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Brasile – Parintins, per Natale una lettera di dom Giuliano Frigeni

15/12/2020 - 7.28:   Parintins nell´attesa del Natale 2020

Carissimi benefattori, amici dei nostri piccoli ancora “in costruzione”;

quest´anno tutti siamo stati costretti a guardare la nostra piccola realtá con uno sguardo che si riempiva di storie di persone lontane e vicine ma tutte pienedi dolore e addirittura di paure.

Non potevamo far finta di non sapere quello che stava avvenendo in altri paesi e continentiperché la televisione ci portava in casa,per esempio, le immagini di una Italia piena di sofferenze e di morti, strade semideserte lacerate dalle sirene delle ambulanze e che, purtroppo nuovamente sta soffrendo per una seconda onda di contagi insieme ad altri paesi europei.

Non potevamo immaginare che quel male avrebbe colpito non solo voi, ma poco alla volta, anche noi e il mondo intero: pandemia! Parola sconosciuta da moltissimi e che é diventata tristemente parte del nostro comune vocabolario.

Siamo stati aiutati a capire il dramma che ci univa tutti quando il Papa Francesco ha salito da solo, la scala in piazza S. Pietro, totalmente vuota!Poi, in quella sera stessa, ha pregato per tutti i popoli colpiti dallo stesso male davanti all´immagine della Madonna e al Crocifisso che secoli prima aveva messo fine, nella cittá di Roma, alla peste: dopo un silenzio pieno di dolore e fede ci ha benedetti tutti con il Santissimo Sacramento.

Ormai anche noi eravamo in pieno sviluppo del male e del contagio; cosí il sindaco e i suoi collaboratori hanno aiutato la cittá ha vivere con prudenza sia la vita familiare, come quella sociale, ecclesiale;vennerochiuse le scuole, cancellate tutte le feste religiose, le varie attivitá sportive ed anche la grande festa folclorica di Parintins: una sfida secolare tra due aggremiazioni folcloriche:“Boi Bumbá Caprichoso e Garantido”che avviene alla fine del mese di giugno; ogni anno attrae migliaia di turisti provenienti dallo stato dell´Amazzonia, dalla capitale Manaus e da varie parti del Brasile e persino dall´estero.

Con l´aiuto delle autoritá politiche locali e l´iniziativa di privati e della chiesa e con il vostro prezioso sostegno, abbiamo accompagnato la vita e persino le lezioni scolastiche di molti dei nostri ragazzi, soprattutto quelli che sono rimasti in cittá; altri sono andati nella foresta per sfuggire al contagio ma nei villaggi sparsi lungo i fiumi col passar del tempo anche lá é arrivato il Covid 19.

Abbiamo trasformato gli alimenti che i bimbi avrebbero consumato nei centri educativi in pacchi di alimenti per le loro famiglie aggiungendo materiale di igienizzazione con l´aiuto sia della Caritas nazionale sia di tante persone generose che ci hanno aiutato, compreso il Santo Padre: Papa Francesco.

Globery, uno dei tanti educatori nostri del CENSG, ha portato con sé nei momenti piú critici, quando nemmeno si poteva circolare nella cittá, durante il famoso lockdown, alcuni ragazzi piú svegli e obbedienti e capaci per dipingere case, ricuperando disegni su muri interni, oppure nella cattedrale di Parintins, dove nei decenni le intemperie e la non cura di qualche parroco avevano rovinato dipinti che giá erano patrimonio storico della cittá: oltre a ricuperare queste opere di arte ha fatto guadagnare ai suoi alunni qualche soldo per aiutare le loro famiglie.

Molti nostri educatori attraverso le visite nelle famiglie dei nostri bimbi,sempre con le dovute precauzioni hanno approffittato non solo di incoraggiare i loro alunni a non abbandonare i libri e i quaderni ma anche per insegnare ai loro genitori, fratelli e sorelle piú grandi, come difendersi e proteggere meglio i propri familiarispecialmente i piú anziani o i portatori di malattie che riducono le difese immunologiche.

Siccomemolti dei nostri alunni non hanno a disposizione i nuovi mezzi dell´informatica per comunicarsi con la scuola e con i loro insegnanti in maniera virtuale, abbiamo fatto di necessitá, virtú; valorizzando al 100% il nostro strumento principale che da sempre accompagna la vita dei nostri centri educativi: il rapporto con le famiglie che non solo avviene quando la direttrice o alcuni insegnati chiamano qualcuno della famiglia per comunicare come i loro figli si comportano o ció di cui la scuola ha bisogno per funzionare meglio, ma il proprio educatore va nelle loro case ed é ricevuto con grande gioia e la avviene sempre quella scoperta che rivela il carattere o i vari comportamenti diversificati di tanti bimbi.Molti di loro vivono in case affollatissime e poverissime ma molte voltescopriamo tanta umanitá, bontá e tenerezza nei familiari dei nostri piccoli amici che da gusto e gioia poter imparare da loro questa umanitá cosí vicina al mistero della vita.

In queste visite abbiamo invitato, come ogni anno facciamo, a scrivere una lettera a voi o anche solo un disegno; questo sia nella prossimitá della Pasqua come ora per il Natale; anche se qualcuno di voi ancora non potrá ricevere questi disegni o lettere, noi le stiamo conservando per quando sará possibile inviarve-le. Per molti piccoli é stata l´occasione per venire al Centro e rimanere, anche dopo aver terminato il disegno a guardare per un paio di ore il nostro personale didattico e di servizio come se stessero contemplando una speranza piena di certezza, di ritornare al piú presto con noi.

Altre volte facciamo la scoperta di violenze familiari “strane” a dir poco, che frustrano il nostro lavoro educativo rendendolo quasi inutile; ma qui dobbiamo, ancora una volta, imparare da questo Papa Francesco che ha lanciato circa due anni fá un“patto educativo emergenziale” a livello mondiale: in questo caso non siamo davanti al dramma dei paesi “ poveri” ma davanti ad una societá mondiale che nella sua totalitá scarica le responsabilitá educative o sullo Stato o sul Potere Publico o sulla scuola o sulla famiglia che non fa la sua parte o sulla Chiesa che non fa niente o che ha perso la sua storica “grinta” educativa ,etc, etc.

Questa pandemia ci ha costretti a guardare la realtá con gli occhi e il cuore di questi “nostri e vostri” piccoli figli: senza affetto, tenerezza e condivisione e molto tempo dedicato a ognuno di loro il mondo diventa una macchina che inghiotte la nostra umanitá e ci trasforma tutti, poco alla volta, in macchine che devono produrreció che dovremmo poi consumare, ripetendo ció che si é sempre fatto finora e che é stato momentaneamente interrotto dalla pandemia!

Anche qui il Covid 19 ci ha messo davanti la necessitá di “prendersi cura” veramente gli uni degli altri e quello che giá molti di voi stanno facendo da anni con i nostri centri educativi ci ha permesso di anticipare questo imput, questa necessitá di vivere la vita in comunione con tutta l´umanita e tutti i popoli a cominciare dalla propria casa, dal proprio quartiere, dalla propria cittá ma sempre con lo sguardo puntato sull´altro fino all´INFINITO.

Grazie ancora una volta per questa vostra prossimitá e che questo Natale metta fine a questo male e la grazia della Presenza di Cristo tra noi, che é venuto a condividere concretamente le nostre vite ci aiuti a continuare nella pace di chi si sente amato e sotto lo sguardo del Padre e protetti dalla tenerezza della Madre di Gesú.

Che il prossimo anno rinnovi in tutti noi quella Speranza che il Natale riaccenderá con la luce della Stella Cometa brillando sul presepio nel buio degli ultimi giorni del 2020 che non solo ci ha portato via tanti amici e parenti ma che ha anche sconvolto i nostri cuori che con un resto di fede riescono ancora a gridare: ” Signore, salvaci”!

Cerchiamo di continuare ancora insieme per sostenerci nella fatica e rianimarci nella gioia di donare il nostro cuore con i nostri sacrifici a chi piú soffre e piú aspetta la vera felicitá frutto della condivisione a partire dalla Sua Presenza tra noi.

D. Giuliano Frigeni Un buono e Santo Natale

Con affetto

Con tutti gli educatori dei nostri centri.


   
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