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Guinea Bissau - Collaborando nella scuola!

01/06/2013 - 12.01:   Come abbiamo già avuto modo di dire, non potendo e non sapendo lavorare nelle scuole autogestite ne sosteniamo il funzionamento e, a volte, la costruzione e la ristrutturazione. Lo facciamo collaborando con le suore dell’Immacolata del PIME che conosciamo da molti anni. Sono loro che, in base ad un accordo con il ministero dell’Istruzione locale, si occupano di organizzare e seguire le scuole autogestite, tra le quali anche quella di Cubonge che costruimmo nel 2005 grazie anche al sostegno finanziario della FILCAMS-CGIL di Milano. Proprio per questo la scuola venne intitolata al sindacalista "Fabio Sormanni". Fu dall'anno successivo, in coincidenza con il primo anno scolastico, che cominciammo i Sostegni a Distanza degli alunni e poi, negli anni seguenti, estendemmo i SaD anche alle scuole di Infandre e di Binibaque.

La collaborazione con le suore del PIME in questi anni si é rivelata importante e proficua. Infatti, abbiamo lavorato positivamente ristrutturando e ampliando alcune scuole e fornendole di pozzi, pagando lo stipendio degli insegnanti e i loro corsi di aggiornamento. Insomma, si tenta di far funzionare il sistema scolastico nella zona di Mansoa.

Vengono in mente, in proposito, le ambizioni di un piano, del 1992 redatto in collaborazione con l’ONU sulla base di un documento, "L'éducation pour le développement humain de la Guinée Bissau. Plan cadre national", che voleva fare tabula rasa del passato e impostare un nuovo modello educativo che conciliasse due importanti aspetti: insegnare-imparare nozioni e concetti di base, insegnare-imparare quel che potesse essere utile al lavoro, alla professione. Per questo progetto era stato previsto un finanziamento di 93 milioni di dollari, alla fine furono soltanto 26. E così finì precocemente come migliaia di altre iniziative nei più diversi settori. Quantomeno emerse però con chiarezza una cosa: un piano educativo non si deve basare sugli aiuti internazionali, limitati nel tempo e nel denaro, ma sulle capacità locali, autonome e affidate ad una rete di interessi locali e..., perchè no, al volontariato.

E così cominciò l'esperienza delle scuole autogestite. In Guinea Bissau, attualmente, la scuola prevede, in teoria, 6 anni di obbligatorietà. Ai primi sei anni, per chi vuole, se ne aggiungono altri 5, il liceo. Recentemente è arrivato un sesto anno che però non tutte le scuole superiori hanno. Dunque in totale sono 11 o 12 anni e, circa l’accesso all’università, se hai fatto undici anni devi frequentare un "anno zero" propedeutico, se, invece, ne hai fatti 12 entri direttamente senza essere costretto a restare parcheggiato un anno.

Ma cosa significa scuola autogestita? Precisiamo subito che "salário" si chiama lo stipendio che lo Stato dovrebbe pagare ai suoi insegnanti abilitati ma che quasi sempre versa in ritardo di mesi, "sussidio", invece, è il nome con il quale viene definito il compenso degli insegnanti che lavorano nelle scuole autogestite versato da chi sostiene la scuola ( ABC e, in minima parte, i genitori). I professori cumulano, quindi, "salário" e "sussidio" e, quando sono fortunati, riescono a guadagnare, lavorando otto ore al giorno su due turni scolastici, circa 70-80.000 Franchi CFA (poco più di cento euro).

Per i primi due anni di lavoro gli insegnanti vengono pagati 20.000 cfa per 4 ore di lavoro al giorno (o solo mattina o solo pomeriggio) e 35.000 cfa per 8 ore di lavoro al giorno (mattina e pomeriggio). Il direttore prende 40.000 cfa. Gli insegnanti lavorano su cinque giorni, dal lunedì al venerdì, ma ogni 15 giorni, il sabato, dalle 8 alle 14, si svolge la “Commissione di studio” e non viene pagato alcun compenso, mentre la partecipazione è obbligatoria. Nelle prime quindicine di settembre e di luglio ci sono infine 15 giorni di formazione, pagati come veri e propri giorni di lavoro, durante i quali si svolgono i corsi di aggiornamento sulle materie di insegnamento (portoghese, matematica, ecc.). Da tener presente che la scelta dei professori avviene con delle prove svolte all’interno dei diversi riferimenti territoriali che, per le scuole autogestite della zona di Mansoa, sono le “nostre” suore dell'Immacolata (PIME). Successivamente, una volta selezionati i professori, si attiva una procedura di riconoscimento da parte del ministero dell’Educazione. Se, invece, si tratta di professori già inseriti negli elenchi del ministero non ci saranno le prove di selezione sostituite dalla valutazione del lavoro svolto durante l’anno scolastico.

Restano enormi problemi, nonostante i piccoli passi avanti fatti nelle scuole autogestite: scarsa preparazione degli insegnanti, pochissimo materiale didattico, strutture spesso fatiscenti, il problema della lingua ufficiale usata da pochi mentre tutti, o quasi, conoscono e usano il criolo. Insomma quest’ultimo sembrerebbe essere il problema dei problemi. Ma per ora non si prevede alcuna soluzione.

Nella scuola "Fabio Sormanni" di Cubonge quest’anno scolastico é frequentato da 80 bambini, 49 maschi e 31 femmine. Sono ancora troppo pochi!


   
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