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Guinea Bissau - A volte andiamo tanto piano che sembra di stare fermi, ma non è così

01/09/2013 - 16.29:   In Guinea Bissau a volte andiamo avanti tanto piano che sembra di stare fermi. Paradossalmente ne siamo però quasi fieri perché vuol dire che c'è, comunque sia, uno sviluppo, un progredire, sebbene lento. C'è capitato altre volte di sottolineare l'importanza di contestualizzare le cose e così come per la vita, che non ha lo stesso valore ovunque, anche per crescita, o sviluppo, o progresso, si deve tener conto della realtà locale di riferimento. Tanto più che dal colpo di stato dell'aprile 2012 la situazione politica, sociale ed economica della Guinea Bissau è regredita, tanto che la fame è aumentata, mentre gli esiti delle probabili prossime elezioni di novembre non sono affatto scontati. Occorrerà infatti vedere come reagiranno i militari e, soprattutto, il loro Capo di Stato Maggiore, Antonio Indjai, autore del colpo di stato dell'aprile 2012, il quale vive con la paura di fare la fine del suo ammiraglio Bubo Na Tchuto, in galera dallo scorso aprile negli Stati Uniti per traffico di droga e connivenza con le FARC colombiane. Bubo è in galera in seguito ad un'abile "operazione" compiuta in alto mare degli agenti della DEA (Drug Enforcement Administration). E come poteva essere altrimenti nel caso di un ammiraglio?

Noi, che a fine ottobre andremo insieme ad un gruppo di amici della FILCAMS-CGIL nazionale, che sostiene i nostri progetti, in Guinea Bissau, torneremo a casa, dopo la valutazione esterna del progetto che essi faranno. Torneremo prima delle elezioni che dovrebbero esserci il 24 novembre p.v. Non abbiamo paura, ma un poco di prudenza non nuoce, ed essere bloccati in Africa non gioverebbe né al progetto né a noi.

Dicevamo che andiamo piano: è vero. Andiamo piano nel settore dell'orticoltura a Mansoa, egualmente con le donne, con l'officina nelle mani del nostro fabbro e del nostro meccanico il quale, recentemente, ha praticamente smontato e rimontato il motore del nostro fuoristrada, i pozzi che continuiamo a scavare a mano, il funzionamento delle pilatrici di riso e quest'anno sono arrivati ad ABC GB circa cento sacchi di riso che sono stati commercializzati con un bel profitto (il 50% del quale sarà reinvestito nell'acquisto di altre due pilatrici di riso). E lo facciamo perché sappiamo che è l'unico modo di procedere e di far crescere i nostri amici locali. Inutile correre e ritrovarci da soli a fare le mosche cocchiere di un carro che in breve finirebbe impantanato nelle risaie intorno a Mansoa.

E allora accontentiamoci delle undici serre montate sul terreno dietro i nostri hangar (una è stata distrutta nei giorni scorsi dal vento e dalla pioggia), che stanno producendo peperoni e pomodori durante la stagione delle piogge, quando sui mercati cittadini non si trovano prodotti orticoli, che possono essere venduti proficuamente;

delle circa 450 donne iscritte all'associazione "Mindjeris Unidos" che a Infandre lavoreranno nelle "loro" serre e che da quest'anno compreranno sementi, attrezzi, prodotti anticrittogamici e rete per la recinzione a prezzi "politici" (con il 20% di sconto). Anche se, a seconda dei casi, ci sarà anche chi non pagherà niente. Questo è un piccolo grande microcredito diffuso finalizzato a far riprendere la produzione del settore orticolo che in questi ultimi anni si era quasi fermato;

del piccolo ponte, brutto ma efficiente e utilissimo, costruito tra le due tabanche di 'Nlore e Cubonge, per agevolare il transito di alunni, donne e mezzi;

dei pozzi che per ora continuiamo a scavare a mano, ma che speriamo presto (dal 2014 o 2015) cominceremo a fare più profondi per avere acqua tutto l'anno. Nel 2013 ne abbiamo fatti altri 4 (Bairro Hospital e Bairro Luanda a Mansoa, nella tabanca di Mambaque e nella scuola di Cussak) e siamo arrivati così ad un totale, in dieci anni di lavoro, di circa 84-85;

del lavoro fatto, in collaborazione con le suore di Mansoa, nelle scuole della zona che riprenderanno questo mese l'attività didattica.

Intanto, per "accelerare" un poco le attività produttive nell'orticoltura in serra, a Mansoa e nei villaggi, abbiamo comprato un mini-trattore usato (con 29 ore di lavoro), trinciatrice, trivella (che semplificherà la recinzione degli orti), fresa e piccolo rimorchio. Il tutto per una spesa di 10.200 euro.

Nel 2014 o 2015, poi, il grande "balzo" in avanti: una macchina adeguata a scavare pozzi più profondi degli attuali 31 metri (il nostro record) per trovare l'acqua necessaria tutto l'anno all'orticoltura. Sarà difficile ma ci proveremo!


   
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