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Bosnia/Serbia - Con la morte nel cuore!

06/05/2014 - 9.21:   La prossima volta che scriveremo sulla Serbia lo faremo per raccontare della chiusura dei progetti a Novi Sad e Belgrado, i primi, ai quali si aggiungeranno poi quelli di Nis e di Backa Topola, mentre sopravviverá, non sappiamo ancora per quanto, quello di Kragujevac. Dopo oltre15 anni di lavoro e decine di viaggi archivieremo queste esperienze. Le cose stanno proprio cosí! Il prossimo ottobre daremo le ultime quote ai pochi alunni restati nei progetti delle scuole “Nikola Tesla” e “Markovic Toza”.

Lo diciamo rassegnati, consapevoli che sarebbe stato possibile fare ancora molto perché tanti sono ancora i bisogni delle famiglie povere con le quali ci siamo confrontati in tutti questi anni. Continueranno, invece, i progetti in Bosnia.

Viviamo un momento di grande difficoltá: non si trovano nuovi soci e molti di quelli vecchi se ne vanno. Oltretutto, lo riconosciamo, non siamo adeguati e ben disposti verso metodologie di lavoro estranee alla nostra cultura, alla nostra mente, al nostro cuore, anche se, se avessimo certezza della loro efficacia, saremmo disposti anche ad accantonare la nostra ottusa caparbia coerenza.

E allora é stato necessario scegliere: abbiamo deciso di concentrare le limitate risorse ed energie nelle scuole di Rogatica, Pale e Lukavica in Bosnia Erzegovina, o, come la chiamano i serbi, la Republika Srpska. Non ne siamo certo orgogliosi e, porca miseriaccia, ci chiediamo se, dopo quintici anni, si debba proprio chiudere cosí.

Ebbene sí. Non possiamo farne a meno. Se pensiamo a quel che abbiamo fatto, ai volti dei bambini visti crescere, ai sorrisi e ai loro genitori, bocche sdentate, mani rovinate, occhi quasi sempre tristi, ci arrabbiamo e siamo delusi. Lo siamo soprattutto di noi stessi che non siamo riusciti a dare continuitá a tutti i progetti intrapresi e ora siamo costretti a scelte dolorose. Ci conforta una sola cosa: in tanti anni di “lavoro” nessuno dei nostri affidati, diciamo nessuno, é uscito prima di aver compiuto il ciclo di Sostegno a distanza, con o senza socio sostenitore. E quando é avvenuto, é stato perchè aveva finito il ciclo scolastico o raggiunto la maggiore etá.

Certo non si possono dimenticare facilmente i frammenti di vita delle centinaia di persone conosciute, impressioni, sentimenti, parole scambiate. Ma non é un film e non c’é una colonna sonora adeguata. Non si puó, dunque, vederlo di nuovo. Lo puoi peró in parte fare con il cuore, con la fantasia, con le emozioni rinnovate.

Ripetiamo: avremmo potuto fare di piú? Forse sí, ma, per consolarci, dobbiamo dire che per quindici anni abbiamo dato tutto quel potevamo: abbiamo profuso tempo, energie, coraggio, sacrifici, passione, entusiasmo, pazienza, ma anche disappunto, rabbia, delusione, paura e chissá cos’altro. E in tutto ció ci sono stati vicini tanti soci, che fanno parte di queste storie, con le loro vite, a volte con le confidenze reciproche. Volevamo cambiare il mondo, ma non ci siamo riusciti!

Ma, nonostante tutto, avremo perlomeno qualcosa di buono e bello da ricordare, anche se con la morte nel cuore!


   
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