Contattaci
"A, B, C, solidarietà e pace"
ONLUS
Via Padre G. Petrilli 30
00132 Roma
info@abconlus.it www.abconlus.it
Tel. 0622152249
3461048370

Contattaci con SkypeSkype

Newsletter
Iscriviti per avere informazioni
sulle iniziative di
"A, B, C, solidarietà e pace"



Inserisci la tua e-mail
 




Abc Solidarietà e Pace

 
Haiti - Grazie, mai avrei immaginato un gesto così generoso!

07/12/2015 - 7.53:   Cari amici vi racconto che è con delle lacrime agli occhi che Marie Nancy Phanor ha detto "grazie" quando ha ricevuto la notizia che avrebbe avuto una casetta in dono per lei e i suoi 8 figli. Non ha marito e i suoi figli li ha avuti con 3 compagni differenti nessuno dei quali è rimasto con lei a sostenere la famiglia. Infatti, Marie Nancy si prende cura da sola di tutti, non ha un lavoro stabile perché fa la “komes” ou “madame Sarah”, la venditrice ambulante. Cammina dalla mattina alla sera con una cesta sulla testa che contiene frutta di stagione, verdura, vestitini usati o altro da vendere nei mercatini di quartiere o per le strade mentre cammina. Chilometri a piedi ogni giorno sotto il sole cocente per guadagnare il necessario per sfamare i figli alcuni dei quali frequentano la nostra scuola, mentre altri, ancora piccoli, in assenza della mamma rimangono a casa sotto la sorveglianza della figlia più grande.

Marie Nancy è nata in una famiglia povera, a 16 anni ha avuto il primo figlio, a 18 è andata a vivere in una baracca con un compagno che poco dopo l’ha lasciata. Da allora è cominciata una vita di miseria, di preoccupazioni, di stenti. Ma la storia di Marie Nancy è la storia di migliaia di donne di Port-au-Prince, donne che per la loro vita difficile ispirano ammirazione e rispetto, soprattutto per l'amore che hanno per le proprie creature che non hanno abbandonato nonostante le difficoltà della vita. È infatti raro sentire storie di donne che hanno abbandonato i figli, mentre è comune la difficoltà degli uomini ad assumersi le proprie responsabilità.

Dicevamo della piccola casa donata a Nancy. Sarà bene allora spiegare che fra il 21 maggio 2015 e il 14 Novembre 2015 sono nati il “Village la Paix” e il “Village l’Espoir”, finanziati da un'associazione di Torino. Due villaggi, in tutto 40 casette di circa 55 mq ciascuna. Venti famiglie hanno gia ricevuto in dono le prime 20 e altrettante famiglie le riceveranno entro la fine dell'anno. Quaranta famiglie per un totale di circa 210-230 persone che ne beneficeranno e che mai si sarebbero potute permettere di costruirsi una casetta in muratura come quella ricevuta. Quindi capisco le lacrime di Marie Nancy, che ogni 6 mesi doveva trovare soldi per pagare l’affitto della baracca, una stanza di 12 metri quadrati, dove abitava. Per lei, come per tutte le altre mamme dei villaggi, sapere che da ora in poi avrà la sicurezza di un tetto e che nessuno potrà mai "cacciarla" è un gioia immensa, un sollievo. Le lacrime di Marie Nancy hanno anche spazzato via, in un secondo, tutte le mie faticate di questi mesi e spero che queste lacrime di gioia siano state anche un degno ‘grazie’ per coloro che hanno finanziato il progetto.

Ma il gran lavoro di questi mesi non mi ha fatto trascurare la scuola che ha continuato a funzionare a pieno ritmo, nonostante i problemi sociali locali. Anche quest'anno l’anno scolastico è cominciato ufficialmente a settembre, ma, come accade puntualmente, ci sono volute 3 settimane prima di avere la presenza del 90% dei bambini iscritti alla nostra scuola. Inoltre, dall’inizio di ottobre fino alla prima settimana di novembre, non abbiamo mai avuto una settimana completa di scuola a causa di feste, elezioni presidenziali, disordini in occasione dei risultati elettorali e, come se non bastasse, il Ministero dell'Istruzione ha imposto che tutte le scuole facciano per tre volte durante l’anno scolastico 2-3 giorni di formazione pedagogica per gli insegnanti. Ma, chiaramente, in quei giorni gli alunni marinano le attività didattiche. Diciamo che è frustrante avere cosi tante assenze e non certo per colpa loro, o nostra. Finalmente, in questo periodo sembra esserci però un po' di continuità che dovebbre durare fino alle ormai prossime vacanze di Natale. Nella nostra scuola elementare attualmente ci sono circa 650 bambini e in quella secondaria piu di 500 e appartengono tutti a famiglie simili a quella di Marie Nancy, tutti con la possibilità di studiare senza dover pagare nulla.

La continuità è garantita anche al corso di Informatica per il liceo perché è a disposizione delle due ultime classi dei giovani della secondaria per ricerche di studio. Ma anche gli insegnanti hanno un corso di informatica tutto per loro. Ci sono poi i corsi di musica e di artigianato che sono sempre accessibili e fequentati da un buon numero di bambini e giovani, come pure il corso di cucito. Il corso di falegnameria, invece, non attira i giovani. Sembra quasi che apprendere questo mestiere non interessi più nessuno. Anche la biblioteca, per la verità, sembra interessare poco perché i giovani, nonostante la miseria generalizzata, sono stregati dai social media Whatsapp, Twitter, Instagram... E così sono sempre alla ricerca di smartphone di seconda mano, che si trovano usati per pochi dollari, mentre anche la compagnia dei telefoni più diffusa ad Haiti ogni tanto fa entrare sul mercato qualche smartphone dai prezzi stracciati, obsoleti nei Paesi ricchi, ma qui sempre più richiesti. E pensare che quando sono arrivato in Haiti, 21 anni fa, per telefonare si doveva andare alla Teleco dove, in un locale scuro con la vernice scrostata ai muri, c’era l’operatrice che ti chiedeva il numero che volevi chiamare e poi ti assegnava una cabina dove attendevi e quando riusciva a contattare la persona cercata ti urlava il numero del bottone che dovevi pigiare per parlare.

Lo scorso 25 ottobre ad Haiti ci sono state le elezioni Presidenziali e, per la prima volta, nei 21 anni che sono qui, si sono svolte pacificamente e senza eccessiva violenza. Un buon segno di maturità direi. Nessuno dei 53 candidati che si sono presentati ha avuto la maggiornanza assoluta e al secondo turno – che si terrà il 27 dicembre di quest'anno - ci sarà il ballottaggio tra i primi due che hanno avuto il più alto numero di preferenze. La democrazia è una creatura che cresce e poco a poco matura. Infatti, non si possono dare una casa e dei soldi a un bambino e dirgli che da ora in poi se la dovrà cavare da solo. E nella stessa maniera non si può pretendere che un popolo, che ha vissuto sotto una dittatura per generazioni, possa da un giorno all’altro trovare un sistema democratico equilibrato e giusto per crescere come società. Forse molti problemi legati al terrorismo che viviamo oggi, sono anche il prodotto di alcuni miopi politiche dei Paesi occidentali che pensavano di "esportare" la democrazia: basta togliere il dittatore di turno da un Paese e automaticamente arrivava la democrazia. Nient'affatto! E non c'è bisogno di dire che i risultati negativi sono sotto gli occhi di tutti.

Non ci sono dubbi che il mondo stia attraversando un periodo di tensione e ansia. Natale si avvicina, ma sono i tamburi di guerra che si sentono e portano nelle case di tutti noi notizie tristi: uccisioni barbare, crudeltà generalizzate del Califfato Islamico, esodi di massa, attentati un po' in tutto il mondo. Tutti segni di una povertà difficile da sradicare. La povertà che esiste in Haiti si può risolvere offrendo cibo, cure mediche, scolarità, un tetto per vivere......ma l'altra terribile ‘poverta’, quella del cuore che apre la strada al male, quella povertà francamente non ho la più pallida idea su come si possa trasformare o alleviare.

Come al solito ringrazio tutti voi, soci e sostenitori di ABC, per il continuo aiuto che date alla missione.

Un augurio di Buon Natale di pace e serenita a tutti voi, Maurizio


   
© 2006 Associazione A,B,C, solidarietà e pace - Onlus