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Guinea Bissau - Risultati anno scolastico 2014-2015

05/12/2015 - 7.19:   In totale sono stati 1.003 alunni, nell’anno scolastico 2014-2015, ad iscriversi nelle scuole che aiutiamo di Cubonge, Binibaque e Infandre. A fine anno 402 di loro sono stati bocciati. Tanti, chiaramente troppi, se solo pensiamo che stiamo parlando del ciclo scolastico di base che corrisponde alle nostre elementari. Infatti, nella scuola “Fabio Sormanni” i bambini frequentano dalla classe I° alla IV°, mentre nelle altre due dalla I° alla VI°. Le ragioni di questo andamento così negativo? Sono tante e tantissime le responsabilità, mentre gli alunni, vittime del “sistema”, sono quelli che ne hanno meno di tutti.

Prendiamo, per esempio,la scuola di Cubonge ("Fabio Sormani" costruita da ABC nel 2006) dove le lezioni si svolgono su due turni, mattino e pomeriggio, dal lunedì al venerdì con un orario di massima che va dalla 8 alle 12, ma che è molto elastico. Nel passato anno scolastico 2014-2015 è stata frequentata da 89 alunni e 46 di loro sono stati bocciati, il 48%. Conosciamo abbastanza la realtà locale e sappiamo che la struttura è frequentata da bambini che, per esempio, devono percorrere molti chilometri per arrivare alla scuola e che, di solito, non mangiano nulla (a meno che non si è nella stagione dei mango) prima delle 12 quando è distribuito il pasto quotidiano cucinato da una “cozinheira”, una "pappa" (una sorta di semolino) fatta con la farina multiproteica che arriva dal PAM (agenzia per l'alimentazione dell'ONU). Peraltro Cubonge ha sempre contato sull'aiuto di ABC perché noi, oltre ad appoggiare il lavoro delle altre scuole con un finanziamento di 5.000 euro l’anno, sosteniamo la manutenzione della struttura e paghiamo tutti i salari dei due suoi insegnanti (42.000 Franchi CFA al mese - circa 65 euro - il direttore e professore e 35.000 - circa 54 euro - il professore i quali lavorano su due turni dal lunedì al venerdì). Sono salari bassi, veramente bassi, tanto più se li compariamo con quelli degli amici di ABC GB che vanno dai 230 ai 186 euro mensili. Ma non possiamo dare di più per non creare conflitti nelle altre scuole.

Proprio per andare incontro ai bisogni alimentari degli alunni abbiamo sostenuto anche il progetto di avviare a produzione un orto scolastico dove professori, alunni e incaricati dell'educazione dei genitori lavorano per produrre ortaggi al fine di integrare l'alimentazione dei bambini. La scarsa e cattiva alimentazione è, infatti, un primo elemento che influisce negativamente sul rendimento scolastico, ma ce ne sono molti altri. Ricordiamo che anni fa partecipammo ad una riunione con genitori e insegnanti, proprio per valutare lo scarso rendimento degli alunni. In quell’occasione furono evidenziati lo scarso interesse dei genitori per l’attività scolastica dei loro figli, l’incapacità di attenzione degli alunni ed anche le numerose assenze che ostacolavano la continuità didattica. Ma queste erano, e sono, le giustificazioni "ufficiali" addotte da chi comunque autotutela il suo lavoro e le sue possibilità future. Da profani ne potremmo aggiungere qualcuna anche noi: molte delle assenze, sulle quali il ministero competente potrebbe intervenire, sono legate alle numerose festività, istituzionali e tribali. Si va, infatti, dalla festa degli Eroi della Patria a quella dei professori, da quella delle donne a quella dei bambini. Ci sono poi quelle tradizionali come il Kussunde, una sorta di gara di ballo tra tabanche, o quella del Canto del Po, sfida canora che può durare anche tre giorni. Per non parlare di lutti e matrimoni nei villaggi che vedono coinvolti alle cerimonie, più o meno ludiche, tutti gli abitanti, grandi e piccoli. E poi c’è un altro aspetto non di poco conto, cioè la scarsa preparazione degli insegnanti che, in generale, hanno delle grandi difficoltà a spiegare, come dovrebbero, i programmi in portoghese. Occorre però, per amore di verità, dare una buona giustificazione ai maestri: nei villaggi intorno a Cubonge, ovvero il “bacino d’utenza” della scuola, tanto per dare un’idea, si parla Balanta, Mansonca e Criolo. E’ con tutte queste lingue che gli insegnanti devono confrontarsi quotidianamente con tutte le difficoltà di comprensione perché spesso i bambini sanno parlare soltanto la loro lingua tribale.

E, infatti, continua l’equivoco della lingua ufficiale che in Guinea Bissau è la lingua di Fernando Pessõa, ma qui quasi nessuno la parla preferendogli il criolo. Le autorità, però, per non perdere qualche aiuto internazionale dei Paesi della comunità lusofona, continuano a imporlo come prima lingua nelle scuole e il Portogallo prosegue a spedire i professori delle varie ONG nazionali a fare i corsi di aggiornamento degli insegnanti guineensi. Come c'è capitato di dire altre volte è il prestigio di una lingua, parlata da più di 180 milioni di persone, che va comunque conservato e, possibilmente, accresciuto. E così, anche se tutti sanno che la maggior parte dei professori continua a fare lezione in criolo non gliene importa niente a nessuno perché l'importante è salvare una finzione culturale. E poi, quasi tutti, senza ragionare su quel che è utile ad un popolo, cercano il loro interesse. Sarebbe, invece, bello e importante, come fa un nostro amico, padre Luigi Scantamburlo, in molte scuole sulle isole Bijagòs, fare studiare, parlato e scritto, il Criolo per poi inserire il portoghese. Ma quasi mai quel che è giusto e opportuno ha successo!

Un'ultimissima cosa: in Guinea Bissau gli alunni quando arrivano a scuola per frequentate la prima elementare non hanno visto mai né una penna né un foglio di carta.


   
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