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Abc Solidarietà e Pace

 
Guinea Bissau – Il lavoro non ci spaventa, ma speriamo di avere anche un po' di fortuna!

22/02/2008 - 19.13:   Sarà dura ma ce la faremo! A fare cosa? Nonostante lo scarso successo (per non dire insuccesso) del 2007, riprenderemo la sperimentazione dell'orticoltura durante la stagione delle piogge. La sperimentazione sarà realizzata nei villaggi d'Infandre e N'Com per poi essere estesa ad altre tabanche della zona negli anni successivi e, a quel punto, non sarà più una sperimentazione.

Si comincerà da Infandre, nella stagione 2008-2009, con sei serre per complessivi 390 metri quadrati. Nella sperimentazione saranno usati semi ibridi (portati dall'Italia) e semi acquistati nella capitale Bissau. Tutto ciò al fine di selezionare le sementi migliori e verificarne redditività e resistenza. Nel secondo e terzo anno aumenterà il numero delle serre. Saranno 18 a Infandre e 12 a N'Com nel 2009-2010 e 30 a Infandre e 24 a N'Com nel 2010-2011. Alla fine la superficie totale coltivata sarà di circa mq. 3.510. La produzione, attualmente, non è quantificabile. Si potrà avere un'idea alla fine del primo anno di sperimentazione quando sarà possibile verificare "sul campo" anche la resa dei diversi semi.

Ci sentiamo un poco pazzi, ma se non lo fossimo non staremmo a lavorare in Guinea Bissau!

Certo, avremo bisogno anche di un po' di fortuna per riuscire! Siamo però confortati dalla fiducia che hanno nei nostri confronti le donne d'Infandre e di N'Com e non a caso abbiamo già un elenco di 150 donne disponibili a lavorare con noi. Così, ad Infandre, lo scorso 29 gennaio abbiamo firmato un accordo con loro e, insieme, abbiamo costituito l'associazione "Mindjeres unidas" (non c'è bisogno di traduzione). Noi porteremo semi, attrezzi, assistenza tecnica, serre, tutto quello che serve per lavorare e cureremo la vendita dei raccolti, loro metteranno la mano d'opera e l'entusiasmo. Alla fine, gli utili – confidiamo che ce ne siano – saranno ripartiti a metà, il 50% alle donne e il 50% ad ABC. Il 50% di ABC andrà a formare un capitale produttivo da reinvestire nell'agricoltura e servirà anche a sostenere la cooperativa che nascerà alla fine della sperimentazione.

Non è la favola della "ricottina", piuttosto l'esigenza di fare qualcosa di diverso, una speranza. Il ragionamento che sostiene il tutto è questo: nei mesi da maggio ad ottobre in Guinea Bissau, anche nella capitale, non si possono trovare pomodori e lattuga. Si trovano, a volte, quelli importati dal Senegal ma hanno prezzi altissimi. Dunque, riuscendo a produrre questi ortaggi durante la stagione delle piogge commercializzazione potrebbe avvenire a prezzi superiori di almeno tre volte a quelli praticati nella stagione secca.

E poi, sempre a proposito di sogni, ci viene in mente che se si riuscirà a trasformare in realtà questo libro dei sogni, queste donne, per la prima volta nella loro vita, avranno un'identità "professionale" definita e che questa cosa, insieme a una giusta remunerazione darà a qualche giovane opportunità diverse nei villaggi e, forse, qualcuno di loro non tenterà più l'inutile e pericolosa avventura dell'emigrazione interna verso la capitale o verso l'Europa. Incoraggiateci perché ne abbiamo bisogno!


   
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