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Bosnia / Serbia - Elezioni, il Kosovo sempre al centro della Storia

01/02/2007 - 18.28:   Si sono svolte in Serbia, il 21 gennaio, le elezioni per il rinnovo del Parlamento. Gli osservatori dell’OCSE ne hanno dichiarato la perfetta regolarità. Alta la partecipazione popolare (60%). Il Partito Radicale ha ottenuto circa il 28,5% dei voti e 81 seggi; il Partito Democratico (DS) del presidente Tadic il 22,7% e 64 seggi; la coalizione tra il Partito Democratico Serbo di Kostunica e "Nuova Serbia" (DSS-NS) il 16,5% e 47 seggi; la formazione "G.17 Plus" il 6,8% e 19 seggi; il Partito Socialista di Serbia (SPS), già diretto da Milosevic, il 5,6% e 16 seggi; Il Partito liberal-democratico (LDP) il 5,3% e 15 seggi. Le altre liste non hanno superato lo sbarramento del 5%; quelle delle "minoranze nazionali" (ungheresi ecc.), per le quali esso non era previsto, si sono attestate su poco più o poco meno dell’1%.
I commentatori interni ed esteri mettono in rilievo la stazionarietà dell’"ultranazionalista" Partito radicale e il forte successo del partito di Tadic, che ha raddoppiato i consensi. Ciò dovrebbe consentire all’insieme dei partiti che costituirono a suo tempo il "blocco anti-Milosevic" di formare il nuovo governo. C’è però l’incognita di Kostunica e delle scelte che vorrà fare, in relazione soprattutto alla questione del Kosovo, tenuto conto che il 2 febbraio il mediatore dell'ONU Ahtissari dovrebbe presentare alla "comunità internazionale" le proposte dei kosovari albanesi sul nuovo status della regione, certamente in senso indipendentista. Sta di fatto che la grande maggioranza dei serbi rimane psicologicamente attaccata al Kosovo come "culla storica" della loro nazione: se ne è avuta un’ulteriore riprova nel testo della stessa nuova Costituzione approvata nell’ottobre scorso, recante un preambolo che sul Kosovo impegna tutti i cittadini, a cominciare dai suoi rappresentanti politici, alla massima intransigenza.


   
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