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Abc Solidarietà e Pace

 
Bosnia / Serbia – ABC, Internal Displacement Monitoring Centre

03/08/2007 - 9.51:   Per anni i circa 800.000 profughi serbi da tutte le guerre jugoslave degli anni '90 hanno vissuto nei centri collettivi, quasi sempre fatiscenti baracche in legno, alberghi dismessi e rovinati, edifici la cui destinazione originaria era ben altra, come l'ex dormitorio di un cantiere ormai chiuso a Backa Topola, oppure il fatiscente e freddissimo casolare di Sobnatica, o lo squallido hotel “Serbia” di Niska Banja, luoghi visitati da ABC. Era il tentativo delle autorità di allora di tenere questi profughi distanti dagli occhi dell’opinione pubblica. Ma dopo la guerra in Kosovo gli sfollati aumentarano a tal punto che si dovette trasformare in Centro collettivo qualsiasi struttura idonea. E quindi sfollati e rifugiati raggiunsero anche i centri delle città, come ad esempio a Nis dove vi erano cinque Centri collettivi, uno dei quali proprio a fianco del Municipio. Oggi, dei più di 700 centri collettivi originari, sparsi un poco in tutta la Serbia, ne restano pochissimi giacché dalla primavera del 2003, gradatamente, sono stati quasi tutti chiusi e i profughi trasferiti altrove.
Il problema riguarda anche le iniziative di “ABC”: una decina dei bambini della scuola “Nikola Tesla” di Backa Topola affidati a nostri soci sono profughi dalla Krajna, dalla Slavonia, della Bosnia, dall’Erzegovina, dal Kosovo, e poco meno dell’omonima scuola di Belgrado-Rakovica. Sono invece 15 quelli della “Ivan Goran Kovacic” di Niska Banja e altri ancora in altre città. Il loro numero aumenta se teniamo conto dei bambini di Pale, Rogatica e Lukavica in Bosnia.
Ma dove sono andati tutti questi bambini, con le loro famiglie? Quasi tutti hanno trovato una nuova sistemazione, chi abbastanza bene chi meno bene. I più fortunati sono riusciti ad avere anche, grazie al programma dell'UNHCR, un aiuto finanziario durante il loro trasloco dai centri collettivi. L’aiuto era però limitato soltanto all’acquisto di materiale per la costruzione della casa, oppure per comprare attrezzature e mobili. Il programma prevedeva 500 dollari per famiglie fino a due membri, 1.000 fra 2 e 4 membri e 1.500 per famiglie con più di 4 persone. Questo denaro non poteva (perché poi?) essere utilizzato per l'affitto che, spesso, veniva, e viene, pagato con le borse di studio inviate semestralmente dagli amici italiani.
Intanto dalla fonte più aggiornata (all’agosto 2006) e non sospetta, ovvero l'Internal Displacement Monitoring Centre, sappiamo che gli IDPs (ovvero gli sfollati interni che non sono riconosciuti come rifugiati e dunque non hanno gli aiuti previsti per quella categoria) in Serbia sono 207.000, in Kosovo 21.000. Non vengono invece forniti, come si fa per la Bosnia i dati dei cittadini accolti nei centri collettivi (nell’agosto 2006 nei centri collettivi erano 633 nella Federazione e 106 nella Republika Srpska). In Bosnia, infine, gli IDPs sono 125.515 nella Federazione e 163.533 nella Republika Srpska.


   
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