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Burkina Faso - Incontro con i genitori del progetto ABC

29/11/2013 - 10.38:   E così siamo arrivati al secondo incontro "ufficiale" con i genitori dei bambini aiutati da ABC in collaborazione con l'amico salesiano Alberto Kabuge. Per Alberto, presente alla riunione avvenuta il 14 luglio scorso, si è trattato dell'ultimo inconro in quanto è stato destinato a svolgere la sua missione in Congo, anzi, per la precisione, nella Repubblica Democratica del Congo perché, i Paesi a prendere il nome dal fiume che li attraversa, sono due. L'altro è la Repubblica del Congo. Noi siamo dispiaciuti che Albert se ne vada per due motivi, uno affettivo perché si era creata, usando le sue parole, una "famiglia", l'altro pratico perché saremo costretti a intensificare il nostro lavoro per riprendere e definire meglio contatti e impostazione del progetto con Matthieu, il nuovo amico salesiano arrivato dal Togo in sostituzione di Albert.

Matthieu ha svolto la sua missione in diversi paesi dell'Africa, con i giovani in prigione a Yaoundé, in Camerun, e in nei centri giovanili di Parakou (Benin), Duékoué (Costa d’Avorio), Oyem (Gabon), Bamako (Mali). A vederlo gli dai meno dei suoi 36 anni. Insomma, giovane ma con tanta esperienza tra i disperati di questo mondo.

Il 14 luglio scorso, quando si è svolto, appunto, il secondo incontro "ufficiale" con i genitori dei bambini inseriti nel progetto di Sostegno a Distanza, dovevamo "essere presenti" anche noi di ABC grazie ad un collegamento con Skype, ma i forti temporali della stagione delle piogge impedirono il collegamento e quindi la nostra partecipazione. Riusciammo però ugualmente a fare il nostro intervento anche noi, sebbene di pochissimi minuti, con il “viva voce” del cellulare di Albert.

Pazienza! In compenso, i nostri amici ci ha inviato una dettagliata relazione che vi proponiamo:

"Il 14 luglio i salesiani, con l’appoggio di 'A, B, C, solidarietà e pace’ hanno avuto il secondo incontro con i genitori dei ragazzi che sono sostenuti a distanza dagli amici italiani che intervengono per aiutare molti giovani a frequentare la scuola, nel campo della salute e in altre emergenze importanti. L’incontro aveva all’ordine del giorno la presentazione della valutazione dell’anno scolastico 2012-2013, le proposte per il prossimo e le possibilità future”.

La prima nota positiva è che, nonostante un violento temporale, i genitori sono intervenuti dimostrando così il loro interesse. “Hanno capito - si legge nella relazione - che l’aiuto che arriva da ABC è disinteressato ed esclusivamente a favore dei loro figlioli. Per questo sono arrivati con la disponibilità a condividere la loro vita con persone che sono lontanissime e che neanche conoscono. Di fatto sta nascendo, in questo quartiere periferico della capitale del Burkina Faso, Ouagadougou, una specie di famiglia tra noi salesiani, i genitori e gli affidatari attraverso l’associazione ABC”.

Albert ha subito messo in evidenza come l’aiuto che arriva dall’Italia sia estremamente importante perché ha dato la possibilità a numerosi bambini e giovani di andare a scuola. Infatti, se non fosse arrivato questo sostegno molti di loro non avrebbero avuto la possibilità di pagare le tasse d’iscrizione, la divisa e il materiale didattico necessario. “Quest’aiuto, - ha sottolineato Alberto - è importante anche come stimolo per i giovani a studiare di più e meglio, anche se occorre tener conto della realtà locale, ovvero la miseria assoluta in cui vivono la maggior parte delle famiglie e di un altro aspetto da non sottovalutare: l’analfabetismo tra gli adulti.

Senza l’intervento dei nostri amici italiani – continua la relazione – sarebbe stato impossibile fare quel che siamo riusciti a realizzare, compresa la costruzione dell’hangar, grazie agli 8.000 euro inviati, che ci ospita e che è un riferimento per alcune attività dell’oratorio salesiano con i giovani e i bambini”. “L’intervento di sostegno scolastico riguarda alunni che frequentano dodici scuole diverse e che, senza il vostro aiuto, non avrebbero potuto frequentare perché le famiglie non hanno la possibilità di pagare tassa d’iscrizione e il resto che è necessario”, ha voluto ribadire il nostro amico salesiano.

Le scuole dove vanno i ragazzi e le ragazze sono distribuite sul territorio del quartiere dove siamo, Belleville, “e noi cerchiamo di seguire l’andamento scolastico di questi giovani amici parlando con i direttori e i loro insegnanti”. Sono loro, infatti, a spiegarci il comportamento dei loro allievi e ci aiutano a capirli meglio e di più. In questo lavoro ci aiutano anche dei collaboratori e, tra loro, c’è un giovane, Alphonse Tapsoba, particolarmente attento e preciso”.

Albert ha voluto precisare, anche se non ce n’era bisogno, che “nel progetto sono inseriti giovani e giovinette, cristiani, mussulmani, protestanti, senza alcune discriminazione di sesso e di religione. “L’unica unità di misura che usiamo è il bisogno e, quel che proviamo a fare, è di aiutare di più chi sta messo peggio. E poi - dice - è bene evidenziarlo, sempre con l’aiuto di ABC aiutiamo anche altri bambini che non sono nell’elenco dei sostenuti a distanza”.

Durante l’anno scolastico 2012-2013 ci sono stati, e come poteva essere altrimenti, problemi a causa della severità degli insegnanti ed anche per gli ambienti dove vivono alcune famiglie, senza luce, senz’acqua, senza gas. Alcuni genitori hanno manifestato l’esigenza di avere in casa una lavagna per far studiare i proprie figli , altri abitano molto lontano dalle scuole ed hanno grandi difficoltà per raggiungerle. C’è anche, ricorrente, la richiesta di avere qualche insegnante per il dopo-scuola dei bambini. Certo, i problemi sono tanti e non riusciamo a risolverli tutti, ma qualcuno sì. Infatti, abbiamo comprato qualche lavagna e delle lampade e i genitori, un poco meno i bambini, ne sono stati felicissimi.Abbiamo comprato anche delle biciclette per dare la possibilità agli alunni che hanno le loro povere case lontano da scuola di poter frequentare le lezioni senza arrivare sempre in ritardo.

Purtroppo anche noi, come in molte altre parti del mondo, dobbiamo fare i conti con la mobilità sociale indotta dalla povertà. E così alcuni affidatii se ne sono andati dalla città o hanno cambiato quartiere. Qualcun altro è stato bocciato per lo scarso rendimento, anche se, la maggior parte (l’82%), è stata promossa con più o meno profitto. A questo punto – chiede Alberto – faccio ad ABC una domanda: se i ragazzi, nonostante il nostro impegno e la nostra disponibilità ad aiutarli, non riescono ad andare avanti negli studi possiamo sostituirli?”. A questa domanda ABC può rispondere soltanto di sì.


   
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