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Abc Solidarietà e Pace

 
Italia – Costretti ad inviare via e-mail il Bilancio 2019

07/04/2020 - 17.39:   Cari amiche e amici,

evitiamo di commentare quel che tragicamente sta capitando con il coronavirus e limitiamoci a dire che come per le persone, anche per le associazioni ci sono momenti “no” come quello attuale di “A, B, C, solidarietà e pace – ONLUS”. Il Bilancio non è andato male perché, anche se abbiamo un disavanzo di 10.191 euro, sono entrati 140.055 euro (circa cinquemila euro in più del 2018), mentre ne sono usciti 150.246 (un paio di mila euro in più rispetto all’anno precedente). Il protrarsi dei risultati negativi del bilancio è del tutto normale per una piccola associazione come la nostra che, comunque, resta sempre in attivo perché attenta a non “spendere” più del dovuto. Nel Bilancio inviato via e-mail abbiamo inserito i saldi dei conti correnti di ABC e le ricevute del denaro spedito per tutti i progetti, mentre abbiamo tagliato altre voci messe nel passato sul supporto cartaceo per non appesantire troppo il file da trasmettere.

Dando un’occhiata veloce al Rendiconto di gestione si può vedere che:

- In Guinea Bissau stiamo “spendendo” molto di meno perché è terminato il sostegno, come vi abbiamo raccontato ampiamente, all’associazione omologa guineense che continua a lavorare sebbene lentamente usando mezzi, materiali e attrezzature lasciati loro in concessione d’uso. Qualche mese fa abbiamo anche tentato, per ora inutilmente, di incaricare un ex dipendente dell’ormai chiusa falegnameria della missione di Mansoa di insegnare l’uso della “combinata” per consentire ad ABC GB di lavorare il legno (da noi spedito per costruire i banchi per le scuole) e migliorare così le loro possibilità di sopravvivenza. Sembra, a quel che ci dice Paolo che per tre anni è stato ABC Italia in Guinea Bissau, che sia stato avviato un allevamento di polli e galline. Gli auguriamo di riuscire al meglio! Noi, comunque, continuiamo in maniera molto positiva la collaborazione con le suore dell’Immacolata e abbiamo sostenuto l’autogestione delle tre scuole di Cubonge (costruita un bel po’ di anni fa da ABC Italia), Binibaque e Infandre frequentate da centinaia di alunne e alunni. Per sostenerne l’autogestione nel 2019 abbiamo inviato 20.000 euro più 1.500 per consentire a Radio Sol Mansi la prosecuzione della diffusione della trasmissione “Udju di mininu”. Volevamo precisare che le spese per il progetto in Guinea Bissau sono elevate (8.735 euro) perché, anche se ABC non spedisce più niente ad ABC GB, continuiamo a sostenere il lavoro di alcuni padre missionari e di altre associazioni che spediscono container nel Paese africano. Il costo per la spedizione di un container si aggira sui 5-6.000 euro e nel passato abbiamo dato la possibilità ad altri di usare il nostro nome ai fini fiscali e sempre abbiamo anticipato il costo sostenuto per la spedizione salvo riavere il denaro anticipato. Insomma, da una parte il denaro esce per la spedizione del container e dall’altra rientra dai rimborsi che ci arrivano dai missionari e dalle associazioni che usufruiscono di questa nostra collaborazione.

- A Parintins, in Brasile, il CENSG continua ad andare bene, anche se i recenti avvenimenti sanitari ne hanno un poco sconvolto l’andamento. Dal punto di vista contabile possiamo semplicemente aggiungere che lo scorso anno abbiamo inviato 24.000 euro con bonifici trimestrali. Dei soliti quattro bonifici uno, quello di luglio, non sarebbe arrivato non si sa perché visto che per non sbagliare facciamo ricorso alla rubrica interna del nostro conto. A conferma dell’esattezza del nostro operato abbiamo inviato la copia del bonifico fatto pregando i nostri amici della Diocesi di rivolgersi alla BAO di Belo Horizonte, dove arriva il denaro prima di essere dirottato sul conto della Diocesi di Parintins, per avere chiarimenti nel merito. E poi il denaro, da luglio 2019, non è tornato, sul nostro conto come sostenuto erroneamente da qualche precipitoso bancario brasiliano. Quindi a loro il compito di ritrovarlo.

- Anche la scuola “Providence” di Port-au-Prince soffre delle conseguenze causate dal coronavirus e le sue attività sono state momentaneamente sospese. Nel 2019 abbiamo aiutato molto Maurizio, grazie anche alla generosità di alcuni amici dell’associazione che hanno finanziato il progetto per organizzare la sala di Chimica nella scuola e un intervento sanitario (prima che tutti noi fossimo travolti dall’incubo del virus Covid-19) finalizzato a curare molti malati afflitti da patologie, le più dure. A queste cose, abbiamo aggiunto, poco più di diecimila euro per consentire a 150 bambini e bambine di iscriversi alla nuova scuola avviata e sostenuta a Jeremy da Maurizio. Insomma, in tutto il nostro aiuto è stato di 40.000 euro.

- Anche le attività dei salesiani che aiutiamo a Ouagadougou sono state in parte sconvolte dal coronavirus. Le scuole vanno a rilento e a volte sono state chiuse. Il mondo, sembrerebbe, non è più lo stesso e, forse, cambierà, almeno fino a quando ci sarà questa pandemia che finora, e speriamo che non lo faccia, non ha colpito duramente quel popolo. Infatti, ai primi di aprile, i casi confermati, non sappiamo se solo a Ouagadougou, sono stati 302 con 12 morti e 50 guariti.

- Bosnia e Serbia meritano un discorso a parte perché, come anticipato nella e-mail inviata a tutti i soci e gli amici di ABC, le difficoltà risiedono non soltanto nelle questioni sanitarie che hanno sconvolto questi due Paesi, ma anche nella burocrazia che ha sconvolto noi con l’applicazione delle nuove norme antiriciclaggio emanate dalla Banca d’Italia nell’aprile 2018. La Banca ha “suggerito” che il prelevamento del denaro in contanti fossero prima difficili e poi impossibili e questa cosa ci ha complicato molto la vita. Infatti, fin dal 1999 abbiamo sempre portato il vostro aiuto in contanti: prendevamo in banca il denaro e lo distribuivamo a bambini e bambine come borsa di studio. E così le cose sono andate avanti fino al 2018 quando l’emanazione e l’applicazione delle nuove norme antiriciclaggio della Banca d’Italia hanno reso impossibile il prelevamento di denaro in contanti. Non ci siamo dati per vinti e abbiamo tentato di avere il “sostegno” di altre banche (Banca Popolare di Milano, BNL, Unicredit, BCC, Banca Etica) e di realtà “istituzionali” come l’Unicef. Niente da fare e così alla fine lo scorso anno abbiamo “aggirato” l’ostacolo facendo prelevamenti frazionati incorrendo però nelle “adeguate verifiche” da parte della banca e rischiando di essere scambiati per degli evasori e riciclatori di denaro “sporco”. Dunque, preclusa la possibilità di prelievi in contanti come faremo quest’anno a portare le borse di studio? Ancora non lo sappiamo, anche perché occorrerà capire come e quando finirà la sventura del coronavirus in Italia e nei Balcani. Comunque, con degli amici di ABC stiamo valutando la possibilità di aprire un conto corrente a Belgrado, ma, a parte la complessità burocratica della cosa, appesantita dalla situazione sanitaria, non sappiamo ancora se sarà possibile fare i prelievi necessari per consegnare le borse di studio da questo eventuale conto. Forse ci affideremo ad un avvocato di quelle parti.

Un’ultima osservazione sulle spese ordinarie di ABC riportate sul Bilancio: la percentuale si è abbassata ulteriormente dal 4,74 del 2018 al 3,37 del 2019. Sui vent’anni di attività, invece, la media è del 5,03%.

Non siamo superstiziosi, ma il detto “anno bistesto, anno funesto” sembra attagliarsi molto bene a questo 2020 che è partito proprio male. Speriamo che si chiuda meglio.


   
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