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Burkina Faso - C'è tanto da lavorare!

18/05/2017 - 15.46:   In Burkina Faso, nel giro di pochi anni, sono cambiati ripetutamente i nostri referenti missionari salesiani: abbiamo cominciato nel maggio 2011 con Albert il quale, nel 2014 è stato trasferito in Congo dove attualmente è il responsabile nazionale della pastorale sociale. Dopo Albert è arrivato Matthieu, del Togo, e dopo di lui a fine 2015 Bruno Gossa, missionario del Benin. Insomma la vita del progetto di Sostegno a Distanza in Burkina Faso non è stata semplice, anche perché agli amici arrivati è stato necessario un "rodaggio" per capire con noi come dovevamo portare avanti il progetto e come comunicare con ABC. Infatti, le cose, non sono poi tanto semplici perché, come per tutti gli altri progetti, le nostre esigenze di chiarezza e di informazione impongono ai nostri interlocutori una regolarità e una precisione che richiede tempo per essere messa a punto. Comunque, non senza difficoltà, le cose adesso sembrano andare meglio e Bruno Gossa, l'ultimo amico missionario arrivato a Belleville, quartiere periferico di Ouagadougou, ha cominciato a interagire con noi e, recentemente, ci ha scritto:
"Il partenariato iniziato con ABC – Italia Onlus a partire dal 2011 continua a dare sollievo e speranza a molti bambini e alle loro famiglie. Il partenariato con ABC si colloca nell’ambito del sostegno scolastico di bambini svantaggiati ed anche di aiuto sanitario per tanti, piccoli e meno piccoli, che vivono una situazione difficile". Dopo questa breve premessa Bruno parla un poco della situazione politico-sociale in Burkina faso: "Alla fine dello scorso anno una trentina di militari, ex guardie pretoriane fedeli al vecchio presidente Blaise Campaoré (esiliato a furor di popolo dopo 27 anni ininterrotti di potere, ndr.), hanno progettato un colpo di stato fallito soltanto casualmente perché i golpisti sono incappati in un controllo di polizia e sono stati scoperti. All'instabilità politica interna si è aggiunto, dal gennaio 2016, il terrorismo con l'attacco all'hotel 'Splendid' di Ouagadougou. E' cominciata così una lunga scia di sangue che ancora oggi coinvolge il nord del Paese, al confine con Niger e Mali. Il governo, per far fronte a questa minaccia terroristica, ha dato il via ad un'operazione militare con la presenza di forze armate ai confini. Si tratta, anche secondo l'ONU, della principale minaccia di instabilità della fascia sub-saariana del Sahel. Dal punto di vista economico continuano le grandi difficoltà della popolazione".

Bruno, poi, riprende a parlare del progetto: "ABC – Italia viene in aiuto dei bambini del Burkina Faso che vivono in condizioni difficili e più precisamente di quelli della città di Ouagadougou. Nato nel quartiere di Belleville e dintorni, questo partenariato con i Salesiani di Don Bosco, iniziato con il Padre Albert Kabuge, si propone di fornire un sostegno alla scolarizzazione, ai problemi di salute e anche, in alcuni casi, di assistenza alimentare. Attualmente i bambini inseriti nel progetto di ABC che beneficiano del sostegno sono 39 e a loro viene assicurata la possibilità di frequentare la scuola e, quando hanno problemi di salute, di essere curati. Con tutti loro abbiamo svolto, oltre a quelle abituali, una serie di attività, per la precisione: il 5 ottobre 2016, incontro con i genitori degli studenti e consegna del materiale scolastico; il 31 gennaio 2016, festa del patrono San Giovanni Bosco; l'8 febbraio 2017 una distribuzione di viveri ai bambini; il 17 febbraio 2017 un'iniziativa per sensibilizzare i più giovani sulla sicurezza stradale e l’8 marzo una bella corsa in bicicletta, tutta naturalmente al femminile, dal nostro quartiere Belleville fino al centro di Ouagadougou, andata e ritorno.

Possiamo essere contenti di come sono andate bene le attività che abbiamo svolto in questo periodo".

"E’ evidente - prosegue Bruno - che nel corso degli incontri con i genitori parliamo sempre chiaro rispetto all'impegno e alla responsabilità che loro e i figlioli devono assumersi. Siamo diventati una vera famiglia!

I genitori sanno quanto sia importante l'aiuto che i loro bambini ricevono, soprattutto per la possibilità che viene data loro di frequentare la scuola. La maggior parte di loro, senza il progetto, non avrebbe potuto studiare per l'impossibilità delle famiglie di pagare anche la pur minima tassa d'iscrizione e quant'altro necessario per frequentare".

A questo punto sarà opportuno raccontare della richiesta che Bruno ci ha inviato lo scorso aprile. Chiedeva di inserire altri dodici bambini nel progetto. Purtroppo siamo stati costretti a rispondere che attualmente ABC non può farsi carico di altri dodici giovani perché non riusciamo a trovare un nuovo socio da un bel po' di anni, ma potrebbe limitarsi a pagare loro le tasse scolastiche e per valutare bene questa cosa è necessario conoscere il totale della spesa da sostenere. Al momento non abbiamo ancora ricevuto il "preventivo" perché Bruno è stato impegnato in una missione dei salesiani in Togo. Comunque, noi ci siamo!

È bene precisare che tasse scolastiche, assistenza sanitaria e alimentare in caso di carenze, sono garantite a tutti i bambini inseriti nel progetto e che, come in tutti gli altri progetti, con l'eccezione di quelli in Serbia e Bosnia dove il denaro delle borse di studio è consegnato alle famiglie dei giovani affidati, i fondi sono gestiti a favore di tutti e utilizzati per le cose ordinarie e quelle straordinarie, anche a favore di bambini non inseriti nel progetto e, spesso, per i loro familiari. Ci sono, infatti, casi particolari che hanno richiesto un impegno finanziario maggiore, come quello a favore di Zidane Amed Regtoumda che nei primi mesi di quest'anno ha avuto bisogno di essere ricoverato in ospedale. Zidane, ha spiegato Bruno senza entrare nei dettagli sanitari, "era tanto stordito dal dolore che non riusciva più neanche a studiare e per questo lo abbiamo portato all’ospedale Saint Camille di Ouaga dove è stato curato bene". Anche Dah Jean Baptiste, un "vecchio" di sessant'anni (le virgolette sono le nostre perché la definizione di Bruno in Africa è appropriatissima, mentre lo è un poco di meno in Italia se si pensa alla vita media in Burkina Faso, poco più di 58 anni, e a quella in Italia circa 82 anni). Ma Dah Jean Baptiste nonostante le cure che gli erano state date grazie ad ABC è morto. "Pace all'anima sua", conclude Bruno. Infine, sempre molto sinteticamente, Bruno parla del Centro di formazione "Don Bosco" che "continua ad operare per i giovano poveri e abbandonati, soprattutto non scolarizzati o poco scolarizzati: offre a ragazze e ragazzi la possibilità di imparare un mestiere per uscire dall’ozio e dalla dipendenza economica. Attualmente il Centro offre corsi di formazioni Intensivi per parrucchieri per signora, di taglio e cucito di stoffe tradizionali, tintura, informatica per gli uffici". Integriamo quel che ci racconta Bruno aggiungendo che nel Centro le attività si svolgono il sabato, ma, di fatto, sono estese a tutti i giorni della settimana. Infatti, l’oratorio, secondo l’impostazione salesiana di don Bosco, è uno spazio educativo per il tempo libero aperto a tutti i bambini e adolescenti senza distinzione di razza, cultura e religione e mira a fare emergere anche i talenti di quanti lo frequentano. Si tratta di far crescere lo spirito associativo con i giochi di gruppo ed anche dare assistenza scolastica con ripetizioni a chi ne ha bisogno (e sono la maggior parte)! Stare insieme, nella maniera migliore possibile e per questo, ha dimenticato di dire Bruno, è stata organizzata una gita con gli alunni nella zona di Bazoulé famosa per i suoi “coccodrilli sacri”. Ma Bruno non ha dimenticato di ringraziare, "a nome di tutti, compresi i collaboratori, gli amici di ABC Onlus per la loro sensibilità e il sostegno che continuano a dare. Per la speranza regalata in un luogo in cui ogni speranza sembrava persa". Firmato Bruno Gossa, missionario salesiano in Belleville, Ouagadougou


   
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