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Brasile - Parintins, gli auguri di dom Giuliano Frigeni agli amici italiani di ABC

18/12/2012 - 8.27:   Carissimi amici “lontani”, ma nello stesso tempo anche tra i piú vicini ai nostri piccoli frequentatori del Centro Educativo Nossa Senhora das Graças (CENSG): vi scriviamo per condividere la gioia del Santo Natale. Ogni bambino e bambina vi scrive una lettera e quando sono troppo piccoli vi mandano un loro disegno che ricevete insieme a questa mia che non pretende affatto di sostituire ció che nella semplicitá e spontaneitá ognuno di loro giá vi racconta di sé stesso.

Vorrei parlarvi della gioia del Natale non perché sono sacerdote e missionario (e da tredici anni anche vescovo) ma perché ció che posso aggiungere alla semplicitá dei nostri bimbi é descrivere come il DIVINO passa attraverso dei fatti semplici che poco alla volta rendono questa vita piú affascinante e umana, piú ricca di creativitá, originalitá e speranza. Il numero dei bimbi che frequentano il nostro Centro supera i seicento ma quello che piú mi conquista é desiderare di imparare i loro nomi e contemplare nei loro sguardi quella affezione e tenerezza che scatta spesso spontaneamente tra adulti e piccini ma anche con alcuni grandicelli, ribelli in casa e a volte anche con noi ma sempre desiderosi di un giudizio sulla loro vita ed anche di un confronto sulle scelta da “grandi”: qualcuno si é giá laureato, altri hanno giá messo su famiglia. Eh sì cari amici e benefattori, voi ci state aiutando giá da piú di dieci anni!

Mi rendo conto che per molti questa gioia non é ancora “natalina” perché non tutti conoscono il vero significato del Natale, ma credo che anche per molti in Italia, ci sia bisogno di rifare il cammino dei pastori che sono andati alla grotta su invito degli angeli e cosí hanno visto e poi raccontato con stupore l’incontro con un neonato, sua madre e un padre piú stupiti e pieni di gratitudine sconosciuta a tutti loro. Che “UN DIO” diventi uomo per condividere la nostra vita e renderla piú bella, libera, vera, semplice e ricca di amore e fraternitá sembra per troppi uomini moderni, dominati dalla tecnologia e dalla pretesa dell’autosufficenza, costretti a vivere una cultura mediatica televisiva veramente superficialissima, un Dio fatto Uomo-Bambino sembra proprio una FAVOLA DA RACCONTARE AI BAMBINI.

Da noi, qui in Brasile, é appena terminato un lungo processo contro decine di politici ad alto livello che sono stati condannati ad alcuni anni di prigione, colpevoli di aver rubato grosse somme di denaro pubblico - per interderci qualcosa simile all’operazione italiana “Mani Pulite”, imbrogli fatti da partiti e uomini nuovi, votati dal popolo pieno di speranza di cambiamenti positivi che alla fine si é sentito tradito e preso per il naso. Da voi, in Italia-, la difficile situazione economica e politica, la mancanza di fiducia nelle persone e nella classe sociale e politica, vi mette in comunione con molti altri paesi europei che pure loro sono in una crisi profonda incapaci di riconoscere l’origine vera di questa tragica disperazione dominante frutto di una serie di tradimenti e dimenticanze di valori preziosi abbandonati da troppo tempo; valori considerati inutili e fuori moda, retaggio di un passato clericale dove la Chiesa ha influito troppo sulla mentalitá della gente che finalmente si é “liberata”.

Ovunque ci si domanda:”Cosa possiamo offrire ai figli che nascono ora? Che mondo stiamo consegnando a questi nostri bimbi del Centro, ai giovani che cercano lavoro, che si sono laureati, che desiderano sposarsi che futuro hanno davanti?”. Ecco la gioia di cui vi parlavo all’inizio di questo mio scritto: esiste dentro questa realtá! Anche quest’anno siamo stupiti e sorpresi per il bene che, anche attraverso il vostro aiuto, abbiamo potuto realizzare coinvolgendo oltre che i nostri piccoli e gli adolescenti, le loro mamme ed alcuni papá: decine di adulti hanno imparato l’ABC dell’uso dei computer, qualcuno ha terminato tutto il corso di informatica e puó giá trovare lavoro nel commercio o in qualche ufficio pubblico, una trentina di mamme e qualche papá hanno frequentato il corso di arte culinaria, molte mamme e adolescenti hanno imparato a costruire delle belle borse ricamate usando anche materiale riciclabile, etc. La lista delle iniziative potrebbe stancarvi ma un’altra cosa bella é che proprio questi fatti realizzati nel nostro Centro hanno fatto nascere iniziative simili in altri Centri Sociali dove noi siamo presenti con altri educatori che giá lavorano con adolescenti. Diventa sempre piú chiaro per noi che le difficoltá che la vita ci mette davanti diventano occasione per inventare nuove iniziative che fanno rinascere la voglia di vivere, di produrre, di creare cose belle e utili.

Un’altra bellissima novitá devo raccontarvi: nel nostro Centro c’e un settore, come giá sapete, dove i maschietti e alcune bambine producono: sculture in legno, statue di animali, uccelli e paesaggi tropicali, figure umane di pescatori, di contadini, statue di santi e sante, lavori con creta, gesso e cemento, oltre che disegni di tutti i tipi e livelli: insomma é il luogo della produzione artistica. Chi insegna a tutti? Tre giovani insegnanti che abbiamo incontrato e valorizzato tra i tanti che abbiamo conosciuto in questi ultimi dieci anni. Purtroppo era il settore piú sconquassato, fatto di un vecchio container, tegole giá usate, muretti bassi con protezione di sbarre di ferro di diverse dimensioni e forme, insomma un vero orrore estetico! Quando i responsabili del governo ci hanno visitato a metá anno scolastico, nel mese di luglio e agosto, ho fatto notare loro che nonostante lo squallore di quell’ambiente sia gli insegnanti come i loro ragazzi “alunni” stavano producendo cose veramente belle, non solo da ammirare, ma persino degne di essere commercializzate.

Era importante e necessario far sentire a questi ragazzi che c’é la possibilitá di fare, da grandi, il “mestiere dell’artista”: oggi é quasi un gioco per loro, si divertono imparando, ma domani potrebbe diventare una professione rispettabilissima! Ci hanno detto di preparare un progetto. Un ingegnere che aveva appena riformato una chiesa nella nostra diocesi, si é messo all’opera e dopo poche settimane ha presentato il progetto globale, che approvato, sarebbe costato al Governo Statale 160.000 €.. É stato approvato! Superate tutte le formalitá burocratiche e avendo ricevuto la prima rata alla fine di ottobre, abbiamo giá messo a terra l’”orrido” e giá stiamo facendo le fondamenta, le fosse biologiche, i pilastri e spero che quando verrá il Santo Natale, prima dell’arrivo delle piogge, di arrivare al tetto. Nella riforma ci sará anche una sala per lo psicologo/a, con l’aria condizionata e una saletta di attesa; finora questo servizio si svolge nei corridoi, in una sala occasionalmente libera, insomma senza una dignitá e sistematicitá.

Una domanda:”Perché il governo ha risposto cosí velocemente alla nostra richiesta?”. Hanno verificato che prendiamo sul serio il lavoro educativo e preventivo e a loro conviene investire nell’educazione e valorizzazione dei giovani perché piú educazione significa meno violenza, meno droga, meno malavita. Le carceri, oggi, sono piene di giovani che non hanno né famiglia costituita, né studio, né altra educazione se non quella della strada: é ben difficile ricuperarli con il sistema fallimentare delle carceri, sia qui in Amazzonia come nel resto del Brasile e in molti altri paesi nel mondo! L’iniziativa e la conduzione dell’opera é nostra, privata, é un’opera della Chiesa Cattolica ma con noi lavorano sia persone evangeliche che rispettano chi ha una fede diversa dalla loro, sia altre persone preparate nei vari campi di insegnamento e dei servizi specifici. Anche le famiglie che si rivolgono a noi per iscrivere i loro figli al Centro vengono accolte non a partire del “credo religioso” ma dal bisogno reale che hanno, insomma é quello che il potere pubblico dovrebbe fare sempre ma che molte volte non incontrando le persone adatte, pur avendo il potere economico in mano non riesce a realizzare un’opera simile alla nostra e noi siamo ben contenti di collaborare nella costruzione di luoghi educativi dove l’essere umano é al primo posto, quello in cui Dio ha scelto, da sempre, per i suoi figli.

Noi abbiamo giá una “piccola grande storia”( tradizione) da difendere, raccontare e proporre: abbiamo guadagnato agli occhi dei “tecnici del governo’ quella fiducia che anche voi, pur lontani, ci avete dato fin dall’inizio quando avete deciso di sostenerci pur in mezzo a tantissime difficoltá e sacrifici, sopprattutto in questi ultimi anni e piú ancora in questi ultimissimi mesi. Chiediamo a questo “Bambino-Dio” di farci come regalo la Sua Presenza amica, di essere piú vicino a ognuno di noi e di indicarci la strada della semplicitá e dell’umiltá.

Così in questa comune amicizia che ci lega, pur avendo l’oceano tra noi, potremo diventare sempre di piú compagni di viaggio fino a raggiungere quella meta che per tutti é giá stata stabilita: la Casa del Padre. Lá, come dice una nostra canzone, tutti toglieremo le scarpe per danzare a piedi nudi nella gioia del Natale e nella vittoria sul male e sulla MORTE.

Buon Natale a voi e a tutti i vostri familiari. Aff.mo in Cristo dom Giuliano Frigeni


   
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