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Haiti: buon anno scolastico. Meglio tardi che mai!

07/12/2007 - 17.58:   Il 3 settembre scorso c’è stata la ripresa ufficiale dell’anno scolastico 2007-2008. Una ripresa – come ha constatato l’agenzia di stampa haitiana Alter Press – timida a causa delle gravi difficoltà economiche che devono affrontare i genitori. Il 10 settembre, poi, il secondo ingresso a scuola. Il numero degli alunni cresce, anche se ancora molti bambini e giovani non accedono all'istruzione scolastica. Parecchi genitori, per mancanza di denaro, aspettano novembre, dicembre e, a volte, addirittura gennaio per mandare i loro bambini a scuola (risparmiano tre mesi di spese!). La scuola haitiana è un sistema a due velocità, che riflette le gravi disuguaglianze sociali. In un discorso pronunziato in occasione della riapertura (ufficiale) delle scuole, il ministro dell’Educazione nazionale, Gabriel Bien-Aimé, ha annunciato varie disposizioni destinate a garantire a tutti gli alunni pari opportunità. «Quest’anno i programmi dettagliati delle prime sei classi elementari saranno messi in circolazione nelle dieci regioni del Paese», promette il ministro. Queste nuove misure contribuiranno, secondo lui, «a ridurre il fossato già profondo tra grandi e piccole scuole, alunni poveri provenienti da un ambiente sfavorito e alunni ricchi provenienti da un ambiente agiato, alunni delle città e delle campagne». Belle parole!
Resta un fatto: su ogni dieci haitiani, cinque hanno meno di venti anni. E’ all’incirca è a questa età che un haitiano che ha frequentato la scuola “relativamente presto” termina gli studi secondari. La composizione giovane della popolazione potrebbe fornire una carta importante per lo sviluppo del Paese, mancano però condizioni favorevoli. A quest’inizio del ventunesimo secolo, Haiti non soddisfa assolutamente i bisogni della sua popolazione, specialmente quelli dei più poveri e degli abitanti delle zone rurali. Si tratta della scuola, della sanità, dell’occupazione, dell’alloggio e della sicurezza sociale. In effetti, su ogni dieci persone in età di lavoro, sei sono disoccupati. Una situazione tragica che espone la gioventù haitiana a pericoli sociali e personali: SIDA, gravidanze indesiderate, aborto, decessi materni, delinquenza, droga...
Basta dare un'occhiata alle statistiche per vedere che le giovani (dai 15 ai 19 anni) hanno un’elevata fecondità. Su ogni cento diciannovenni, ventinove hanno già messo al mondo un bambino o hanno già avuto una gravidanza. Secondo gli specialisti, che "aiutano" il governo, affinché Haiti possa trarre partito dalla giovinezza della sua popolazione, "deve assecondarla con politiche appropriate nei campi dell’educazione, della formazione professionale e dell’impiego. Deve anche lanciare una larga campagna di sensibilizzazione sui diritti riguardanti la sanità riproduttiva. Essi comprendono fra l’altro l’assistenza dei bambini (dal ventre materno a tutto il loro sviluppo), le cure sanitarie per adolescenti e donne, l’allattamento e le relazioni sessuali". Precisano, "tra uomo e donna".


   
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