, anche se in realtà il costo finale del manufatto si aggira intorno ai 2.300-2.500 euro. Il fatto è che alla costruzione deve contribuire, per coinvolgere e responsabilizzare la comunità locale, anche la popolazione del villaggio dove il pozzo verrà costruito con una parte in denaro, con sabbia, ghiaia, ospitalità e vitto della squadra di “pozzaioli”.

Finora “ABC” (che ha avuto la “licenza di escavazione” dal ministero “Recursos naturais”) ha costruito circa 80 pozzi, 12 dei quali a Mansoa. Ma perché è così importante scavare pozzi? La Guinea Bissau è un paese povero d'acqua dolce nonostante i numerosi fiumi che l'attraversano, per la maggior parte salmastri, che tagliano il suo territorio assecondando le maree dell'Oceano. Nei villaggi, l'unica possibilità di avere dell'acqua dolce da bere, per l'uso domestico e l’irrigazione degli orti, è di sottrarla alla terra scavando dei pozzi tradizionali, vere e proprie buche superficiali nel terreno, esposte ad inquinamento umano e animale. Ma i pozzi tradizionali espongono la popolazione al rischio di malattie diarroiche, salmonellosi, tifo, enteriti, amebiasi, molto frequenti e che colpiscono soprattutto i bambini. Inoltre, paradossalmente, questa situazione endemica diminuisce lo stato di allarme e il livello di attenzione dell’opinione pubblica, che si attiva soltanto quando si verificano epidemie di colera, l’ultima delle quali, in corso in questi mesi, ha causato già molti morti e migliaia di contagiati.

L'unica risposta possibile a questa emergenza è l'escavazione di pozzi in muratura che sostituiscano quelli tradizionali. Un pozzo in muratura garantisce infatti maggiore pulizia dell'acqua, attenua il gravosissimo lavoro delle donne e dei bambini facilitandogli il compito di attingerla e trasportarla e, infine, rende possibile la produzione orticola.

Ogni intervento in Guinea Bissau deve essere fatto con la partecipazione e la condivisione della popolazione locale e, quindi, anche l’escavazione dei pozzi deve rispettare un percorso e un’organizzazione precisi. Infatti, prima d’ogni altra cosa, è necessario fare delle riunioni con gli anziani dei villaggi (nel mese di ottobre). Con loro, e con gli altri abitanti delle tabanche, si sceglie il luogo dove i pozzi saranno scavati.La scelta del luogo rispetta criteri molto rigidi: il luogo deve essere un posto non destinato alle cerimonie sia delle donne che degli uomini; deve essere fuori, ma non lontano, dal villaggio in modo che le donne e i bambini non debbano percorrere troppa strada per raccogliere l'acqua; deve essere in zona pianeggiante, non troppo vicina alla foresta in modo che sia possibile recintarla per proteggerla dagli animali. Il passo successivo è fornire delle corrette informazioni sulla manutenzione del pozzo, sull'igiene e sulla prevenzione delle malattie che si possono contrarre con l’acqua non potabile.

Sono poi spiegate le metodologie di costruzione. Dalle parti dove siamo presenti noi l’acqua, nei primi anni di lavoro (2003-2004), si trovava ad una profondità di 12-18 metri, ora se non arrivi a 25-30 niente! Un bel problema che, speriamo, sia stato ridimensionato quest’anno dall’abbandonanza delle piogge. Comunque il pozzo più profondo che “A, B, C, solidarietà e pace” abbia mai scavato è sato di 31 metri (un palazzo di 12 piani). Oltre per noi non è possibile andare perché non abbiamo le competenze e i mezzi tecnici adeguati.

Precisato che si tratta di pozzi a falde freatica che raccolgono cioè acque piovane di superficie, dal punto di vista tecnico si può precisare che i pozzi sono scavati a mano e l'acqua viene attinta con secchio (la carrucola ostacola il lavoro contemporaneo di più donne), mentre la bocca del pozzo, proprio per agevolare l’accesso contemporaneo a più persone, deve avere un diametro di 1,3 metri . Il pozzo è costruito per non consentire il ristagno d’acqua e, di solito, dovrebbe essere recintato per impedire agli animali di avvicinarsi, ma capre, maiali e mucche sono dappertutto ed è difficile far rispettare questa cautela. Dal punto di vista finanziario occorre precisare che il villaggio deve coprire il 30% della spesa di escavazione con denaro e poi con beni in natura, materiale per la costruzione (cascaglio–brecciolino e sabbia), ospitando e provvedendo all’alimentazione della squadra di pozzaioli (tre uomini) per tutto il tempo che essi impiegheranno per l’escavazione e la sistemazione del pozzo.

Tutte queste clausole sono contenute in un accordo-contratto sottoscritto dai responsabili del villaggio e ABC-GB, ma è sempre difficile convincere, entrambi i contraenti, sull’opportunità di farlo. Non sono abituati a mettere nero su bianco le cose e gli sembra una cosa del tutto inutile.

Il tempo necessario per scavare un pozzo può variare da 2 a 4 settimane. Dipende dal terreno, dalla profondità, se si incontrano strati di roccia, e dalla quantità d’acqua presente nel pozzo. Si scava in due fasi: la prima, si arriva all’acqua e, quando essa sgorga, ci si ferma per verificare la sua quantità; la seconda si completa l’escavazione in modo tale da avere 7-8 metri di acqua sul fondo, la quantità necessaria per garantire acqua durante buona parte della stagione secca.

Ultimissima operazione: sul manufatto completato si appone una targa con il nome del finanziatore.

Il lavoro che si stiamo facendo è di sostenere l’autosviluppo, nella zona dove interveniamo, del settore più importante di tutte le economie povere: l'agricoltura di base. E l'orticoltura, produzione agricola minore, affianca onorevolmente quella del riso, l'"arroz", ancora insufficiente a coprire il fabbisogno nazionale, e del miglio. ABC GB, e noi, lavoriamo per favorire la crescita di questo piccolo processo produttivo locale: pozzi-orti-vendita prodotti. La piccola commercializzazione delle eccedenze fatta dalle donne sta dando loro la possibilità di avere del denaro, una maggiore autonomia nel contesto della famiglia e del villaggio. Il prossimo passo sarà, e ci stiamo provando già da diversi anni, la costituzione di una cooperativa agricola per dare a molte la possibilità di lavorare meno e guadagnare di più.

Se riusciremo in questo potremo dire di aver coronato un sogno.


   
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