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Guinea Bissau – Una Pasqua senza cibo

07/04/2020 - 17.32:   Suor Alessandra Bonfanti, responsabile in Guinea Bissau delle suore dell’Immacolata e responsabile delle scuole autogestite, ci ha scritto:

Carissimi amici,

desideriamo in questo momento manifestare la sua totale solidarieta con voi tutti, visto che il vostro paese é uno dei piu coltpiti. Vogliamo starvi vicino, e chiedere a Dio di darvi la forza necessaria e di allontanare questa pandemia nel vostro paese e nel mondo intero.

Il mondo intero sta combattendo il COVID19 che mette in rischio la nostra salute affettando migliaia di vite umane fino alla morte.

In Guinea di colpo, sono stati chiusi tutti i trasporti, il mercato, le scuole… Ma qui la gente vive di economia quotidiana: le donne vanno a vendere le loro poche cose e con quello che guadagnano comprano il necessario per far da mangiare. Qui quasi nessuno può permettersi di fare acquisti per una settimana come si fa in Italia; la gente compra il cibo giornalmente sia perché non ha il frigorifero, sia perché non ha abbastanza soldi. Anche come Chiesa subito sono state bloccate le celebrazioni che qui sono seguitissime specialmente durante la Quaresima: la via crucis, le Messe, i momenti di preghiera e di ritiro… in tutte queste occasioni si duplicano le persone e quindi c’è assembramento di gente. Appena il governo ha annunciato casi sospetti e ha detto di chiudere le scuole, anche come Chiesa si è chiuso tutto. Il che ha avuto un effetto positivo anche sulla comunità islamica, che è quattro volte superiore a quella cattolica, e rappresenta quasi la metà della popolazione. È stata, infatti, presa la decisione di chiudere anche le moschee e di chiedere alla gente di pregare a casa propria.

Attraverso Radio Sol Mansi, che è la radio cattolica nazione ed è la più ascoltata del Paese si sta facendo una grande azione di sensibilizzazione. Ora si sta pensando alla seconda fase, cioè a come aiutare i poveri, ovvero tantissima gente che non riesce a mangiare a causa del blocco delle attività.

Ad oggi in Guinea sono stati dichiari 18 casi a altri sospetti. La Guinea non ha strutture pronte per accogliere casi gravi di Coronavirus, si stanno organizzando e la Chiesa cattolica della Guinea-Bissau è pronta a mettere a disposizione delle autorità nazionali le sue strutture sanitarie nel contesto della lotta contro i COVID-19. La disposizione della chiesa è stata manifestata a margine dell'incontro tenutosi nella Curia Diocesana de Bissau tra una delegazione del governo, di Nuno Nabiam, composta dai ministri della sanità, dell'economia e dal coordinatore della commissione interministeriale con il vescovo di Bissau, Dom José Camnate Na Bissign.

In questo momento stiamo assumendo il ruolo di messageri di speranza animando la societá che é spaventata por causa dell’epidemia e aiutare a mantener accesa la fiamma della fede, nella esperanza che se tutti collaboriamo il mondo potrá tornare alla sua normalitá. grazie!

Vi auguriamo una Buona Pasqua a tutti voi!

Sr. Alessandra Bonfanti


   
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