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Haiti - Pasqua 2016, un saluto da Port-au-Prince

28/05/2016 - 16.13:   Cari amiche e amici, qualche giorno fa leggendo le notizie su un sito internet ne ho vista una interessante e bizzarra allo stesso tempo. Il titolo della notizia era questo: “Le città con la peggiore qualità di vita al mondo”. Su 230 metropoli prese in considerazione le ultime 4 erano: 227 Port-au-Prince ( Haiti) - 228 Sana’a ( Yemen) - 229 Bangui ( Repubblica Centroafricana) - 230 Baghdad ( Iraq). Porto Principe quart’ultima?

So bene che Port-au-Prince non è certo un "fiore all’occhiello" per viverci, ma che fosse la 4^ peggiore al mondo mi ha comunque sorpreso. Non conosco il metro di misura con il quale è stato elaborato questa cupa "classifica" , ma credo di poter dire che a Damasco, per esempio, non si vive meglio che a Port-au-Prince...

Mentre scrivo queste riflessioni i bambini della scuola hanno la ricreazione e si sentono urla fragorose, canti giocosi, corse appresso al pallone e il tutto sotto gli splendidi colori del cielo terso e degli alberi, nel tepore di una mattina luminosa. No, questa non può essere tra le peggiori città del mondo, o almeno non riesco a giustificare la graduatoria stilata. E allora, mi viene in mente di fare una chiacchierata con una decina di bambini della scuola che sono sotto le finestre della direzione della scuola. Sono bambine e bambine dai 5 ai 15 anni e gli chiedo se vogliono parlare un poco con me della loro vita quotidiana. Sorridono contenti e lusingati di fare questo "gioco" con Maurizio.

Cominciamo il primo giro: aprono gli occhi verso le 6 del mattino con la "sveglia" del sole che penetra tra le tavole sconnesse delle baracche dove abitano. I doveri mattutini sono quasi uguali per tutti: andare a prendere l’acqua con un secchio al pozzo più vicino, lavare piatti e pentole del giorno prima, sistemare la gommapiuma distesa a terra o i cartoni dispiegati la sera prima e sui quali si dorme, scopare il pavimento sterrato della casetta. Le ragazzine più grandi aiutano i fratellini a lavarsi e vestirsi. Solo 3 su 10 mangiano qualcosa al mattino, pane e caffè. Jenny (11 anni) occhi vivaci e svegli, vive a 7 Km dalla scuola e ogni mattina, da sola, prende un tap-tap (specie di taxi locale) e viene a scuola. Fredna (13) vive con la famiglia della zia e deve fare tante cose prima di prepararsi per la scuola, così come Medjina (7) che è orfana ed è stata "ospitata" da un'amica della sua mamma e si deve disobbligare con tanti lavori da sbrigare prima di andare a scuola. Il piatto preferito di Adelson (5) è riso in bianco con una salsa di fagioli e una specie di pappetta di legumi. Vanessa (14) mangia una volta al giorno, René (8), Dieulin (14) e Jenny (11) due volte al giorno. Anche altri mangiano una pappetta di mais e la sera un poco di corn flakes. Tutti hanno un solo paio di scarpe per venire a scuola e un vestito decente per andare in chiesa la domenica. Con la sola eccezione di Edwens (13) che, in occasione del suo compleanno, riceve qualcosa dalla mamma e dalla nonna, gli altri non hanno mai festeggiato il loro compleanno, mentre 5 di loro non sanno nemmeno quando sono nati. Vanessa ha una piccola televisione a casa, ma l’elettricità non c’e sempre. Fredna dorme su un letto con altri due della famiglia, mentre Lucson stende un lenzuolo a terra e Ashley dorme su un cartone con altri 3 della famiglia. Nessuno ha il gabinetto in casa e quando serve saltano fuori della baracca e vanno nei campi vicini o nelle latrine comunitarie.

Pochi giorni fa è piovuto e così raccontano che quattro di loro hanno passato la notte seduti perché l'acqua della pioggia entrava dai buchi dei vecchi bandoni di zinco del tetto. Tra i dieci, soltanto 3 vivono con la mamma e il papà, 4 hanno soltanto la mamma e gli altri 3 vivono presso parenti o amici.

Quando gli chiedi cosa vogliono fare da "grandi" ti guardano spaesati. Per loro e già un miracolo andare a scuola e mangiare una volta al giorno. Figuriamoci! Vivono la loro quotidianità e il futuro, almeno per ora, non esiste.

Una cosa che accomuna tutti questi bambini è il fatto che hanno, più o meno, lo stesso modo di vivere. Questo è quello che conoscono da quando sono nati e non hanno altre esperienze. E, alla loro maniera, sono felici! Hanno certamente i loro momenti tristi e gli capita di piangere, ma sono sempre vivaci, i loro occhi pieni di gioia di vivere e, nonostante le difficoltà, sempre in allegria costante.

E allora, anche se gli “esperti” dicono che Port-au-Prince è la quarta città con la peggiore qualità di vita al mondo, penso che non sia vero e che, invece, Port-au-Prince sia tra le città con i bambini più spensierati del mondo.

Haiti sta vivendo un periodo di attesa. Il secondo turno di elezioni previsto per Dicembre 2015 e stato annullato, il Presidente ha terminato il suo mandato a Febbraio e ha lasciato infatti la carica e da allora è stato eletto dal Senato un Presidente a interim che dovrebbe organizzare le elezioni entro 4 mesi. Ma tutti sono molto scettici che questo accada e quindi si vive nell’ansia di cosa succederà, mentre nel frattempo la delinquenza aumenta e i ministeri sono paralizzati dall'attesa del nuovo presidente. La moneta locale negli ultimi mesi si è svalutata enormemente rispetto al dollaro e diversi beni di consumo sono aumentati anche del 50% nel giro di pochi mesi.

Le attività della missione funzionano a pieno ritmo e grazie a Dio, nonostante tutto, riusciamo ad andare avanti, anche se preoccupa un po' la situazione politica del Paese in generale. Anche quest'anno alcuni alunni aiutati dagli amici di ABC non frequentano più la scuola, quasi tutti perché le famiglie si sono trasferite in altre parti della città. Ma questo non vuol dire che l'aiuto ricevuto da questi bambini e giovani sia stato inutile perché comunque si è fatto, insieme, un "cammino" positivo che resterà per sempre nel cuore di questi giovani, magari sotto forma di fiducia e speranza nel cambiamento. E la presenza della Missione qui in Haiti offre proprio una scintilla di vita e speranza a tante persone che orbitano intorno a noi: bambini, anziani, mamme, lavoratori. Un grazie di cuore a tutti voi che in silenzio e con tanta umiltà continuate a donare la vita a tanti sfortunati con il sostegno che offrite. Buona Pasqua .

Firmato: Maurizio Barcaro

Firmato: Maurizio Barcaro


   
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