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Brasile - A Parintins, Programma Borsa Famiglia, CENSG e ABC

30/04/2013 - 10.07:   Chissà se qualcuno dei bambini di Parintins che gli amici di “ABC” hanno aiutato per molti anni e che ora sono cresciuti sarà tra quelli che il governo di Dilma Rousseff vuole mandare a studiare all’estero? Il Brasile, che ha risolto molti suoi problemi e che è diventata la settima economia del mondo, alcuni dicono la sesta sopravanzando l’Inghilterra, è a corto di mano d’opera specializzata e così vorrebbe spedire a studiare all’estero qualcosa come 75 mila giovani.

Dilma Rousseff deve aver pensato che se l’economia brasiliana è cresciuta di ben il 7,5% nel 2010, ma soltanto del 2,7 nel 2011 e di uno striminzito 1,35 circa nel 2012 ci dovrà pur essere stato un motivo. Una causa del rallentamento Dilma l’ha identificata nella scarsità di mano d’opera specializzata, ma sa bene che ce ne sono altre individuabili soprattutto nella diminuzione delle esportazioni di materie prime e di prodotti alimentari associato al calo dei prezzi perché è diminuita la domanda cinese, una diminuzione degli investimenti stranieri, la diminuzione della produzione di soia e riso, ecc.

E così anche le casse dello Stato brasiliano, che negli anni passati si erano riempite di molto denaro, tanto da consentire ai governi Lula di varare un grande piano di incentivo dei consumi, con tagli di tasse e aumenti dei salari, si stanno svuotando. Peraltro Lula, ma anche Dilma che ha collaborato a lungo con lui, ha avuto il merito di aver per primo subordinato gli aiuti alle famiglie all’obbligo di mandare i figli a scuola.

Questo, alla lunga, significa preparare un futuro migliore per i giovani e per il Paese che ha ancora molta strada da percorrere: il reddito pro-capite in Brasile è molto alto, circa 11.600 dollari l’anno (nel 2003 era di 3.000), ma il problema è che si tratta di una media tra chi guadagna moltissimo e chi guadagna pochissimo. Nel sud-ovest la ricchezza è alta, nel nord-est e in Amazzonia lo è la povertà.

Traducendo le schede annuali con le quali vengono aggiornate le informazioni sugli affidati abbiamo avuto conferma di quel che giá sapevamo, ovvero che a Parintins permangono condizioni di vita molto brutte. Quello che si nota subito é che perlomeno il 70% delle famiglie dei bambini e giovani aiutati a distanza vive grazie alla "bolsa família", che noi traduciamo quasi sempre con "un piccolo sussidio statale". Questo sussidio, con i lavori saltuari che svolgono molti mamme e papà e le ceste basiche consegnate dal Centro (grazie all'aiuto degli amici di ABC) danno una possibilità di vita in più alle famiglie di molti bambini e giovani ed anche un poco di speranza senza la quale non si può vivere.

Ma cos'é la "bolsa família"? Si potrebbe cominciare col dire che essa é una parte importante della politica economica brasiliana di quest'ultimo decennio finalizzata, attraverso il trasferimento di grandi somme di denaro pubblico, a ridurre la povertà e la disuguaglianza. Legge dal 2004 il Programma Bolsa Família vuole combattere fame, povertà, disuguaglianza e promuovere l'inclusione sociale contribuendo alla crescita delle famiglie beneficiarie garantendogli un reddito minimo di sopravvivenza. Ci sta riuscendo?

Molti ricercatori economici brasiliani ritengono che ci siano degli effettivi positivi del PBF perché, affermano, ha determinato una significativa riduzione del tasso di povertà in Brasile e una ripresa del mercato del lavoro. Una cosa certa è che il PBF ha dato una bella spinta alla rielezione di Lula prima e di Dilma Rousseff dopo.

Ma ci sono anche altri aspetti, oltre quelli economici e politici, molto importanti nel PBF.

Infatti, oltre ai scaglioni di reddito minimo (140 Reais e, naturalmente, di meno) che consentono l'accesso al sussidio statale (attuato a livello nazionale dall’amministrazione centrale e che abbraccia tutti gli Stati federati) sono stati introdotti dei vincoli precisi che stanno cambiando in meglio la società brasiliana: le donne incinte e i bambini in fase di allattamento devono presentarsi per esami medici presso i centri pubblici di assistenza sanitaria; i bambini fino ai 6 anni di età devono essere vaccinati secondo il calendario del ministero della Sanità, i bambini dai 7 ai 16 anni devono frequentare la scuola con una percentuale di presenza alle lezioni pari almeno all'85%.

Naturalmente non mancano i problemi indotti dal PBF come l'iscrizione fraudolenta e il rifiuto di offerte lavorative perché vorrebbe dire la perdita del sussidio. Ma stiamo parlando di un Paese di 190 milioni di abitanti dove tutto è grande, dalla ricchezza alla povertà, dalle risorse alla produzione, dalle esportazioni alle importazioni, dall'onestà alla disonestà.


   
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