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Abc Solidarietà e Pace

 
Bosnia / Serbia - Il viaggio

11/10/2007 - 14.47:   Da Trieste a Backa Topola. Alcune informazioni per soci che si recassero in Serbia per la prima volta. Da Trieste al confine con la Serbia sono circa 600 km. Eccettuato un tratto in Slovenia, è tutta autostrada. Cinque caselli: si pagano rispettivamente euro 3,7 – 1,8 – 1,8 – 2 – 15. Nelle prime due tratte, in Slovenia, ti danno il resto in euro; in Croazia, invece, in moneta locale (Kune), quindi è bene predisporre ogni volta euro per gli importi voluti, o comunque non troppo superiori. Numerose stazioni di servizio, con bar, ristoranti, negozi. Dopo Lubiana l’autostrada, pressoché rettilinea, attraversa l’interminabile pianura della Slavonia (parte di quella che gli antichi romani chiamavano Pannonia, comprendente anche le grandi pianure della Vojvodina e dell’Ungheria). Su ambedue i lati, campi coltivati e alberi d’alto fusto. Prima e dopo il confine serbo-croato, numerose uscite per la Bosnia: per Banja Luka, a Slavonski Brod per Doboj-Zenica-Sarajevo, poi per Brcko, per Bjelina ecc. Dopo il confine l’autostrada (chiamata, al tempo di Tito, “dell’amicizia e della fratellanza dei popoli jugoslavi”) prosegue per Belgrado e per Nis. Da qui ci si può dirigere a Pristina , a Skoplje-Salonicco, a Sofia-Istanbul. Nis è quindi un centro strategico anche dal punto di vista delle vie di comunicazione: ragione di più per i pesanti bombardamenti NATO subiti dalla città durante la “guerra umanitaria” del 1999. Noi però, a Ruma, poco dopo il confine, lasciamo l’autostrada e attraversiamo i rilievi del Fruska Gora, parco nazionale. Nel primo tratto, in salita, si va a passo d’uomo dietro i camion; dopo la sommità, due strade a senso unico, una discesa e una in salita nella direzione opposta. Si attraversano fitti boschi; ovunque ordine e pulizia. Ed ecco, ai due lati della strada, i caratteristici carretti di contadini che espongono prodotti di stagione: pomodori, cipolle e quant’altro. Ogni tanto qualche auto ferma per acquisti. Avremmo voluto fermarci anche noi, ma non è possibile: la nostra auto è gia strapiena (quadernoni con le schede dei bambini in attesa del nostro arrivo, effetti personali, regali da consegnare affidatici da amici, e soprattutto gli “aiuti umanitari” che Jovanka porta a ogni viaggio per parenti a amici di Nis). Dopo scesi su Novi Sad, percorriamo la sedicente “autostrada” per Subotica, uscendone a Backa Topola, dove ci attende la vecchia amica Jelena. Qui comincia la parte più impegnativa e importante di un altro viaggio, per consegnare le "borse di studio", che attraverso tutta la Serbia ci porterà da Backa Popola a Nis, dopo avere attraversato Belgrado, Novi Sad e Kragujevac. Da Nis, poi, via verso la Bosnia (Republia Srpska) dove ci aspettano gli alunni di Pale, Rogatica e Lukavica. Terzo viaggio, quello verso casa: 15 ore di macchina e siamo a Roma. In tutto circa 5.000 chilometri in undici giorni.


   
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