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Brasile - Inaugurati i laboratori artistici del CENSG

30/11/2013 - 11.30:   “Il denaro fa crescere i palazzi, ma sono le persone che costruiscono un luogo con la loro presenza”. E così, con queste poche parole, la giovane Joana, del Centro d’accoglienza “Nossa Senhora das Graças” di Parintins, ha accolto la moglie del governatore dello stato d’Amazzonia, signora Nejmi Aziz. Lei, la “first lady”, seduta in prima fila insieme a tutte le autorità cittadine, ha sorriso e non si è più mossa dalla sua poltrona, se non per andare a visitare i nuovi laboratori artistici del Centro costruiti con il contributo dello Stato d’Amazonas e intitolati al pittore brasiliano “Candido Portinari”.

Era il 14 agosto scorso, giorno dell’inaugurazione, e nel grande teatro della cittá c’erano centinaia di persone, quasi tutti i frequentatori del Centro, i loro genitori, autorità e tanti altri. Così la città ha voluto salutare e riconoscere il gran lavoro che, per iniziativa della Diocesi è stato fatto in oltre 13 anni con migliaia di bambini e giovani sottratti alla strada. Ed anche, perché non dirlo visto che ci rivolgiamo ai nostri soci, con il sostegno finanziario di ABC che risale al 2002 e che ha fatto arrivare al CENSG, da allora ad oggi, oltre 400.000 euro di aiuti.

Per una realtà relativamente piccola come il Centro d’accoglienza ospitare la “first lady” di uno stato, l’Amazzonia, polmone verde del nostro pianeta e grande come buona parte dell’Europa continentale, è stata una cosa eccezionale, tanto più che la signora Nejmi Aziz non ha voluto distogliere in nessun modo la sua attenzione dall’incontro con i giovani del Centro e non è andata da nessun’altra parte. Grande delusione per molti, ma anche immensa gioia per le centinaia di giovani, genitori e educatori.

Ma l’emozione non è arrivata dall’aspetto mondano, piuttosto da come i giovani hanno saputo accogliere tutti, presentare e raccontare la loro vita nel Centro e, soprattutto, spiegare l’importanza dei nuovi laboratori artistici donati dallo Stato. I giovani con grande ispirazione e istintività, hanno accompagnato la loro storia e, quindi, quella del CESNG, collegandola alla vita del grande pittore brasiliano Candido Portinari al quale hanno voluto intitolare i nuovi padiglioni. Di Candido Portinari, davanti al pubblico del teatro, erano in due a parlarne, Joana, che presentava l’artista collegando la sua vita a quella del Centro, e Kenysson, che ha voluto ricordare a tutti il motivo per il quale erano lì. Ha cominciato Joana che, con poche parole, ha raccontato la vita dell’artista: “figlio di una famiglia numerosa come la mia, era il secondo di dodici figli”. Ecco qui bell’e presentata la storia umana di un artista. E poi Kenysson che ricorda la vita personale collegandola a quella del CENSG: “studio nel Centro da molto tempo. È lì che io e i miei amici abbiamo vissuto la nostra infanzia. Uscivamo di casa tutti i giorni, mano nella mano, come una squadra di calcio e, spesso, arrivavamo prima della cuoca”. Ed é Joana che richiama la vita dell’artista bambino e adolescente assimilandola alla loro: “giocava all’aria libera, al calcio, proprio come noi, e quasi tutte le sue opere sono come delle fotografie della sua memoria, anche della povertà che aveva conosciuto e dei malesseri sociali dell’epoca vissuta”.

“Mi stanno impedendo di vivere”, così Candido Portinari commentava, verso la fine della sua vita, l’ordine dei suoi medici di non dipingere perché ormai intossicato dalle sostanze chimiche contenute nei colori che tanto amava. Portinari (1903-1962) è stato per molti un artista contraddittorio: fu un uomo vicino al popolo, ma anche pittore ufficiale del regime dittatoriale di Vargas; si professava ateo, ma passó la sua vita a dipingere santi e angeli nelle chiese di mezzo Brasile.

Ma, fatto questo “ritratto” dell’artista, occorre rivolgersi al presente. E il presente del Centro è diverso, meno tormentato della vita dell’illustre brasiliano, ma altrettanto affascinante. Basta dare un’occhiata ai disegni che arrivano a tutti i nostri amici soci da Parintins per capire che “dietro” i numerosi giovani che si cimentano nel disegno e con il colore ci sono la maestria e l’ispirazione di qualcuno. Questo qualcuno é un giovane di nome Globery. È lui che guida la mente e le mani di questi bambini e adolescenti educandoli al bello e alla motricità fine che stimola anche il pensiero. Globery, lo possiamo anche dire senza temere di essere smentiti, è un artista e dipinge non soltanto con le mani, ma con il cuore e la testa, ed è stato già invitato a realizzare opere notevoli, per grandezza e capacità espressiva. E questo potrebbe essere il collegamento, non azzardato, con una sua fonte d’ispirazione, proprio quel Candido Portinari al quale il Centro ha deciso di intitolare i nuovi laboratori.


   
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