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Guinea Bissau - Ovo na bunda da galinha não é ainda ovo

29/05/2007 - 15.40:   In Guinea Bissau "Situazione instabile e preoccupante". Così l’ha definita il Segretario Generale dell’ONU, Ban Ki moon in una dichiarazione del 9 gennaio u.s. Il 6 gennaio scorso il commodoro Lamine Sanhà, ex Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate, è stato gravemente ferito da sconosciuti ed è deceduto tre giorni dopo all’ospedale "Simão Mendes" di Bissau. Sanhà era considerato "molto vicino" al generale Ansumane Mané, capo della Giunta Militare che rovesciò e costrinse alla fuga in Portogallo Nino Vieira, dopo diciotto anni di presidenza "plenipotenziaria" e una guerra civile (1998-99). Pochi mesi dopo la vittoria, Ansumane Mané fu ucciso in circostanze non chiarite. Tornato dall’esilio, il Vieira si candidò alle elezioni del 2005, che vinse al ballottaggio, contro il rappresentante del PAIGC (il partito di Amilcare Cabral leader della guerra d’indipendenza anni ’60 e ’70) e col sostegno del terzo classificato Kumba Yalà. Divenne quindi di nuovo presidente della Guinea Bissau. Adesso l’assassinio del Sanhà, che ha provocato una rivolta popolare soffocata nel sangue con un morto e due feriti gravi. Il 10 gennaio la polizia ha poi tentato di arrestare l’ex primo ministro Carlos Gomes Jr. (anche lui del PAIGC) con l'accusa, spiegata in una conferenza stampa dal consigliere per l'informazione del presidente guineense, Baciro Dabò, di comportamenti che "possono essere inquadrati nell'ambito di un chiaro attentato contro la sicurezza dello Stato". Carlo Gomes, per sfuggire all'arresto, si è riparato nella sede delle Nazioni Unite a Bissau per uscirne dopo una decina di giorni. Arriviamo così ai "giorni nostri"quando, ad aprile, una coalizione di partiti, per la precisione il PAIGC, il PRS e il PUSD hanno presentato una mozione di sfiducia costringendo il governo alle dimisisoni. Dopo una lunga riflessione il presidente Nino Vieira, non senza grande sofferenza, ha nominato il nuovo primo ministro, il sig. Martinho Dafa Cabi che, esponendosi forse troppo, ha promesso che le prime cose da fare sono riconciliare i guineensi tra di loro e creare le condizioni per la campagna di commercializzazione del cajù. A ridosso delle dichiarazioni il governo ha subito fissato il prezzo di vendita della castagna di cajù a 200 cfa/chilo. Un azzardo, dice chi se ne intende, perché i consumi sul mercato internazionale sono diminuiti e anche il prezzo. Così i guineensi, sempre più poveri, si vedono offrire 100 cfa al chilo e rischiano di non vendere il loro raccolto. In Guinea Bissau c’è un proverbio: "ovo na bunda da galinha não é ainda ovo", ovvero: "l’uovo nel culo della gallina non è ancora uovo".


   
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