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Guinea Bissau – La crisi dei mutui subprime, la salita dei prezzi e i rimborsi spese di ABC

11/04/2008 - 4.52:   In Guinea Bissau, nel giro di due mesi, molti prodotti di prima necessità come sapone, olio (di palma), pane e pesce sono aumentati del 50% senza alcuna apparente ragione, seguiti a ruota da riso e zucchero. Sono gli aumenti più elevati da molti anni, mentre gasolio, benzina, gas e cemento scarseggiano e torneranno reperibili sicuramente con forti rincari. Noi abbiamo fatto appena in tempo a comprare il cemento necessario per i 10 pozzi che costruiremo quest'anno, mentre abbiamo qualche problema con l'energia elettrica perché Radio Sol Mansi, alla quale siamo collegati e paghiamo la corrente che produce in esubero con il suo generatore, sono già due giorni che è ferma perché senza gasolio. In Senegal, informa l'agenzia "Notícias Lúsofonas", si è rotta una raffineria e sono stati tagliati i rifornimenti alla Guinea Bissau dove ora un litro di benzina costa 5.000 cfa invece degli abituali 1.000. Dunque tutti al buio. Ma per gli abitanti di Mansoa, dove c'è la nostra sede, questo non è un gran problema. Sono in pochissimi ad avere l'energia elettrica in casa e le strade non sono illuminate e quando, la sera, vai in giro devi avere una torcia elettrica per evitare brutti "scontri" e "incontri".

A Bissau, la gente gira nel mercato-labirinto di Bandim, dove vanno tutti per risparmiare, e se la prende, giustamente, con il governo. Fatima dice: "senza denaro come si fa a comprare qualcosa? I governanti sono i principali responsabili. Devono abbassare le tasse e contenere i prezzi". Probabilmente i governanti non sanno neanche cosa fare e intanto, come dice Sira, "da noi sta diventando tutto più caro mentre la gente che lavora è poca, per un salario molto basso e neanche pagato regolarmente". La situazione diventa sempre più difficile e chi può, come la guardia che la notte sorveglia l'hangar di ABC, ci chiede di comprargli un fucile, mentre il ministro dell'economia, da parte sua, sbigottito, constata che l'inflazione è salita dall'1,8 punti del dicembre 2006 ai 4,6 del dicembre 2007 e l'altro ieri ha affermato che: "il governo non può far nulla per frenare l'aumento galoppante dei prezzi dei prodotti di prima necessità". Il povero Abubacar Demba Dahaba ha aggiunto che non è un fenomeno soltanto della Guinea Bissau e che le cause di questa situazione sono da ricercare nella salita del prezzo del barile di petrolio, nei cambiamenti climatici che portano alla diminuzione delle terre coltivabili, l'incremento nella produzione dei biocombustibili. Ha dimenticato però la crisi dei mutui americani e chissà cos'altro.

Che la situazione fosse difficile lo sapevamo perché a gennaio ci eravamo confrontati con gli amici guineani i quali, per far capire che era necessario adeguare i loro rimborsi mensili, ci avevano presentato una specie di lista della spesa (verificata): un sacco di riso di seconda scelta costo 13.500 cfa (1 euro = 650 cfa), 1 lt di olio di palma 850, passata di pomodoro 500, 1 kg di sale 100, 1 kg di cipolle 500, 1 kg di carne 1.500, 1 kg di pesce 750, un pane 100 (una specie di baguette, ma il prezzo è di gennaio e in questi giorni è salito a 150). E poi l'affitto di "casa": Armando 15.000 al mese, Quintino 10.000, Justino e Duarte 5.000, Mario ha casa sua. Insomma, alla fine dopo una bella discussione, i loro rimborsi sono stati adeguati, anzi quasi raddoppiati: Armando da 77.000 a 150.000, Quintino da 49.500 a 96.450, Justino da 44.000 a 85.750, Duarte da 40.000 a 77.950 e Mario da 11.000 a 21.450 (è quello che guadagna meno perché lavora di meno). Rimbocchiamoci le maniche!


   
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