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Abc Solidarietà e Pace

 
Guinea Bissau - Anche stanotte non si dorme!

24/06/2015 - 7.32:   E' fine maggio e fa molto caldo. Quest'anno, per la prima volta, speriamo che le piogge ritardino un poco perché dobbiamo finire di costruire una cisterna sul terreno di ABC Italia e ABC Guinea Bissau a Mansoa. Sono molte le cose da fare e tra mille difficoltà. Quando ripetiamo che da queste parti tutto è difficile non lo facciamo per darci importanza, piuttosto per far capire la realtà dei luoghi. Elencando alcuni dei problemi emersi durante la costruzione di una cisterna di circa 21 metri per sei con una profondità di 290 centimetri cominceremo con quelli più piccoli: difficoltà a trovare le decine di tonnellate di sabbia e ghiaia (in portoghese "cascalho") necessarie per preparare il cemento armato (qui vicino non ci sono fiumi d'acqua dolce dai quali cavare questi materiali e si ricorre alle "briciole" della laterite e alla sabbia che le piogge dilavano e accumulano in certi punti dei percorsi tra un villaggio e l'altro), ma se non le trovi o se gli abitanti delle tabanche non sono d'accordo che tu possa prenderle le devi comprare andando incontro a spese discrete; ad accumulare l'acqua dolce (quella salata ne abbiamo in abbondanza) necessaria per costruire il manufatto (e ne sono serviti decine di migliaia di litri trasportati per cinque chilometri dal villaggio di Jugudul a Mansoa con dei serbatoi da mille litri); a "combattere" l'acqua che, man mano che si scava e che ci si avvicina alla falda acquifera di superficie, affiora allagando lo scavo; a cercare, senza successo, un camion betoniera che potesse fare la gettata di cemento del fondo, ripiegando alla fine sul lavoro di tre betoniere piccole. Insomma, pochi mezzi e limitate risorse. E poi il problema più grande: convincere i nostri amici di ABC GB ad andare avanti secondo regole e tempi precisi, rispettando le priorità del lavoro, cercando di semplificare i problemi che capitano andando possibilmente a cercare le soluzioni più ragionevoli e rapide, rispettando quel che si è concordato di fare.

Anche stavolta ci sono stati contrattempi e fraintendimenti, ma li abbiamo superati e "perdonati" di tutto i nostri amici locali perché sono stati veramente eroici. Nei primi tre giorni, per fare il fondo della cisterna (30 metri cubi di cemento armato), hanno lavorato giorno e notte e, poi, nelle settimane seguenti, dodici ore al giorno, dalla mattina alla sera, anche il sabato e la domenica, con un paio d'ore di pausa quando il caldo era insopportabile. Per non parlare poi dei 550 metri cubi di terra e roccia che hanno scavato da dicembre ad aprile per preparare la buca che ha accolto la cisterna. Hanno lavorato tutti, anche Amadou, un giovane sordo-muto con un ritardo mentale, che vaga per la città, che è stato spesso al nostro fianco. Niente male e a noi, che siamo un poco "anomali", sembra che questi faticosi impegni contribuiscano a fare gruppo, a dare sicurezza e consapevolezza, a formare il carattere della gente che, invece, clima, alimentazione e difficoltà della vita contribuiscono a indebolire. Proviamo a dare gli stimoli giusti e, anche se sono cose che non si insegnano facilmente, né tantomeno si apprendono velocemente, siamo sulla buona strada.

Dal nostro punto di vista, ovvero quello di "cooperanti a distanza" presenti saltuariamente sul territorio, per parlare semplicemente di cose complicate, osserviamo che il dilemma è quello di sempre e coinvolge, purtroppo senza sconvolgerle, le idee di base della cooperazione allo sviluppo. Noi continuiamo ad insistere sulla parola "autosviluppo" e proponiamo un esempio pertinente: se per costruire questa nostra cisterna avessimo chiamato un'impresa e magari dei cooperanti italiani di mestiere ed esperienza, con la loro presenza avrebbero forse garantito un successo meno faticoso, sebbene con poche soddisfazioni per ABC GB e per noi di ABC Italia. Ma la domanda importante è: quali cose utili per il loro futuro i nostri amici avrebbero appreso? Adesso perlomeno hanno imparato come preparare il cemento armato, il ferro, come fare una gettata, come si costruisce una cisterna, quali le priorità di un cantiere e, speriamo, come ci si organizza per sviluppare il lavoro, i tempi rapidi necessari, il sacrificio senza il quale non si fa niente, ecc. La lezione per tutti noi è che sono indispensabili pazienza, caparbietà e, quando serve, il coraggio di imporsi spendendo però sempre parole, pronunciate e scritte in continuazione, nella speranza che alla fine qualcosa resti. E poi sono fondamentali l'impegno, la passione e l'amore che ci metti e che per i nostri amici di ABC GB dovrebbe essere evidente per le cose che dici, ma, soprattutto, per quelle che fai.

Certo anche in questo caso i tempi sono stati molto stretti, poco più di venti giorni per finire tutto. Ed è per questo che a volte siamo stati irruenti ed esigenti, anche perché convinti che le imposizioni danno comunque un risultato e che anche l'ineludibile esigenza locale del "trocar ideias", ovvero scambiarsi le idee, preliminare a qualsiasi lavoro che fanno o che vorrebbero fare, assume così una dimensione contenuta consentendo di passare dalle idee ai fatti nel minor tempo possibile. E poi l'imposizione serve a bilanciare la tendenza alla conservazione, la paura delle cose nuove: lo stesso muratore "ingaggiato" per collaborare alla realizzazione della cisterna e che conosciamo da anni aveva cambiato, con la complicità dei "nostri", il progetto originario da muratura armata in una più tradizionale costruzione in muratura, quella che conosceva meglio. E così, noi, avendo già illustrato in precedenza il progetto e ritenendolo irrinunciabile, li abbiamo "convinti" tutti che si doveva riprendere il lavoro del piano originario e ricominciare recuperando il tempo perso.

Qualcuno la responsabilità se la deve pur prendere! E questo è un'altro aspetto che deve essere compreso e valorizzato in ABC GB: parlare e discutere fa bene, ma deve poi arrivare il momento della decisione e dell'operatività. Oltretutto è importante capire che le decisioni possono essere prese anche a maggioranza e non é indispensabile l'unanimità. Infatti, se, come è capitato, c'è chi si oppone a tagliare una papaia che sta crescendo nel "viveiro" (semenzaio) insieme alle piantine di pomodoro e di peperone e che è arrivata quasi al tetto, niente di male, la si taglia comunque perché non ha senso che stia lì.

Ma per cambiare una mentalità ci vuole tempo e gli esempi che vengono dall'alto non sono esattamente positivi. Due giorni dopo il nostro arrivo a Bissau era prevista la visita ufficiale del re del Marocco, Mohammed VI, e il governo guineense ha pensato bene di invitare tutti, alunni e lavoratori, a disertare le loro attività per scendere in strada ad applaudire il sovrano ospite. Queste cose non ci piacciono proprio, anche perché la sua visita ha causato, indirettamente, il ritardo dei nostri bagagli restati a Casablanca per favorire il carico sull'aereo di linea della Air Maroc dei materiali di "rappresentanza" dei commercianti marocchini.

Tornando alla cisterna: a fine lavori faremo il consuntivo per capire le spese sostenute e nei prossimi anni vedremo se questa faticata sarà stata utile. Un risultato è però sicuro: finisce l'alibi della mancanza d'acqua perché nella cisterna arriveranno più di 300.000 litri di pioggia da usare nel periodo secco, da aprile a giugno, per irrigare le serre che sono sul terreno di ABC. Gli scarsi risultati dei raccolti negli anni passati erano giustificati, più o meno, da questa cosa, ma adesso sarà diverso. Inoltre, e ci fa piacere riferirne, i commenti locali sono tutti lusinghieri. In queste settimane il cantiere di lavoro è stato, a Mansoa, una meta turistica. Tutta la città ne parla, anche perché è la prima esperienza di questo tipo e di queste dimensioni probabilmente in tutta la regione Oio. Ma teniamo a precisare che protagonista è "A, B, C, solidariedade e paz - Guiné Bissau" e non "ABC" Italia che fa semplicemente, ed è giusto che sia così, da controcampo. Una cosa importante: mentre scriviamo, ed è molto tardi, sono tutti sul fondo della cisterna a fare il "piso" con uno spessore di 20 centimetri di cemento armato, che sovrasta un'altro strato di dieci centimetri di magrone. Tre betoniere stanno impastando cemento armato a rotta di collo! Dobbiamo precedere la pioggia a tutti i costi. Anche stanotte non si dorme!

NB - La pioggia non ci ha fatto arrivare indenni alla fine del lavoro. Nell'ultima decade di giugno ha cominciato a piovere e abbiamo accelerato, per quel che era possibile, il lavoro. Ma soltanto alla fine del mese è stato possibile chiudere il cantiere. Lavoro duro e difficile, ma, e ogni tanto ci fa piacere sottolinearlo, un grande successo della volontà e della collaborazione di tutti gli amici di ABC GB.


   
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