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Haiti - Lettera di Maurizio Barcaro per gli amici di ABC

20/12/2013 - 4.56:   Cari amici,

L’alba di un nuovo giorno porta sempre con se sempre un ingrediente essenziale nella vita di ognuno, un elemento che ci permette di continuare a vivere, sognare, pianificare, lottare e andare avanti. E come il cibo quotidiano che permette al nostro corpo di vivere è l'anima che permette alla vera essenza di ognuno di noi di dare una ragione di vita al corpo. E l’anima ha bisogno di speranza, cosi come il corpo ha bisogno di cibo e acqua.

Poco fa una suora che risiede vicino alla scuola è venuta con un giovane divorato dall’AIDS, familiari e compagna lo hanno abbandonato e da giorni dorme nella strada. Non gli rimane molto da vivere e lui lo sa. Vuole, semplicemente morire con dignità, questa la sua speranza. E l'unico ambiente per questo passo è la Casa dei morenti dei Fratelli di Madre Teresa. Starà lì, e lì si spegnerà in una realtà che accoglie senza chiedere e sostiene senza ricevere. Questa è la speranza!

Daphnee, una bimba di 6 anni, nell’innocenza della sua età spera che sua mamma trovi un lavoro perché da molto tempo non sorride e non la prende in braccio. Ma la sua mamma, Madame Marielle, deve provvedere, da sola, a sfamare la sua famiglia. E allora, tutti i giorni, dopo avere accompagnato ha accompagnato il figlio nella nostra scuola, se ne va in giro per la città con in testa una cesta piena di mango nella speranza di vendere qualcosa e di sfamare i figli.

E poi c’e Frantzy, un ragazzotto timido e impacciato dell’ultimo anno di liceo. Spera di essere promosso e di trovare subito un lavoro cosi che potrà aiutare la mamma, consumata da una vita di stenti, a mantenere i fratellini.

Serge, è uno dei pochi papà ad accompagnare i figli a scuola. Ha sempre un sorriso affabile e sdentato su quel viso pieno di rughe. Sembra un vecchio albero di ulivo. Da sempre lavora nei campi di canna da zucchero e spera... Cosa? Vorrebbe riuscire a guadagnare a sufficienza per comprare un piccolo terreno dove costruire una "baracca" per tutta per la sua famiglia, piccola o grande che sia.

La speranza accompagna la vita di tutti e, a volte, è come una fiamma vivace e ardente che tutti possono vedere e ammirare, come quella di Nelson Mandela, mentre in altri casi, la speranza è come la brace, nascosta sotto la cenere, che, improvvisamente, si riaccende al minimo soffio di vento.

In Haiti ci sono stati dei miglioramenti negli ultimi due anni, miglioramenti visibili per chi vive nel Paese, ma non per chi lo guarda da fuori, magari utilizzando i parametri dei paesi Occidentali per valutare. La nostra speranza è che questo lento progresso continui.

In questi giorni nelle scuole gli alunni stanno sostenendo gli esami e tutti, o quasi, sono presenti. Ma mercoledì 18 la scuola chiude e tutti potranno andare in vacanza, anche se il 21 ci sarà una grande festa e tutti verranno qui per giocare, ballare, svagarsi un poco. Noi pure ci riposeremo approfittando della pausa natalizia per allestire il locale dove, a gennaio, inizieranno i nuovi corsi di artigianato locale usando tutto materiale riciclato. Vedremo come andrà nei primi mesi, per poi far crescere questa nuova possibilità. La mia speranza è che un giorno arriveremo a produrre del materiale da inviare in Italia. Sempre a gennaio ricominceremo anche il corso di alfabetizzazione al quale, lo scorso anno, si sono iscritti 100 adulti, anche se nel tempo molti hanno abbandonato perché presi dal confronto con la sopravvivenza. Alla fine erano 35, ma sempre e comunque molti.

Un'ultima cosa: ringrazio come sempre gli amici di "A, B, C, solidarietà e pace" che da anni sostengono la missione non solo con adozioni a distanza ma anche con la realizzazione di progetti mirati. Ricordo che la scuola secondaria e stata aperta grazie al sostegno di ABC e mi preme precisare che i bambini che noi accogliamo avrebbero pochissime possibilità di continuare a studiare se non avessero la nostra scuola.

2013 anni fa nacque un tale di nome Gesù che ebbe un tal impatto sull’umanità che divise persino il tempo, che venne distinto in prima e dopo la sua venuta. La sua vita terrena è da 20 secoli una fonte inesauribile di speranza e di ispirazione per miliardi di persone nel mondo. A Natale ricordiamo un infante che quando divenne uomo disse: “Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò riposo”.

BUON NATALE a tutti .......con l’augurio che nel corso del NUOVO ANNO le speranze di ognuno di noi vengano esaudite.

Cari saluti da Port-au-Prince, Maurizio


   
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