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Brasile – Parintins, gli auguri di Pasqua da dom Giuliano Frigeni

07/04/2020 - 5.53:   Cari amici italiani e benefattori di nostri Centri Educativi,

Rieccoci al nostro appuntamento nel tempo pasquale, mentre siamo ancora nella quaresima che in quest´anno, particolarmente la sentiamo “sulla pelle” da vicino per il dramma che il mondo sta vivendo ed in particolare nella vostra e “nostra” cara Italia, cosí piena di amici che da tanto tempo ci vogliono bene e ci aiutano.

Seguiamo preoccupati e con attenzione tutte le notizie che ci tengono al corrente del sacrificio di chi cerca di guarire i vostri parenti malati e a volte riescono a guarirli! Che gioia. Ma , a volte devono accettare la sconfitta, la morte dei pazienti e a volte sentiamo che: medici, infermieri e infermiere e anche sacerdoti muoiono nel tentativo di non lasciare soli chi sta molto male e finiscono poi con l´essere, loro stessi, colpiti dal male.

Stiamo imparando da voi a proteggerci e fare sacrifici giá da ora, prima che sia troppo tardi. Le nostre scuole sono chiuse da alcuni giorni, le chiese vuote di fedeli che invitiamo a seguire le celebrazioni solo per radio o televisione, le strade e persino i fiumi sono senza trasporti publici ( pulman, barche per trasporti di merci e passeggeri, qui da noi anche i transatlantici pieni di turisti stranieri sono bloccati e proibiti di fermarsi da noi) e i voli aerei ridottissimi; siamo giá su un´ isola ma da ora molto piú “isolati”.

Questa disgrazia mondiale peró non ci ha impedito, all´inizio di quest´anno,( come sapete da noi l´anno scolastico inizia a febbraio!) di riflettere sulla bellissima esperienza dell´anno scorso, quando abbiamo messo a tema la bellezza della presenza tra noi di persone provenienti da altri popoli.

Abbiamo capito che l´entusiasmo suscitato dall´incontro con gli immigrati che da decenni sono qui nella nostra terra e che ci hanno “arricchiti” con il loro lavoro, cultura, storia, folclore, canti, danze, fede e tradizioni diverse dalla nostra puó diventare una nuova passione per la nostra storia e la nostra cultura, come il Papa ci ha indicato e suggerito con il Sinodo sull´Amazzonia.

Cosí abbiamo scoperto che i nostri bimbi che studiano nel collegio statale: “Don Gino Malvestio”, non sanno nemmeno chi sia questo vescovo che ha affrontato le forze dell´ordine per difendere la famiglie senza casa dopo un´alluvione que ha fatto perdere a molti i campi e le case che avevano lungo i fiumi; che la scuola comunale “Suor Cristina”, dove molti altri nostri studiano, é un riconoscimento da parte del Sindaco, pieno di gratitudine per il lavoro missionario di una suora tedesca dedicatissima al nostro quartiere nel campo educativo e sociale; che l´Unitá Sanitaria Locale vicino al nostro Centro Educativo ha il nome di un fratello laico missionario del Pime: Francesco Galliani, che in trent´anni ha debellato la piaga della lebbra sia in cittá come nelle comunitá dei caboclos della foresta.

Fratel Galliani aveva costruito la “Casa P. Vittorio Giurin” (padre missionario del Pime morto molto giovane), che serviva come ospedale per gli anseniani e che oggi serve per curare tante malattie infettive; che l´Ospedale p. Colombo ha questo nome dovuto alla morte prematura di un padre giovane morto per un banale incidente tra due motociclette che si sono “toccate” e essendo il martedi di carnevale nessun medico era in grado di fermare una emorragia banale causata dalla bottiglietta del vino che si era rotta nella tasca del padre Ferruccio Colombo, vino che sarebbe servito per celebrare la Santa Messa in una piccola comunitá nella nostra isola.

Missionari: vescovi, suore, fratelli laici, sacerdoti...e la lista sará lunga perché in questi settant´anni molti hanno segnato positivamente la storia della nostra gente, come Fratel Michele de Pascale che ha insegnato a molti ragazzi e ragazze l´arte della pittura e della scultura da cui sono fioriti artisti famosi nel Brasile e all´estero.

Andremo a intervistare e conoscere da vicino i loro nonni, altri personaggi locali che si sono dedicati al bene della cittá; sará una scuola di scoperte e di memoria che potrá arricchire la loro identitá e renderli sanamente orgogliosi di appartenere a una cittá che ha una storia, una fede e una cultura molto valorizzata e arricchita anche dalle tradizione indigene.

Avremo la fortuna di conoscere da vicino P. Enrico Uggé che da quasi cinquant´anni lavora con il popolo Sateré Maué, P. Pagani pure lui ancora sulla breccia con i suoi 82 anni visitando villaggi lungo i fiumi, P. Emilio Buttelli che fra le tante iniziative ha aiutato a far nascere la nostra Radio Alvorada insieme a P. Uggé e fratel Agostino, come pure la scuola per i sordomuti “Padre Paolo Manna” con l´aiuto di P. Luppino abile nel convincere i politici che dovevano aiutare tutte queste opere sociali.

Una storia che ha bisogni di “figli” e “ nipoti” non carnali ma spirituali, nel senso vero della parola: perché ció che nasce dalla carne é carne , ma ció che nasce dallo Spirito (amore, giustizia, cultura, arte, bellezza, veritá, creativitá, amicizia) rimane per sempre e fa RISUSCITARE l´umanitá di tutti.

Anche i nostri educatori sono “figli” di questa storia, come Globery, Elaine, Naldilene, a Ray (Raimunda) a missionaria laica Geralda che visita molte loro case ed é presente in tutte le necessitá del Centro e della diocesi. Ognuno di noi sará importante nel costruire la MEMORIA con e per i nostri bimbi affinché non diventino giovani senza una identitá ma abbiano un giusto e sano orgoglio di appartenere a Qualcuno che ci é venuto incontro per rendere le nostre vite piú umane e belle, costruendo insieme una storia in questa piccola parte della Pan Amazzonia che il Papa Francesco ha chiamato nella sua lettera apostolica: “ AMATA AMAZZONIA”.

In questo momento cosí difficile per tantissime persone nel mondo, ma specialmente per voi, lí nell´Italia provata da questo pestifero coronavirus, LA MEMORIA che Cristo ci chiede di vivere é questa storia non piú dominata dalla tragedia e dalla solitudine ( che sentiamo tutti rimanendo rinchiusi in casa, ridotti nei rapporti, privati di abbracci sinceri, di affetti strappati dei nostri parenti e amici) ma guidadta della COMPAGNIA che Lui ci fa nel dolore, sulla croce, e nella goia della Sua e nostra Risurrezione.

Faremo tesoro del tempo disponibile per pregare per voi e con voi e vi chiediamo di pregare anche per il nostro Brasile, cosí simile nel temperamento a quello italiano pieno di desideri di gioia e amicizia, di lacrime condivise per migliorare il mondo.

Buona e Santa Pascoa per tutti...ci risentiremo appena possibile, con la gioia nel cuore.

†Giuliano Frigeni


   
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