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Abc Solidarietà e Pace

 
Guinea Bissau - Quant’è difficile aiutare... le donne!

01/05/2015 - 10.13:   Sempre diciamo che è facile aiutare male e molto difficile farlo bene. Infatti, secondo il nostro semplice e rozzo punto di vista, la cooperazione ufficiale, in generale, aiuta male perché non crea competenze, piuttosto dipendenze. Ovvero, i progetti, spesso limitati nel tempo, non sono realizzati dai residenti e per loro, ma piuttosto da cooperanti professionisti che a volte hanno a cuore l'esecuzione del progetto finanziato e la sopravvivenza delle loro ONG. Noi, probabilmente, non avremo il successo momentaneo dei grandi progetti, ma, sebbene lentamente, stiamo forse seminando qualcosa che resterà e che favorirà l'autosviluppo nella zona di Mansoa dove siamo presenti.

Usando il condizionale i nostri amici di ABC GB, nel giro di qualche anno, dovrebbero riuscire ad essere autosufficienti e noi ci siamo dati una data, il 2020, per chiudere il nostro intervento, almeno come è impostato attualmente. Abbiamo spiegato loro che ogni cosa inizia e finisce e che non ci sono soltanto loro perché noi abbiamo a cuore anche il lavoro delle donne nei villaggi e negli orti.

Negli anni passati ci siamo incontrati spesso con le signore locali e le abbiamo aiutate, per quel che è possibile, nell'orticoltura, sia tecnicamente che con i mezzi produttivi, abbiamo formato un'associazione con il loro consenso e spiegato che l'iscrizione dava diritto, e così è stato, ad una sorta di microcredito diffuso: sementi e attrezzi a costi politici, polverizzazioni con fitosanitari, quando necessari, gratuiti, interventi con le macchine agricole. Abbiamo poi scavato decine e decine di pozzi nei villaggi per aiutare le popolazioni e soprattutto il lavoro delle donne negli orti. Non a caso nei primi anni usavamo lo slogan "un orto e un pozzo in ogni villaggio". Siamo riusciti in qualcosa? Noi che siamo sempre molto esigenti ci rispondiamo: "no" perché dobbiamo confrontarci con una realtà molto difficile nella quale le donne hanno un ruolo produttivo fondamentale e impegnativo che lascia poco tempo al lavoro orticolo che, per essere efficace, dovrebbe avere continuità produttiva.

Nelle riunioni periodiche facciamo sempre compilare una scheda di partecipazione che contiene i dati di chi partecipa con delle domande: da quanti anni lavora negli orti? Quali piante coltiva? La famiglia mangia quello che coltiva? Cosa? I prodotti sono venduti? Quali i principali problemi? Cosa servirebbe per lavorare meglio? Infine, un parere sull'utilità degli orti. Nel merito, il consenso è sempre unanime e accompagnato da considerazioni tipo: "sono contenta del lavoro nell'orto", "è molto importante", "vale la pena continuare", "sono abbastanza contenta", "sono contenta perché ci aiuta", ecc.

Insomma, dicono tutte che vogliono continuare e quasi tutte aggiungono suggerimenti e richieste di aiuto: "servirebbe un altro pozzo", "l'acqua del pozzo durante la stagione secca è poca", "occorrerebbe migliorare l'assistenza tecnica", "sarebbe importante anche la recinzione dell'orto", "sarebbe fondamentale avere una pompa per faticare di meno ad attingere l'acqua”. Loro propongono l’introduzione delle motopompe nei villaggi, ma fino ad ora abbiamo affrontato l'argomento soltanto in parte per non deluderle spiegandogli che le pompe ad immersione funzionano con l'energia elettrica e che, quindi, servirebbe anche un generatore, e il gasolio per farlo girare, e una manutenzione accurata per farlo funzionare. Siamo egualmente felici di dargli comunque un momento di sollievo perché questi incontri sono per loro una festa e arrivano a interrompere la monotonia di una vita difficile. E così ridono e parlano. Parlano tanto... E dopo le chiacchiere arrivano le critiche, a volte spietate, nei confronti degli amici di ABC GB che, a loro parere, qualche volta "difettano" nell'assistenza tecnica. Quasi tutte, però, confermano l’interesse per l’associazione formata... Ma quando è il momento dell'iscrizione annuale, che prevede il pagamento di una quota irrisoria di 300 Franchi CFA (50 centesimi di euro), tentano di eludere l’impegno. Ma noi siamo irriducibili e continueremo con i nostri sogni: creare una vera cooperativa di produttrici che fornisca i pomodori a tutta Bissau, con meno lavoro e più guadagno, e, soprattutto, con il conseguente riconoscimento sociale ormai ineludibile.


   
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