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Abc Solidarietà e Pace

 
Guinea Bissau - Le proviamo tutte!

16/12/2014 - 3.49:   Tra qualche anno dobbiamo chiudere il progetto in Guinea Bissau se non vogliamo cadere nel tranello della cooperazione che si autoalimenta, anche se nel nostro caso questa cosa non esiste perché nessuno da noi fa quel che fa per lavoro e per uno stipendio. Infatti, non esistono stipendi e i rimborsi spese sono limitati alle spese sostenute effettivamente, peraltro sempre sobrie, e non ci sono neanche quelle di rappresentanza o di advocacy, come va di moda nelle multinazionali della solidarietà. Scusate se ogni tanto "protestiamo". Infatti, queste grandi organizzazioni, peraltro spesso emanazioni di realtà straniere, trovano nei governi e nei mass-media casse di risonanza e sussidi per dire e fare cose che già altri dicono e fanno. Promuovono se stesse copiando. E la loro peculiarità è l'avere del personale, probabilmente ben pagato, che si occupa del settore commerciale e della comunicazione. Loro si appropriano dei dati sulla mortalità infantile nel mondo, sull'immigrazione, sulla fame nel mondo, sui diritti violati delle donne, sulla povertà in Italia, tutte informazioni che si possono reperire in rete attingendo dalle fonti "ufficiali", o anche confidenziali, dei governi e degli organismi internazionali come Unicef, FAO, BAO, e poi, con una grande faccia tosta, li ripropogono intestandoseli e trovando eco nei mass-media che, probabilmente, non sanno come parlare di certi argomenti e si accontentano di fare da cassa di risonanza, speriamo in buona fede. Lasciamo stare queste cose e torniamo ai nostri amici di "A, B, C, solidariedade e paz - Guinè Bissau". Sia noi che loro abbiamo bisogno di non "incartarci", noi in un aiuto che non avrebbe mai fine e loro in una accomodante attesa di quel che ricevono dall'Italia. Se una cooperazione è onesta e diretta veramente all'autosviluppo, deve darsi delle scadenze che sono però diverse, è bene precisarlo, da quelle annuali o triennali di progetti pianificati e presentati per raccogliere denaro sapendo da prima che in un periodo così breve sarà ben difficile incidere veramente su realtà locali difficili come quelle che conosciamo nella regione Oio. Può sembrare paradossale, dopo quindici anni di lavoro, anticipare un evento importante come la chiusura del progetto annunciandolo sei anni prima. Ma, a nostra parere, se vogliamo rientrare nei tempi locali dobbiamo farlo e dobbiamo dimostrare che facciamo sul serio. In proposito, per capire meglio quel che vorremmo evitare accadesse proponiamo quanto scrive un guineense, Mamadu Jao, presidente dell'Instituto Nacional de Estudos e Pesquisa, in un suo libro dove, tra l’altro, cita l’esempio del “Programa de Desenvolvimento Rural Integrado da Zona 1, no norte do país” che “con un finanziamento esterno superiore ai 35 milioni di dollari” e durato piú di dieci anni, “non é stato capace di far superare alla popolazione-bersaglio il livello di mera sussistenza”. Insomma, un progetto dispendioso completamente fallito.

Proprio per evitare questi esiti nefasti, in tutte le numerose riunioni che abbiamo fatto durante la nostra ultima visita in Guinea Bissau, abbiamo sempre precisato che nei prossimi anni diminuiranno i trasferimenti di denaro, mentre cercheremo di mantenere e aumentare gli acquisti di macchinari e materiali da inviare. Insomma, devono abituarsi a guadagnarsi da soli il salario e, per farlo, insistiamo e insisteremo fino alla morte, devono lavorare di piú, meglio e, soprattutto, devono studiare. Nel corso delle nostre visite in Guinea Bissau parliamo molto e scriviamo, accordi, procedure di lavoro e lettere, perché non ci basta dirle le cose. Vogliamo che i nostri amici riescano a capire fino in fondo l'importanza di quel che é scritto e che siano stimolati a leggere qualcosa. E così prepariamo una lettera e la distribuiamo per poi discuterla insieme. Ci si siede e se non basta un Consiglio direttivo se ne fa un altro. Durante l'ultimo viaggio ne abbiamo fatti quattro.

Questo il testo della lettera, semplice e un poco retorico, che è stata accompagnata anche da approfondimenti verbali, più o meno veementi, più o meno diplomatici, ma sempre appassionati, perché i nostri amici devono sapere che noi teniamo a loro, ma che l'amicizia è cosa ben diversa dal lavoro: "Cari amici vi scriviamo per dirvi che la prima cosa è andare avanti rispettando un buon metodo di lavoro, ossia raggiungere il massimo risultato con il minimo sforzo. La pubblicazione 'Metodo di lavoro 2015-2020' (dove sono spiegate tutte le procedure di lavoro dell'associazione, contabilità, orticoltura, comunicazione, informatica di base, come si scrive una relazione, come si presenta un progetto, ecc.), che stiamo preparando per voi e che sarà completata nei prossimi mesi, è un tentativo di far abituare la testa a pensare, trovare soluzioni, definire priorità, cercare opportunità.

Il 'Metodo di lavoro 2015-2020' sarà per voi un amico che accompagnerà quel che farete nei prossimi anni e che, quando sarà necessario, potremo modificare insieme in base alle esperienze acquisite. Quella di gennaio sarà la versione numero uno.

Da sempre abbiamo inviato molte cose e abbiamo fatto crescere il numero dei macchinari e materiali che sono arrivati alla vostra associazione, ma adesso è opportuno anticiparvi, dopo quasi quindici ani che lavoriamo insieme, che tra sei anni chiuderemo il nostro intervento. In questo spazio di tempo, se vorrete, potrete organizzarvi meglio e trovare la possibilità di sopravvivere oltre il periodo stabilito.

Il lavoro di ABC Italia è, e sarà, sempre più finalizzato a far crescere la vostra capacità di lavorare e di trovare uno sviluppo autonomo il prima possibile. Ma voi dovete ricordare che autonomia non significa fare quello che si vuole o più piace, ma piuttosto rispettare le regole, darsi un'organizzazione efficiente, avere cura delle cose di ABC, risparmiare il denaro, spenderlo soltanto quando serve, lavorare sempre meglio e sempre di più, parlare con gli amici che sbagliano e proporsi come esempio.

Per questo vogliamo mettere in evidenza che ‘A, B, C, solidariedade e paz - Guiné Bissau’ deve essere per voi come una moglie, una figlia, un figlio che è importante mettere al sicuro con il vostro lavoro e che devono essere difesi con attenzione nelle opportunità, nei mezzi, negli strumenti, nei materiali, in ogni cosa.

Visto che ABC GB è buona parte della vostra vita tutti devono riconoscere in lei la sua priorità e non c'è, ad eccezione della fede, degli ideali, della famiglia, nessun'altra cosa più importante che possa distrarvi da quelli che sono i vostri doveri: lavorare nella maniera migliore, prendersi cura della manutenzione dei mezzi e degli attrezzi di lavoro, rispettare l'orario di lavoro, rispettare il ruolo dei capi e di ogni collega, non approfittarsi delle cose che sono di ABC senza chiedere l'autorizzazione, lavorare per lo sviluppo dell'associazione.

E in questo contesto, ognuno deve confrontarsi con i colleghi, deve stabilire sentimenti di amicizia, senza tirarsi indietro dalla possibilità di conoscere l'altro, l'uomo che lavora accanto a lui, senza paura, gelosia, orgoglio o invidia che impediscono di percepire negli altri degli amici. Tutto questo con l'idea di un interesse comune, di rispetto e collaborazione. Inoltre, ognuno di voi ha un ruolo nell'associazione e ognuno deve essere rispettato anche se è giovane, di etnia differente, se non ha fatto il fanado (iniziazione locale, ndr.), se è un uomo anziano e se fa un lavoro più umile.

Ripetiamo che ciascuno ha il suo lavoro, sempre importante, che a volte non è uguale a quello degli altri. Per questo diciamo che se, per esempio, Justino è alle prese con la contabilità, oppure Luis con la vendita delle sementi, gli altri non devono pensare che si sottraggano così al lavoro più pesante dell'agricoltura. Aggiungiamo che se vorrete andare avanti dovrete abituarvi a pensare che in ogni organizzazione esiste una catena di comando. Nel caso di ABC ci sono il Consiglio direttivo e i responsabili, presidente e amministratore. Tutti voi dovete rispettare le decisioni del Consiglio direttivo e quello che i responsabili dicono, perlomeno fino al Consiglio direttivo successivo, quando potrete rappresentare le vostre idee o contestare le decisioni prese dai responsabili.

Ricordiamo bene quello che avete detto nel Consiglio direttivo del 30 marzo 2014 su quello che sarebbe opportuno fare per aumentare il lucro dell'associazione: un'officina commerciale, frutticoltura, acqua a disposizione, un terreno più vasto. Tutte queste cose sono buone, ma per farle serve, prima di tutto, trovare l'efficienza, ovvero organizzazione, formazione e responsabilità.

Visto che stiamo parlando di organizzazione e formazione vogliamo dire che dovete studiare: portoghese, criolo, orticoltura, meccanica, informatica, ma anche l'organizzazione interna di ABC, conoscere i macchinari, i materiali che ci sono, rispettare le autorità gerarchiche. Soltanto così riuscirete ad affrontare il futuro con lavoro, guadagno, finanziamenti.

Quando diciamo finanziamenti ci riferiamo al fatto che nei prossimi anni, se la crisi economica internazionale si fermerà, la Guinea Bissau sarà un luogo dove arriveranno gli aiuti dei grandi organismi internazionali e se voi sarete preparati potrete trovare il denaro necessario con nuove possibilità di crescita dell’associazione, della realtà locale e personale.

E in questo contesto dovete sempre ricordare che il vostro lavoro ha due direttive: la prima, realizzare un'attività lucrativa per garantire i salari delle persone che lavorano qui ed anche, se possibile, di mettere da parte qualcosa da investire nello sviluppo dell'associazione; la seconda, aiutare le comunità locali, soprattutto quelle delle donne nei villaggi.

Perché? Ma perché si tratta di partecipazione comunitaria allo sviluppo del Paese e senza le donne la Guinea Bissau non riuscirà mai a trovare la crescita economica, politica, sociale e civile. Oltretutto, ripetiamo, questo lavoro di solidarietà di ABC GB con le donne nell'organizzazione rurale, vi dà la possibilità di presentare progetti e di trovare aiuti adeguati.

Adesso speriamo sia abbastanza chiara l'importanza dell'organizzazione, della formazione e della responsabilità".

Vorremmo chiudere con una nota positiva: ad ottobre scorso, durante la nostra ultima visita in Guinea Bissau per una valutazione esterna del progetto, per la prima volta nella storia dell'associazione "A, B, C, solidariedade e paz - Guiné Bissau" abbiamo verificato che nella contabilità non ci sono ammanchi, non sempre imputabili ad appropriazioni indebite, ma spesso ad errori e dimenticanze.

Veramente eccezionale, ma non lasciamoci prendere dall'entusiasmo. Nei prossimi sei anni ci aspetta un mare di lavoro!


   
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