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Abc Solidarietà e Pace

 
Haiti - Un sorriso salverà la pace, auguri da Haiti

30/03/2015 - 4.38:   Cari amici, voglio raccontarvi una piccola storia: poche settimane fa, erano circa le 6 di sera quando i suoni e rumori abituali di un giovedì qualsiasi furono improvvisamente sopraffatti da grida di gioia e allegria di una piccola folla. Mi affacciai per capire quale fosse il motivo di tanto clamore e vidi, proprio in mezzo al cortile della scuola, circondato dai ragazzi che saltavano di gioia e con dei gran sorrisi, Juan.... Era sporco dalla testa ai piedi, proprio come un gatto randagio tornato a casa dopo una lunga assenza. Juan era là con quel suo bel sorriso sdentato, sempre pronto a illuminarsi per chiunque. Ma chi è Juan? Non so se ricordate una mia lettera del Natale 2011 nella quale parlavo, appunto, della scomparsa nel nulla di questo simpatico omettino autistico di circa 45 anni. E, a distanza di più di quattro anni, ora eccolo qui, riapparso improvvisamente per la gioia di quanti lo conoscevano.

Juan è una persona "particolare" e quando parla bisogna un po' interpretare quello che dice perché a volte perde il filo logico del discorso e si esprime confusamente. Non è ben chiaro per quale ragione e come si ritrovò, secondo il suo racconto, nella Repubblica Domenicana (Santo Domingo, l'altro Paese che con Haiti forma l'isola di Hispaniola). Lì c’era già stato quando era giovane per lavorare nelle piantagioni di canna da zucchero. Nella storia riferita da Juan appare, ad un certo punto un "prete" che lo ospita e che lo consiglia e gli raccomanda di evitare le strade principali per non farsi fermare dalla polizia. Ma Juan non accetta consigli e così finisce proprio nelle mani della Guardia National che, insieme ad un centinaio di altri haitiani senza documenti, lo accompagna alla frontiera e lo "rimpatria". Juan racconta poi di aver camminato a lungo per tornare nella nostra scuola, ma non ricorda per quanto tempo, quel che ha fatto, chi ha conosciuto, dove ha vissuto. Ma, alla fine, riconosce il cammino amico e torna "a casa"! Questa potrebbe apparire una storia insignificante, ma parlare di Juan e della sua vita, in un mondo pressato dalle priorità dell'"avere", "apparire", del "successo" è importante. "Perdere tempo" per un omettino così, "diversamente abile", senza casa, lavoro, niente, marginale, un "fiasco della vita", e, oltretutto vedere l'accoglienza a lui riservata, ti aiuta a riconsiderare i parametri di valutazione del mondo e a constatare, con un sospiro di sollievo, che i veri valori sono ben altri.

A dicembre ho avuto la fortuna di passare le feste di Natale con i miei genitori che vivono ancora in Italia, anche se non so se avrò più la fortuna e l'opportunità di festeggiarlo con loro ancora una volta. Temevo che la mia lontananza dalla scuola "Sibert" potesse in qualche modo pregiudicarne il lavoro e, invece, al mio ritorno in Haiti, l’11 gennaio, ho trovato tutto in ordine e ben curato. Purtroppo non altrettanto in ordine ho trovato il Paese. Infatti, la situazione sociale è un poco in subbuglio dal settembre dello scorso anno. L’opposizione politica cerca in tutti i modi di farsi sentire dal presidente Martelly e in parte c'è riuscita. Ora c’e un nuovo Primo Ministro in carica che, comunque, ha confermato tutti i vari ministri nonostante le richieste di cambiamenti radicali. C'è anche da dire che la caduta del prezzo del barile di petrolio è stata, in Port-au-Prince, un motivo di grandi agitazioni sindacali nel settore dei trasporti che esigevano, un poco velleitariamente, che il prezzo della benzina scendesse in proporzione al prezzo del petrolio, e cioè del 50 % scatenando un tira e molla che, di fatto, ha bloccato il Paese per tutto febbraio e buona parte di marzo. Strade occupate, manifestazioni con barricate, giovinastri arrabbiati e armati di bastoni e pietre che bloccavano chiunque non si schierasse con loro. E così, di fronte all'impotenza della polizia, banche, scuole, ministeri e ospedali sono restati chiusi. Dal nostro punto di vista dispiace soprattutto che la situazione si sia ripercossa negativamente sull'anno scolastico 2014-2015 con le attività didattiche bloccate a lungo, mentre a giugno si chiude...

Comunque, per la scuola, quest’anno c’è una novità per quanto riguarda gli esami di stato. Fino allo scorso anno scolare era obbligatorio per gli alunni della 6eme AF (anno fondamentale, scuola media), 9eme AF , del Rheto e Philo sostenere degli esami, ma da quest’anno, invece, gli esami, ai fini della prosecuzione negli studi, saranno soltanto per la 9eme (anno secondario che corrisponde al primo anno del nostro liceo) e al Philo (l'ultimo anno con il quale ci si diploma). Con questa misura, dice il Ministero competente, ci si conforma agli altri paesi francofoni che hanno due soli esami di stato durante il percorso scolare. Vedremo come andrà.

Una nota triste e preoccupante che ci riporta un poco indietro nel tempo: dall'ottobre 2014 ben 24 sono state le comunità di Suore Cattoliche di Port-au-Prince e in Provincia assalite di notte in convento. Si tratta di banditi, a volte violenti e selvaggi, che derubano delle loro povere cose le sorelle. Questi assalti sono capitati anche vicino alla nostra scuola e, addirittura, una suora di 80 anni è stata picchiata selvaggiamente. Non si tratta di un accanimento contro i cattolici, più semplicemente le suore sono delle facili prede perché di solito confidano nella bontà della gente, non hanno guardie armate e sono donne. È un fenomeno molto triste che desta nel nostro quartiere scalpore e sdegno perché non succedevano mai cose del genere fino allo scorso anno. Religiose che aiutano tutti derubate e picchiate. Non se ne era mai sentito parlare, una cosa impensabile. Non nascondo che anch’io ho un po' di timore che qualcosa del genere possa capitare anche a noi in quanto abbiamo molte attività e i banditi potrebbero pensare che abbiamo del denaro sempre a disposizione per i nostri progetti.

Comunque, nella missione tutto procede bene: le scuole funzionano a pieno ritmo, dal mattino alla sera, ed anche i vari corsi di musica, artigianato, falegnameria, cucito e informatica. Dall’inizio di marzo abbiamo dato il via a due nuovi progetti temporanei: il primo, di recupero scolastico per circa 70 giovani, fra i 13 e 19 anni, che non sono mai andati a scuola oppure ne hanno frequentato solamente qualche anno senza completare gli studi. Il secondo, abbiamo iscritto 82 bambini piccoli, come facciamo ormai da qualche anno, andando nei quartieri più poveri durante l'orario scolastico e così siamo scuri che si tratti di piccoli veramente bisognosi. E così una classe con 2 insegnanti sarà operativa fino a luglio 2015, dopo di che i piccoli saranno inseriti nel prossimo anno scolastico 2015-2016. Già da un paio di anni ricevevamo richieste da parte di giovani per poter riprendere gli studi, ma era impossibile inserire adolescenti con piccoli di soli 6 anni. Si tratta di un'esperienza che valuteremo a fine corso per poi decidere se ripeterla o meno.

Mi permetto di mettervi al corrente di un fatto che un po' influisce in maniera negativa sul buon andamento della missione. Anche se non abbiamo ancora grossi problemi ci preoccupiamo perché, se la situazione non cambia, li avremo presto sicuramente. Si tratta del cambio Euro/Dollaro. Infatti, il 99% degli aiuti che riceviamo sono in Euro e, quindi, se fino a qualche mese fa il cambio era di 1 euro = 1,25 US$ ed era favorevole, ora, che è quasi alla pari pari, 1 euro = 1US$, abbiamo delle difficoltà perché, di fatto, l'aiuto si è ridotto di 0,25 centesimi per ogni euro che arriva.

Sembra assurdo che le nostre attività e il nostro futuro siano legati al fluttuare dei cambi, ma purtroppo è così, ma noi confidiamo in tutti voi che continuate ad aiutarci. La colomba è simbolo di pace per i Cristiani da secoli, sopratutto per la Pasqua. Non è vero che tutti nel mondo cercano la pace. In nome delle religioni, della politica, del consumismo, di interessi personali e altro, guerre e divisioni per molti fanno più comodo della pace. Forse a livello personale non possiamo fare molto per cambiare questo stato di cose, ma credo che donare un sorriso sia già un buon inizio. “La pace inizia con un sorriso”, diceva Madre Teresa.

Grazie di cuore per tutto quello che continuate a fare per la missione, per i bambini e i nostri vecchietti. Il sorriso del nostro Juan e dei nostri anziani siano l'esempio disarmante di come entrare nel cuore degli altri. Tanti cari auguri di BUONA PASQUA di pace e serenità. Maurizio Barcaro da "L'Institution Mixte la Providence de Sibert" di Port-au-Prince


   
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