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Abc Solidarietà e Pace

 
Bosnia/Serbia - Scusate se ci ripetiamo

25/06/2014 - 8.09:   Lo riconosciamo, è vero, la nostra fantasia è scarsa, anche perché abbiamo scelto di parlare sempre di raccontare i fatti. Questa volta torniamo a parlare della scelta di ABC di aiutare i giovani che seguiamo con il Sostegno Sanitario Individualizzato. Si tratta di una parafrasi per dire che, tra le tante situazioni difficili, alcune lo sono ancor di più perché alla povertà e alla disoccupazione si accompagna la malattia. Tentiamo, attraverso il SSI, di dare un piccolo sollievo alle famiglie di questi giovani che si sentono così un po’ meno abbandonate. Infatti, queste mamme e questi papà hanno una vita dura: essi hanno paura non soltanto di quel che temono gli altri, la crisi politica e istituzionale, l’instabilità emotiva della gente, la mancana di lavoro e i pochi soldi, hanno paura soprattutto della loro stanchezza e della possibilità di ammalarsi, un lusso che non possono permettersi. Temono anche il tempo che passa, ma, diversamente dagli altri, non è paura della propria morte, ma per quel che dovranno in sospeso. Alcuni dei Sostegni Sanitari Individualizzati sono finiti. Lo sono perché i bambini o giovani sono morti. Le loro storie sono diverse e fatte di povertà, disagio umano, solitudine. Eccone qualcuna, con le parole delle loro schede personali perché sono questi giovani a chiedere di essere ricordati.

Milena, compiuti i 18 anni il 1° febbraio 2003. ABC continua ad aiutarla perché - come scrive il Sindacato - "affetta da paralisi cerebrale a causa di un incidente stradale grave avvenuto quando era piccola". Su nostra richiesta, il sindacato ci ha consegnato il dossier medico e ha così sintetizzato la sua disgraziata situazione: "Milena aveva tre anni e mezzo quando ha avuto un incidente stradale. Ha passato 65 giorni in coma, quando si è svegliata si comportava come una neonata. Aveva dimenticato tutto quello che aveva appreso. Doveva di nuovo imparare a mangiare, a parlare ecc. E' stata operata due volte, dopo di che riusciva a muovere mani e gambe con l'aiuto dei genitori. Il padre, per lo stress in seguito all'incidente, è affetto da psoriasi, perde le unghie”.

Saska, la bambina, nata nel 1994, frequenta ancora la scuola "Ivan Goran Kovacic" di Niska Banja.ABC ha comunque deciso di prenderla direttamente in carico su pressante richiesta del direttore Stevan Trickovic, date le sue condizioni economiche e familiari particolarmente penose. Scrive il direttore (nell’aprile 2004, ndr.): "Si tratta di una famiglia poverissima, composta dal padre e da quattro figli minorenni. Il padre è disoccupato e solo saltuariamente riesce a trovare qualche lavoro, il che certamente non basta a sfamare tutta la famiglia e per l'istruzione scolastica di quattro figli. La loro vita, inoltre, si è aggravata da quando, un anno fa, hanno perso la madre. Come se non bastasse, un mese fa è scoppiato un incendio in casa e adesso sono rimasti letteralmente senza un tetto sulla testa. Non hanno un angolo dove dormire e dove studiare" .

Natasa, la scuola scrive: "Ambedue i genitori invalidi per cause di guerra. Il padre ha perduto quasi interamente la vista. La madre, ferita alle gambe, è paralizzata. La ragazza vive con i genitori e il fratello. Non hanno alcuna risorsa economica. Sono profughi e privi di un alloggio decente". In passato avevamo cercato di far venire in Italia il padre, quasi cieco causa una granata scoppiatagli davanti agli occhi, per un'operazione di chirurgia oftalmica avanzata, ma non fu possibile. Adesso è morto. Quando Natasa ha terminato la scuola dell'obbligo, abbiamo deciso di prenderla in carico.

Milan, qui abbiamo un esempio di ritegno, da parte di molti serbi, a "mettere in piazza" le proprie disgrazie. La madre scrive: "famiglia, di quattro persone, vive in un monolocale. Lavoro solo io, ma guadagno assai poco. Mio marito è disoccupato. Il vostro aiuto è molto importante per noi, ve ne ringraziamo". Non un accenno, quindi, alle condizioni di Milan. E la scuola: "Milan è costretto a frequentare una scuola speciale perché è malato, affetto da asma". Ma in realtà "scuola speciale" è la stessa cosa delle "classi differenziali" che esistevano un tempo anche nel nostro sistema scolastico, riservate agli alunni con problemi mentali. Quindi la "scuola speciale" di Milan è dovuta a motivi diversi dall'asma, come purtroppo è facile vedere di persona quando andiamo da quelle parti. Perciò ABC continua ad aiutarlo, anche se ormai il ragazzo è grande.

Cabo, purtroppo le condizioni di Cabo sono così evidenti, che la scuola, questa volta, non ha potuto "aggirarle". Scrive infatti il direttore: "Drazen si trova in un internato perhé è seriamente ritardato. I genitori sono morti entrambi. Ha solo una sorella che si occupa di lui". Questa sorella, recentemente, ci ha inviato una lettera dove si può leggere: "Scrivo a nome di Drazen. Non so come ringraziarvi. Il nostro papà è morto nel 1998 e la mamma nel 2002. Adesso siamo rimasti soli. Sapete come è difficile aver cura di un giovane malato. Non ricorda nostro padre, gli parlo di lui attraverso le fotografie. Io adesso mi devo occupare di lui al posto dei nostri genitori. Questo è il mio destino. Spero possiate capire quanto vi sono grata" .


   
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