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Guinea Bissau - Ban Ki-moon, segretario generale dell’ONU: come stanno le cose in Guinea Bissau

07/12/2012 - 5.18:   Il ritratto della Guinea Bissau che il segretario generale dell’ONU Ban Ki-moon ha tracciato, la settimana scorsa, nella sua ultima relazione al Consiglio di sicurezza dell’ONU, non lascia dubbi: il traffico di droga ha registrato una “forte intensificazione” e la violenza contro oppositori e attivisti è aumentata dal colpo di Stato militare del 12 aprile scorso guidato dall’attuale Capo di Stato Maggiore Generale delle Forse Armate, generale Antonio Indjai.

Ban Ki-moon indicata due date rilevanti. La prima, il giorno del golpe: a cominciare da questa data il traffico di droga è aumentato nella Guinea Bissau. Ed è aumentato in con la complicità e “l’appoggio di membri delle forze di difesa e sicurezza e della classe politica” locale che permettono ai gruppi criminali organizzati di transitare facilmente nella Guinea Bissau. “Centinaia di chili di cocaina entrano così clandestinamente” e ogni operazione ha luogo “una o due volte a settimana senza nessun intervento dei poteri pubblici”, sottolinea ancora il segretario generale dell’ONU: Ban Ki-moon, in base alle informazioni delle quali dispone, ha affermato che “la modalità operativa dei trafficanti di droga consiste nel fare arrivare la droga nella Guinea Bissau a bordo di piccoli aerei che atterranno in aeroporto clandestini o navi che attraccano lungo la costa”.

La seconda data è il 21 di ottobre scorso, giorno dell’attacco ad una base militare con vittime che i critici del regime hanno visto come una messa in scena per giustificare la persecuzione degli oppositori. Infatti, da allora, l’ONU - sostiene ancora il Segretario generale dell’ONU - ha registrato in aumento delle persecuzioni delle voci dissonanti con il nuovo regime, un aumento delle esecuzioni sommarie, gente imprigionata e torturata. Il fatto che cittadini appartenenti all’etnia felupe, accusati dell’attacco, siano stati torturati e altri uccisi fa temere “violenza e scontri etnici”.

Ban Ki-moon si mostra “specialmente preoccupato” per le “gravi violazioni dei diritti umani e atti di intimidazione commessi dai militari” negli ultimi mesi. Oltre a tutto ciò, aggiunge il segretario generale dell’ONU, “il Paese resta paralizzato” con “conseguenze terribili per la popolazione”.

D’altro lato l’auspicato processo di ripristino della legalità costituzionale, secondo Ban Ki-moon, non progredisce e alcuni episodi riportati nel documento dell’ONU evidenziano una tendenza opposta.

Quando lo scorso ottobre il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Antonio Indjai, fu intervistato dalla rivista “Time” sulle complicità dei capi militari con il traffico di droga, il generale rispose: “mostratemi le prove di questo”.


   
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