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Guinea Bissau - Politica e liscivia

20/12/2014 - 4.30:   Quando a notte fonda arrivi all'aeroporto di Bissau sceso dall'aereo ti fanno salire su un pullman e ti “sbarcano”, dopo un tragitto di appena 60 metri, proprio davanti all'ingresso della dogana. Lì, prima di entrare a sbrigare le pratiche del visto, ti "costringono" alla più banale delle misure di sicurezza contro l'ebola: sciacquarsi le mani con una miscela di varecchina e acqua, liscivia la chiamano. Meglio che niente. Ma basterà questa precauzione per impedire il diffondersi del virus? Temiamo di no. Finora in Guinea Bissau, per fortunate circostanze, non si sono ancora verificati casi di ebola, almeno ufficialmente, ma ai suoi confini il Senegal a nord e, soprattutto, la Guinea Conakry a Sud ed Est premono con i loro problemi sanitari. Da queste parti la gente circola facilmente e puoi chiudere le frontiere come vuoi, ma chi ha l'esigenza di entrare lo fa e passa per la foresta o dà una mancia agli agenti della frontiera perché chiudano gli occhi, comunque sia, malato o non malato. E allora aspettiamo, e lo diciamo per esorcizzare la cosa, quello che probabilmente accadrà presto. Le autorità locali sostengono di aver preso le necessarie precauzioni per prevenire il diffondersi della malattia, ma se ci si limita alla liscivia e alle parole del vescovo di Bissau, che ha raccomandato ai fedeli di non scambiarsi il segno della pace durante la Messa domenicale, le misure sono assolutamente inadeguate. Peraltro i nostri amici cattolici praticanti ci dicono che è difficile abbandonare una tradizione, un'abitudine. Qui si vive soprattutto di cultura locale, di ricordi, di abitudini, di ostilità al nuovo, di irrazionale incapacità a percepire le priorità del momento, anche se c'è in gioco la vita! Basta dire che molte donne incinte, per credenze popolari, evitano di mangiare certi cibi che farebbero sicuramente bene alla loro gravidanza. Ad esempio non mangiano carne perché poi il bambino potrebbe nascere con quest'abitudine lussuosa e, se il denaro mancherà, andrà a rubare; oppure non mangiano uova perché il piccolo nascerebbe con una pupilla bianca per poi diventare un ladro; nemmeno le banane, perché indeboliscono le ginocchia della donna al momento del parto.

Una recente relazione dell'IDS (Instituto de Estudos de Desenvolvimento, dipartimento dello Sviluppo internazionale del Regno Unito) su fame e sottonutrizione ha messo la Guinea Bissau tra i paesi con gli indicatori peggiori, anzi, su 45 Paesi esaminati, é ultima, 45ª. E così un bambino ogni quattro soffre di malnutrizione cronica e, spesso, finisce per avere problemi fatali giacché uno ogni sette nati non arriva ai cinque anni.

Ma torniamo al virus Ebola. Noi, durante il recente viaggio di monitoraggio del progetto, abbiamo cercato di essere prudenti più del solito e ci siamo anche raccomandati ai nostri amici per fargli rispettare le regole minime: evitare la prossimità, anche i funerali, soprattutto i cadaveri, anche perché in Guinea Bissau si muore facilmente ma in pochi sanno perché. Secondo noi dovrebbero anche stare attenti al mangiare in comune dentro la stessa grande zuppiera (spesso un catino di plastica) dal quale attingono il cibo allegramente tutti insieme. Abbiamo anche raccontato come ci si infetta e quel che capita al poveretto che ne è colpito.

Il governo, intanto, è cambiato. Finalmente, aggiungiamo! Sono arrivati, nuovi, sia il primo ministro, Domingos Simões Pereira, che il presidente della Repubblica, José Mario Vaz. Entrambi sono del PAIGC, il partito che liberò il Paese dal colonialismo portoghese. Tra i primi provvedimenti presi la sostituzione del generale golpista, Antonio Indjai, sempre alle prese con le accuse di narcotraffico, con il nuovo Capo di Stato Maggiore Tenente Generale Biaguê Nan Tan il quale, come tutti quelli che lo hanno preceduto, ha promesso tranquillità ai guineensi. Biaguê Nan Tan ha anche detto che promuoverà la riforma del settore, la formazione di giovani militari e che tutti si sottometteranno al potere politico democraticamente eletto. Non sappiamo quel che capiterà, sappiamo però che se si vorrà ottenere qualche risultato sarà necessario fare la riforma delle forze armate, con i soldi e non con le chiacchiere. Infatti, il denaro servirà per accompagnare i vecchi soldati fuori dell'esercito e incentivare la fedeltà dei giovani. Soltanto se riceveranno il loro salario regolarmente saranno fedeli. Dopo arriveranno scuola, acqua, elettricità, ecc. Ma il fatto é che non ce ne sono di denari in Guinea Bissau e la "normalizzazione" avviata potrà essere garantita soltanto se gli aiuti internazionali consentiranno al nuovo governo di pagare i salari dei dipendenti pubblici, militari per primi, insegnanti, medici, infermieri, ecc. e di tentare di affrontare gli enormi problemi di un Paese che sta con un piede nella fossa.

Le piogge stanno per finire, ma proprio per questo le ultime, ma anche le prime, sono violente e accompagnate da venti molto forti, dei mini-cicloni. Dentro l'hangar di ABC si sta al sicuro, anche se sembra di stare sotto un treno per il rumore che fa il vento attraverso le grate del portone e la pioggia sul tetto di lamiere. Stai sdraiato sul tuo letto e immagini i giovani, i bambini, spauriti dalla tempesta, nelle loro povere case, sotto dei miserabili tetti di lamiera o di paglia, stretti tra loro, con fiato e cuore sospesi, spaventati dall'incertezza di quel che può succedere. Finirà? Certo che finirà... Un sospiro di sollievo: anche stavolta é passata. Vediamo adesso cosa arriverà!


   
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